Il futuro dell’eccellenza italiana non passa più solo dalle fiere fisiche, ma da un’infrastruttura tecnologica che unisce sicurezza e innovazione.
Il 6 maggio 2026, presso l’Università degli Studi Internazionali di Roma (UNINT), è stato presentato Made in Italy Gate, il nuovo marketplace B2B di Federitaly destinato a cambiare le regole del gioco per le nostre piccole e medie imprese.
Dietro “Made in Italy Gate” c’è una visione strategica che va oltre l’e-commerce tradizionale. L’obiettivo è accompagnare le micro e piccole imprese italiane — il vero cuore pulsante del nostro tessuto produttivo — sui mercati esteri, proteggendole al contempo dal fenomeno dell’Italian Sounding.
Il progetto si fonda su tre pilastri che garantiscono affidabilità e crescita:
- Certificazione Totale: Ogni azienda viene verificata tramite audit rigorosi. L’origine del prodotto è blindata attraverso la notarizzazione su blockchain e l’emissione di certificati NFT, rendendo ogni pezzo tracciabile e unico agli occhi del mondo.
- Buyer Selezionati: La piattaforma mette in contatto i produttori esclusivamente con operatori qualificati (importatori, GDO, distributori e settore Horeca), eliminando dispersioni di tempo e risorse.
- Supporto Economico: L’ingresso è facilitato dal Bando Voucher 2026, che permette alle imprese di attivare il servizio senza costi fissi, abbattendo la barriera economica d’accesso alla digitalizzazione.
L’IA al servizio dell’artigiano: arriva “Silvia”
La vera innovazione risiede nell’integrazione tra l’immutabilità della blockchain e l’efficienza dell’Intelligenza Artificiale. All’interno del marketplace opera infatti “Silvia”, un’assistente virtuale AI attiva 24/7. Silvia parla più lingue e dialoga costantemente con i buyer internazionali, semplificando le trattative e rendendo il mercato globale accessibile anche ai laboratori artigianali che non dispongono di uffici export strutturati.
L’impatto economico: l’autenticità come Pil
Il lancio è stato nobilitato dagli interventi di economisti e accademici del calibro di Antonio Maria Rinaldi, del prof. Alessandro De Nisco e della prof.ssa Giada Mainolfi. Il coro è unanime: l’autenticità del Made in Italy non è solo un vanto culturale o identitario, ma un asset economico concreto.
Difendere il “vero” prodotto italiano significa rafforzare il Pil nazionale e garantire il futuro del lavoro nei territori. Grazie a strumenti come il Gate di Federitaly, la qualità italiana smette di essere solo un’etichetta e diventa un valore certificato, pronto a scalare le vette della competizione globale.






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