L’Eurovision Song Contest 2026 – tenutosi alla Wiener Stadthalle di Vienna – è stato vinto un po’ a sorpresa dalla Bulgaria, rappresentata dalla popstar Dara con il brano Bangaranga.
Dopo un serrato testa a testa finale, la Bulgaria è riuscita a scalzare Israele (che si è classificato al secondo posto), grazie al decisivo supporto delle giurie tecniche.

Per quanto riguarda l’Italia, Sal Da Vinci con il brano Per sempre sì ha chiuso l’esperienza europea conquistando un ottimo quinto posto complessivo.
Eccolo dunque il brano vincente di questa edizione dell’Eurovision.
Il trionfo di DARA a Eurovision 2026: il pop bulgaro conquista l’Europa
La settantesima edizione dell’Eurovision Song Contest si chiude dunque con un verdetto storico: la Bulgaria conquista la sua prima, storica vittoria a Vienna grazie a DARA e alla sua travolgente Bangaranga.
Un trionfo arrivato al termine di una finale serratissima alla Wiener Stadthalle, che ha visto la popstar bulgara scalzare Israele nelle battute finali e superare la concorrenza grazie a un mix esplosivo di energia, tradizione e modernità.
Il ritorno perfetto
La vittoria di DARA (all’anagrafe Darina Nikolaeva Yotova, classe 1998) segna un riscatto clamoroso per la Bulgaria, tornata in gara quest’anno dopo tre anni di assenza.
Nata a Varna, sulla costa del Mar Nero, DARA è da anni una delle icone indiscusse del pop balcanico, già coach di The Voice of Bulgaria e reduce dal successo dell’album d’avanguardia ADHDARA (2025).
La scelta della tv di stato BNT di affidarsi a una delle sue stelle più luminose si è rivelata vincente, portando sul palco una performer impeccabile, capace di reggere la pressione di un palcoscenico globale con una presenza scenica magnetica.
Tra pop contemporaneo e radici millenarie
Il segreto del successo di Bangaranga – prodotta dal hitmaker Monoir – risiede nella sua doppia anima. Strutturata come un anthem dance-pop a base di beat elettronici martellanti e una coreografia millimetrica, la canzone affonda in realtà le sue radici nel patrimonio culturale profondo della Bulgaria.
Il brano si ispira infatti alla tradizione mistica dei Kukeri, i rituali ancestrali bulgari in cui maschere e campanacci vengono usati per scacciare gli spiriti maligni. DARA stessa ha definito la traccia come:
«Musica pop con scheletro folk; un caos felice capace di unire le persone.»
Con 516 punti complessivi, l’Europa ha premiato l’audacia di una proposta artistica potente, viscerale e sfacciatamente contemporanea. Vienna incorona una nuova regina del pop europeo, e dà appuntamento al 2027 a Sofia.
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