Attive le Twitter Community Notes, cosa sono e perché sono importanti

Credits: World Direction

Le fake news sono ormai all’ordine del giorno, sul web. La propaganda rappresenta in effetti un corollario alla ricerca di notizie che ogni giorno caratterizza Internet, con la conseguente diffusione di notizie spesso inventate di sana pianta, dalle quali diventa però complicato difendersi.
Nella battaglia contro le bufale anche Twitter ha deciso ora di scendere in campo. Il social di Elon Musk, infatti, ha deciso di segnalare ai propri utenti quando sono entrati in contatto con un tweet che ha ricevuto una Community Note, violando le linee guida sulla corretta informazione.

Twitter scende in campo contro le bufale: vediamo come

Una fake news è già un pericolo di per sé. Sui social, però, può esserlo ancora di più, in quanto viene ad essere condivisa e propagata da un gran numero di persone, magari inconsapevolmente. Per cercare di attenuare questo pericolo, ora Twitter ha deciso di segnalare i post che hanno ricevuto una Community Note, ovvero l’atto ufficiale che testimonia la scarsa attendibilità di un’informazione. È stato l’account Community Notes del social a ricordarlo, all’interno di un messaggio il quale afferma la sostanza dell’iniziativa: combattere le fake news e l’informazione di regime almeno all’interno del social media del CEO di Tesla.

Elon Musk
Credits: James Duncan Davidson

Se non si tratta di una novità assoluta, considerato come le note della comunità fossero state preannunciate nel passato mese di gennaio, le notifiche avvertiranno gli utenti ove su una determinata notizia sia in corso una discussione approfondita. Da sottolineare che a scrivere note potranno essere anche singoli utenti abilitati all’uopo.

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Come funzionano le Twitter Community Notes

Il funzionamento previsto per le Community Notes è abbastanza semplice. Si tratta infatti di veri e propri post che possono arrivare ad un massimo di 4mila battute e che vengono aggiunti ad un tweet, ove si ritenga necessario che il discorso sia approfondito o che le informazioni contenute al suo interno non corrispondano al vero.
La novità è da rintracciare nel fatto che anche i semplici utenti possono fungere da notisti. Per poterlo fare devono però ottemperare a tre precise condizioni:

  • non essere stati a propria volta colpiti da un avviso relativo alla violazione delle regole di Twitter;
  • essere iscritti al social perlomeno da un semestre;
  • disporre di un recapito telefonico che sia stato verificato.

Ove si corrisponda alle condizioni elencate si può entrare in una lista di attesa, quella dei cosiddetti “contributor”. In attesa di poterlo diventare è però possibile valutare le Community Notes scritte dagli altri, potendo etichettarle come utili, non utili o piuttosto utili.
All’interno di queste tre valutazioni, è poi possibile giudicare se una nota cita fonti di elevata qualità, sia in grado di fornire informazioni di reale rilievo in relazione al contesto, manchi di fonti attendibili, si tratti di una semplice opinione o di una vera e propria speculazione, difetti in termini di pertinenza e punti chiave, oppure sia stata redatta utilizzando un linguaggio poco costruttivo o mancante di imparzialità.

L’obiettivo è di rendere fecondo il dibattito, impedendone l’appropriazione a fini di mera propaganda

Al tempo stesso, le note non appaiono subito. Necessitano cioè di un buon numero di valutazioni da parte dei contributor, i quali devono essere valutati da un algoritmo teso a stabilire che gli stessi abbiano diversi orientamenti. L’intento evidente è quello di impedire che partiti o altre associazioni politiche utilizzino le stesse note come uno strumento di propaganda.
Infine, occorre sottolineare che l’apposizione di una nota non comporta alcun genere di sanzione. La stessa servirà soltanto a far capire che un tweet rappresenta semplicemente un’opinione, quella di chi lo appone. La speranza è che l’iniziativa non sia travolta dalle critiche e non sia l’occasione di nuove polemiche, come sta accadendo per il cosiddetto fact checking di Facebook, accusato da più parti di rappresentare un vero e proprio processo censorio nei confronti di tutte le opinioni che non sono conformi ad un determinato punto di vista.

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