Che J-Ax sia il re indiscusso delle rinascite musicali in Italia non è certo una novità: ha attraversato l’hip hop vecchia scuola, il crossover, il pop-punk e le hit estive.
Solo qualche mese fa lo abbiamo visto calcare il palco di Sanremo 2026 con il successo di Italia Starter Pack, un pezzo che sta ancora dominando le radio. Ma quello che ha fatto oggi va oltre ogni immaginazione: lo zio d’America è diventato ufficialmente lo “zio del Tennessee”.
È uscito ovunque il suo nuovo singolo, “HIPPY YA YO (PERÒ ANCHE NO)”, pubblicato per Columbia Records/Sony Music Italy. E, tenetevi forte, è una pazzesca cavalcata rap, country e folk.
Tra banjo (suonati da Pietro Posani), chitarre acustiche e un ritmo da vero saloon, l’ex Articolo 31 ha spiazzato tutti. Ma se il pubblico generalista è rimasto a bocca aperta, noi di MondoUomo.it abbiamo avuto un gigantesco déjà-vu.
La profezia di MondoUomo.it: eravamo stati facili profeti?
Consentiteci un piccolo momento di auto-celebrazione, ma qui la coincidenza è troppo macroscopica per essere ignorata. Chi ci segue fedelmente ricorderà sicuramente una delle puntate più accese della seconda stagione del nostro podcast.
Mentre tutti parlavano di algoritmi, trap e cassa dritta, noi lanciavamo una provocazione:
“Se la musica italiana vuole davvero diventare internazionale, smettiamola di scimmiottare il pop anglosassone o di essere solo melodici. Dobbiamo guardare alle radici, avvicinarci al Folk o alla wave del Country moderno, che all’estero sta dominando le classifiche globali.”
Passano i mesi, si chiude Sanremo, e J-Ax se ne esce con un brano che sembra registrato direttamente a Nashville, intitolato letteralmente “HIPPY YA YO”. Coincidenze? Noi preferiamo pensare che lo Zio sia un nostro accanito ascoltatore. J-Ax, ammettilo: ci hai ascoltato! 😀
Il brano: pacifismo, “toga party” e pollo fritto
Al di là delle nostre “profezie”, il pezzo funziona da dio ed è una bomba d’Iper-attivismo pop-rap applicato alle atmosfere western. Scritto insieme a Shade e prodotto da Renzo Stone ed Edlin, “HIPPY YA YO (PERÒ ANCHE NO)” usa il sound delle praterie americane per lanciare un messaggio decisamente attuale.
Il testo è il solito Ax cinico, ironico e fottutamente lucido. È un vero e proprio inno pacifista fuori dagli schemi, un manifesto anti-estremista che fotografa perfettamente la nostra società polarizzata. Il concetto alla base è geniale nella sua semplicità: si può amare una cultura senza doverne sposare i disastri geopolitici. Ax lo spiega chiaramente nel ritornello killer:
“Sole, palme, toga party, pollo fritto, rap e country / Basi Nato qui, però anche no / … Hippy ya yo, ma a sparare da cowboy, però anche no”.
C’è spazio per la critica sociale (“In mate non ho preso mai più di sei meno / Ma ho capito che senza sei zeri, sei zero”), il rifiuto della violenza e il bisogno urgente di abbassare i toni, il tutto confezionato dentro un’atmosfera da festa estiva che ti fa battere il piede dal primo secondo. Una via di mezzo perfetta tra il “Peace & Love” degli hippie e la legittima difesa della propria sanità mentale.
Verso il nuovo album e i live
Questo viaggio nel country-folk non è un episodio isolato: “HIPPY YA YO (PERÒ ANCHE NO)” è il brano che apre ufficialmente la strada al nuovo attesissimo album di J-Ax, dal titolo quantomai azzeccato “Vita Morte e Miracoli”.
Un progetto che non vediamo l’ora di ascoltare per intero e che l’artista porterà dal vivo il prossimo ottobre con quattro date speciali divise tra il Fabrique di Milano e l’Atlantico di Roma.
Nel frattempo, la prateria del mercato italiano ha un nuovo sceriffo.
Resta solo una domanda: J-Ax, ora che hai seguito il consiglio del nostro podcast sul country, quando passi in redazione a trovarci?
Noi il microfono lo teniamo aperto. Nel frattempo: stivali ai piedi, cappello da cowboy in testa e volume a palla.
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