Un proiettile consegnato durante la messa a Caivano, un gesto che scuote l’Italia intera
Il 28 settembre 2025, mentre celebrava la messa nella chiesa di San Paolo Apostolo nel Parco Verde di Caivano, Don Maurizio Patriciello, noto prete anticamorra e simbolo di coraggio civile, ha ricevuto in dono un proiettile calibro 9×21.
L’uomo che gli ha consegnato questa minaccia, fingendosi un fedele in fila per la Comunione, è stato immediatamente bloccato dalla scorta del sacerdote e dai Carabinieri presenti sul posto.
L’episodio arriva a poche ore da una vera e propria “stesa”, una sparatoria di gruppo in strada, che ha allarmato ulteriormente la comunità locale, già segnata da anni di lotta alla criminalità organizzata. Da tempo Don Patriciello è impegnato nella difesa dei diritti, nella promozione della legalità e nel supporto ai giovani del Parco Verde, una zona tristemente nota per la presenza di clan camorristici.
Il proiettile, consegnato avvolto in un fazzoletto, rappresenta un messaggio intimidatorio e vigliacco contro chi, come il sacerdote, non si piega al racket e alla violenza. Nonostante la minaccia, Don Patriciello ha scelto di non interrompere la funzione religiosa, dando una straordinaria dimostrazione di forza e resilienza.
La mobilitazione delle istituzioni è stata immediata: il premier ha condannato il gesto definendolo “vergognoso”, mentre il ministro dell’Interno e altri rappresentanti dello Stato hanno espresso solidarietà a Don Patriciello e rafforzato le misure di protezione per il sacerdote e la comunità.
L’uomo bloccato, un 75enne con problemi psichiatrici e legami con un clan locale, è stato portato in caserma per accertamenti.
Questo atto criminale è un avvertimento non solo a Don Patriciello, ma a tutte le associazioni, ai cittadini e alle istituzioni che ogni giorno combattono per un’Italia libera dalla violenza mafiosa.
Oggi più che mai, siamo tutti Don Patriciello. La sua forza, il suo coraggio diventano la nostra bandiera.
In un momento in cui il Paese assiste a queste intimidazioni, la sua figura rappresenta un faro di speranza e resistenza civile, un invito a non abbassare la guardia contro la malavita, a testimoniare con azioni concrete che la giustizia e la dignità umana sono inviolabili.



