1 maggio 1994 – 1 maggio 2026: 32 anni dall’addio al Re. Immaginate di poter parlare con lui, oltre il velo. Noi abbiamo chiuso gli occhi e lo abbiamo fatto, immaginandoci un’intervista esclusiva dal Paradiso … delle Velocità.
Oggi è il 1° maggio, giorno che il mondo della Formula 1 non dimentica: l’anniversario della morte di Ayrton Senna a Imola.
Il brasiliano eterno, tre volte campione del mondo, genio della pole e dell’agguanto in pista, ci ha lasciati a 34 anni in un weekend maledetto in quel di Imola, rimbalzando al Tamburello.
E se l’anima dei piloti non morisse mai? Se dal suo Aldilà – quel circuito celeste dove le monoposto sfrecciano senza limiti – Ayrton potesse commentare la F1 di oggi?
Noi di MondoUomo.it lo abbiamo immaginato, mentalizzato, con un filo di esoterismo e tanto rispetto, sognando “questa intervista esclusiva”.
E Senna che ci risponde, con la sua voce tagliente, sul Circus 2026: regole rivoluzionarie che moltiplicano i sorpassi artificiali, auto più veloci ma “da PlayStation” o da “funghetto di Mario Bros” per dilla alla Leclerc, ed un’era ibrida che lui forse non riuscirebbe ad odiare attento così al pianeta. “Dio mi ha dato un grande talento per arrivare dove sono arrivato, ma la vera F1 è rischio puro”, diceva.
Chiudete gli occhi, ecco cosa ci racconta ora….
Intervista esclusiva: Ayrton Senna parla del 2026…
MondoUomo.it: Ayrton, bentornato tra noi. È il 1° maggio, e la F1 corre senza di te. Nel 2026, le regole sui sorpassi sono cambiate: ali mobili, spinta elettrica attivabile a piacimento fino ad esaurimento energia. Sembra un videogioco, con 50 ultra sorpassi a GP. Tu che ne pensi?
Ayrton Senna: Ride, con quel ghigno brasiliano. Videogioco? Esatto, ma del tipo sbagliato! Io amavo i sorpassi veri, quelli all’agguanto, frenando dopo l’avversario di un soffio, con le gomme che urlano ed il cuore che batte più forte del motore. Nel ’93 a Donington, pioveva, partivo quarto e vinco sorpassando tutti già al primo giro. Non con un bottone magico! Questa F1 2026 è veloce, sì – bravi quelli della Mercedes – ma i sorpassi? Artificiali, come trucchi da videogame. Dateci più rischio: meno aiuti, più talento umano. La safety car? L’ho odiata sempre, rallenta l’essenza.
MondoUomo.it: Mercedes domina, grazie ad una PU ai limiti. Tu eri un maestro della qualifica, con 65 pole. Oggi le regole premiano lo spettacolo: pit obbligatori misti, bandiere gialle virtuali per simulare safety senza fermare tutti. È progresso o circo?
Ayrton Senna: Progresso? Solo se serve la passione. Io correvo per Dio e per la vittoria, non per like su TikTok o per gli sponsor. Verstappen è un leone in gabbia quest’anno, Antonelli cresce bene, Hamilton sembra rinato con la SF-26 … li rispetto – hanno quel fuoco che vedo in me e Prost. Ma queste regole… sorpassi facili rovinano la magia. Ricordate Monaco ’88? Io ed Alain, gomito a gomito, senza DRS. Era F1 pura, velocità che ti consuma l’anima. Nel 2026, con ali mobili e boost elettrici, è come barare. Togliete le ali mobili, via quel 50% di elettrico, fate monoposto più instabili: solo i grandi sopravvivono. Altrimenti, è Formula Videogioco, non Formula 1.
MondoUomo.it: E la velocità? Auto oltre i 370 km/h, ma con limiti di carburante e recuperi energia. Tu spingesti per motori V10 ruggenti. Oggi è ibrido, sostenibile. Ti piace?
Ayrton Senna: Velocità è vita, amico! Amavo i V12, quel suono che ti entra nelle ossa. L’ibrido? Intelligente per il pianeta – Dio ci ha dato questa Terra da curare – ma non sacrificate il ruggito. Nel 2026 si va forte, ma manca l’anima meccanica. Fate EVO pure, ma tenete il downsizing lontano: la F1 deve essere il tempio della velocità, non un’auto elettrica da strada. Ed i sorpassi? Devono nascere dal cervello del pilota, non da un “pedale” extra.
MondoUomo.it: Ultima: se tornassi oggi, chi sconfiggeresti? E un messaggio ai fan per questo 1° maggio.
Ayrton Senna: Tornerei e punterei al titolo contro Russell e Leclerc. Loro hanno talento, io porterei l’istinto. Ai fan: non dimenticatemi solo per una questione di statistiche. Correte nella vita come in pista: al limite, con fede. Quel fatidico 1° maggio 1994 ad Imola, amici miei di MondoUomo.it e voi che decidete il destino del Circus … beh, io prego ancora al Tamburello – quel muro che mi ha strappato alla vita terrena, ma non al mio spirito. La F1 che corre oggi, è viva? È ruggente? Rendetela vera, pura come il fuoco che ci brucia dentro: sorpassi nati dal genio umano, non da trucchi elettronici; velocità che sfida Dio, non regole che la addomesticano. Altrimenti, non è più la mia F1, non è per me… e non lo sarà per i veri appassionati!
Ayrton vive: l’eredità eterna
Senna non è morto: è leggenda. In un 2026 di sorpassi “videogioco”, il suo spirito immaginiamo possa gridare per dare autenticità alla F1. Oggi, accendete una candela per lui.
La F1 ha bisogno di più Ayrton, meno algoritmi.





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