Basette seventies, baffi a fiammifero e ricci scolpiti: le star internazionali riscoprono l’estetica del passato, reinterpretandola con sensibilità contemporanea
Il grooming maschile non è mai stato solo una questione di estetica: è linguaggio, identità, racconto personale. Oggi assistiamo a un fenomeno affascinante: le icone del cinema e della musica guardano indietro, recuperando codici stilistici che sembravano archiviati per sempre. Ma non si tratta di semplice imitazione. È piuttosto una citazione consapevole, una rilettura che gioca con le strutture del passato per creare qualcosa di inedito.
Dai red carpet alle prime cinematografiche, dai videoclip musicali alle serie tv più attese, capelli, barba e baffi tornano a essere protagonisti con personalità rinnovata. Volumi inaspettati, tagli geometrici e dettagli audaci definiscono un’estetica che fa della contaminazione tra epoche il suo punto di forza.
Glen Powell e il fascino pulito degli anni Novanta
In How To Make a Killing, atteso nelle sale a febbraio, Glen Powell sfoggia un taglio che sembra uscito direttamente da Notting Hill: capelli corti e lisci, con effetto leggermente umido, volume calibrato e frangia a tendina. Un look che evoca immediatamente Hugh Grant e quella pulizia estetica tipica del cinema romantico degli anni Novanta, ma reinterpretato con maggiore struttura.
L’effetto bagnato si ottiene su capelli umidi con gel o mousse, mentre per chi preferisce lavorare sui capelli asciutti, la cera garantisce maggiore definizione. La frangia a tendina richiede ciocche laterali di lunghezza equilibrata e prodotti a base d’acqua che preservino morbidezza e movimento. Ideale per visi ovali o rettangolari, questo stile può funzionare anche su volti più rotondi, a patto di costruire volume sulla sommità del capo per allungare visivamente i tratti.
Jacob Elordi: lo shag che attraversa le epoche
Nel nuovo adattamento di Cime Tempestose (dal 12 febbraio al cinema), Jacob Elordi porta in scena Heathcliff con un taglio shag scalato, caratterizzato da lunghezze irregolari e stratificate che creano movimento naturale. Ma il vero colpo d’occhio arriva dalle basette lunghe, elemento che contamina l’estetica anni Settanta con una sensibilità attuale, creando un effetto vissuto e magnetico.
Lo shag si costruisce su una scalatura multilivello, con i volumi concentrati al centro e le punte alleggerite per evitare appesantimenti. L’aggiunta delle basette dona carattere rock, trasformando un classico senza tempo in qualcosa di più espressivo e stratificato.
Timothée Chalamet e l’eleganza sottile della Old Hollywood
Fresco di Golden Globe per Marty Supreme, Timothée Chalamet ha riportato sotto i riflettori i baffi a fiammifero (o “a matita”), sottili ed eleganti, posizionati appena sopra il labbro superiore con divisione centrale. Un richiamo diretto a Clark Gable e al fascino senza tempo del cinema classico americano.
Questo stile richiede manutenzione quotidiana: rasatura precisa, ritocchi costanti e attenzione alla simmetria. La divisione può seguire l’attaccatura naturale o essere creata con il rasoio. Fondamentale che la lunghezza non superi gli angoli della bocca di più di 5 millimetri, per mantenere quella raffinatezza che ne costituisce il tratto distintivo.
Luke Thompson: rock’n’roll meets Regency Era
Nella quarta stagione di Bridgerton, Luke Thompson continua a incarnare Benedict Bridgerton con un pompadour corto d’ispirazione anni Cinquanta. Il ciuffo è cotonato ma contenuto tra i 4 e i 5 centimetri, meno strutturato rispetto alle acconciature rockabilly classiche, più adatto all’ambientazione elegante della serie.
Un taglio pratico, che non richiede eccessivo tempo per styling e asciugatura ma garantisce personalità. I lati della testa vanno rasati a 3 o 6 millimetri, mentre il ciuffo deve mantenere volume. Un equilibrio perfetto tra passato e presente.
Bad Bunny: il tirabaci incontra lo stile Van Dyke
Al Met Gala dello scorso anno, Bad Bunny ha stupito con un kiss curl (il riccio “tirabaci”), scolpito con il gel sulla fronte in pieno stile anni Venti, omaggio alla Flapper Era e a Joséphine Baker. A completare il look, una barba in stile Van Dyke rivisitato: mento e baffi modellati, con il resto del volto rasato.
Il kiss curl va modellato con prodotti a tenuta forte, mentre la barba Van Dyke richiede pazienza nella crescita e precisione nella definizione. L’abbinamento dei due elementi è audace, esprime grande personalità e dimostra come tradizioni estetiche diverse possano dialogare creando qualcosa di originale.
Pedro Pascal e il baffo da cowboy contemporaneo
L’Outlaw Mustache di Pedro Pascal è ormai diventato il suo marchio distintivo. Si tratta del classico “baffo da fuorilegge”, legato all’immaginario western e ai protagonisti rudi del cinema d’azione del passato. Nella versione di Pascal però il baffo è più sottile, meno imponente, capace di non appesantire i tratti del volto.
Una variazione sul classico chevron, con forma “a piramide” che scende leggermente a punta sui lati. Un dettaglio che racconta carattere senza eccessi, disinvoltura senza ostentazione.
Il grooming maschile contemporaneo non guarda al passato con nostalgia sterile, ma lo usa come archivio creativo da cui attingere liberamente. Ogni epoca ha lasciato tracce estetiche precise, codici riconoscibili che oggi vengono scomposti, mescolati, reinterpretati. Il risultato è un panorama ricco di possibilità, dove stile personale e riferimenti storici convivono senza gerarchie, creando identità visive nuove e stratificate.




