domenica, 18 Gennaio

Ogni anno il 13 ottobre si dedica ad una patologia poco conosciuta ma con un impatto enorme: la trombosi.

Per molti resta un termine astratto, ma è una delle cause “silenziose” dietro eventi drammatici come l’embolia polmonare, l’ictus o l’infarto. In Italia come altrove, la prevenzione e la conoscenza possono fare la differenza. Questo articolo ti guida, uomo, attraverso i rischi legati alla trombosi, come proteggersi e cosa fare in caso di segni sospetti.

Che cos’è la trombosi?

La trombosi è la formazione di coaguli di sangue (trombi) all’interno di vasi sanguigni — arterie o vene — che ostacolano il flusso del sangue. Se un trombo si stacca e viaggia verso un organo (per esempio i polmoni), può causare gravi complicanze come l’embolia.

Due forme principali da conoscere:

  • Trombosi venosa profonda (TVP): soprattutto nelle vene profonde delle gambe
  • Embolia polmonare (EP): quando il trombo viaggia fino ai polmoni e ostacola la circolazione polmonare.

Insieme, TVP ed EP rientrano spesso nella sigla TEV (tromboembolismo venoso).

Perché il 13 ottobre?

  • Il 13 ottobre è il compleanno di Rudolf Virchow, medico tedesco che per primo studiò i meccanismi della trombosi e definì concetti chiave della patologia
  • Dal 2014 è diventata la data simbolica della Giornata Mondiale della Trombosi, promossa dall’International Society on Thrombosis and Haemostasis (ISTH)
  • L’obiettivo è sensibilizzare la popolazione, rendere più nota una malattia spesso sottovalutata e spingere alla prevenzione attiva.

Dati ed impatto: quanto è diffusa la trombosi?

  • Si stima che 1 persona su 4 muoia nel mondo per condizioni correlate alla trombosi
  • In Europa, ogni giorno falle decine di persone per complicanze trombotiche
  • Numerose di queste morti sono teoricamente prevenibili, se si modifica lo stile di vita, si riconoscono in tempo i segnali e si interviene subito.

Perché gli uomini devono prestare attenzione?

Sebbene la trombosi non colpisca in modo esclusivo un sesso, ci sono motivi extra per cui un uomo dovrebbe essere informato:

  1. Fattori di rischio maschili
    • Fumo di sigaretta
    • Ipertensione
    • Colesterolo alto
    • Abuso di alcol
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    • Sedentarietà
    • Apnee notturne
    • Stile di vita stressante
  2. Sport e sforzi intensi
    Allenamenti pesanti, sudden gains, uso di integratori non controllati o doping improvvisato possono innalzare il rischio di alcune alterazioni emocoagulative.
  3. Patologie associate più frequenti negli uomini
    Malattie cardiovascolari, diabete tipo 2, malattie vascolari: tutte condizioni che aumentano il rischio di trombosi.
  4. Ignorare i segnali
    Un fastidio alle gambe, un dolore lieve, un’affaticamento non spiegabile: può sembrare “normale”, ma a volte è l’inizio del problema.
  5. Ritardo nel consulto medico
    Gli uomini tendono a “sopportare” più a lungo i sintomi prima di recarsi dal medico, il che può tradursi in ritardi pericolosi.

Segnali e sintomi da non sottovalutare

Conoscere i sintomi della trombosi può salvare vite. Ecco cosa tenere d’occhio:

LocalizzazioneSegnali / Sintomi sospetti
Gamba / polpacciodolore, gonfiore unilaterale, calore locale, tensione, arrossamento
Bracciofastidio, gonfiore, sensazione di pesantezza
Torace / polmonidifficoltà respiratoria improvvisa, respiro corto, dolore al petto, tachicardia, sensazione di svenimento
Capo / cervellomal di testa intenso, confusione, visione offuscata, difficoltà nel parlare
Addomedolore addominale acuto, nausea, vomito

Quando compare uno o più di questi segnali, specie in soggetti con fattori di rischio, non aspettare: consulta un medico o recati al più vicino pronto soccorso.

Trombosi e Prevenzione: piccole azioni, grande impatto

Ecco come puoi ridurre (molto) il rischio:

  1. Muoversi spesso
    Evita lunghe ore seduto (auto, ufficio, voli). Ogni tanto alzati, fai qualche passo.
    Il tema recente delle campagne WTD enfatizza il motto “From Head to Toe, Take Control” — ovvero che la gambetta, le braccia, il corpo intero devono muoversi.
  2. Controlli regolari
    Periodicamente valuta pressione, colesterolo, glicemia e parametri ematici.
  3. Peso sano e alimentazione equilibrata
    Riduci grassi saturi, zuccheri, sale. Aumenta frutta, verdura, fibre.
  4. Smettere di fumare / ridurre alcol
    Il fumo e l’alcool eccedente danneggiano le pareti vasali e promuovono la coagulazione.
  5. Idratazione adeguata
    Bevi acqua; una lieve disidratazione può favorire la formazione di trombi.
  6. Uso di calze compressive, se consigliate
    In caso di lunga immobilità (viaggi, post-operatorio), le calze a compressione medica possono ridurre il rischio.
  7. Farmaci preventivi quando indicati
    In situazioni di rischio – ad esempio dopo chirurgia, in piani oncologici – le linee guida mediche prevedono terapie anticoagulanti preventive.

Diagnosi: come si scopre una trombosi

  • Eco-doppler venoso: esame non invasivo, rapido, per controllare vene e flusso sanguigno
  • D-dimero: test ematico che misura frammenti di fibrina; se elevato può far sospettare la presenza di un coagulo
  • Angio-TC / angio-RM: in casi più complessi per visualizzare il trombo e l’eventuale coinvolgimento in organi centrali
  • Esami del sangue coagulativi: per valutare predisposizione genetica o squilibri del sistema emocoagulativo.

Una diagnosi tempestiva è essenziale per ridurre danni e mortalità.

Cosa puoi fare nella Giornata Mondiale della Trombosi?

  • Informati e collega il tema alla tua vita quotidiana
  • Condividi sui social i messaggi ufficiali della campagna: ad esempio la challenge “Head to Toe” che invita a mostrare movimenti simbolici per ricordare che il corpo intero è coinvolto
  • Partecipa agli eventi locali, webinar o iniziative sanitarie che spesso si svolgono il 13 ottobre
  • Offri il tuo sostegno a familiari e amici, sensibilizzandoli sui segni da non ignorare
  • Chiedi al tuo medico di valutare il tuo rischio personale e di consigliarti eventuali strategie preventive.

In conclusione

La Giornata Mondiale della Trombosi, ogni 13 ottobre, è un’occasione fondamentale per fare luce su una minaccia “silenziosa” che può colpire chiunque, anche l’uomo sano. Non si tratta di allarmismo, ma di consapevolezza: riconoscere i segnali, ridurre i fattori di rischio e intervenire tempestivamente può fare la differenza.

Se hai anche un solo dubbio — un fastidio alla gamba che non passa, un respiro corto improvviso, un dolore toracico — non rimandare: parlane con un medico.

Stai attento a te stesso e a chi ti sta vicino: la prevenzione comincia dal sapere.



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