sabato, 17 Gennaio

Torino-Fiorentina è una delle partite in programma per la 2ª giornata di serie A. Per entrambe l’esordio non è stato dei migliori: il Toro è stato demolito dall’Inter per 5-0, mentre la Viola si è fatta beffare dal Cagliari che ha pareggiato nei minuti di recupero.

Questa è però una partita ricca di retroscena. Tra le due squadre c’è infatti un solido e curioso gemellaggio, rafforzato paradossalmente dall'”odio” verso un nemico comune: la Juventus.

Torino-Fiorentina, le origini del gemellaggio: la strage di Superga

Le basi di questo gemellaggio furono gettate un giorno maledetto, il 4 maggio 1949, quando un tragico incidente aereo si portò via l’intera squadra del Grande Torino sulla collina di Superga. La tifoseria viola mostrò grande vicinanza a quella granata, cosa che i fan del Toro apprezzarono molto e che non hanno dimenticato.

L’odio condiviso verso la Juventus

Il gemellaggio vero e proprio però si concretizzò verso la fine degli anni ’60, grazie all’odio che entrambe le tifoserie nutrivano, per motivi diversi, verso la Juventus, secondo il motto “il nemico del mio nemico, è mio amico”.

Tra Torino e Juventus c’è una forte rivalità per motivi territoriali e campanilistici, poiché ovviamente sono entrambe squadre di Torino e i derby sono sempre stati infuocati. La rivalità tra Fiorentina e Juventus è più “sportiva” e nasce nel 1982, quando la Vecchia Signora vinse lo scudetto a discapito proprio della Fiorentina tra mille polemiche arbitrali.

Altre polemiche nella finale di Coppa Uefa nel 1990 tra Juventus e Fiorentina. Fu ancora Madama ad alzare trofeo, con annesse polemiche arbitrali furiose. La rivalità si accentuò ancora di più col caso Baggio, il 10 amatissimo dal popolo viola che fu ceduto agli odiati rivali della Juventus.

Ritornando al gemellaggio, a quel tempo la trasferta da Firenze a Torino era piuttosto complicata. Si racconta quindi che i tifosi granata offrissero ospitalità ai tifosi della Fiorentina, quando andavano a Torino per vedere le partite contro la Juventus.

Leggenda vuole che un certo “Cucciolo”, ragazzo di Prato che si era trasferito a Torino diventando un tifoso dei granata, facesse da collante tra le due tifoserie.

Quando il gemellaggio rischiò di vacillare per il gesto di Marcos Alonso

Anno dopo anno il gemellaggio si è rafforzato, al di là della rivalità sportiva, anche se c’è stato un episodio che mise seriamente a rischio gli ottimi rapporti tra le due tifoserie.

Era il 2015 e si stava giocando Torino-Fiorentina. Marcos Alonso, terzino viola, segnò un goal e andò a festeggiare mimando il gesto del torero che mata il toro proprio sotto la curva dei tifosi granata.

Un gesto che non fu apprezzato e Marcos Alonso se la cavò con un cartellino giallo. Gli animi già si stavano surriscaldando e qualcuno pensò che quella era la fine del gemellaggio.

A fine partite il terzino spagnolo però spiegò il suo gesto, specificando che non era uno sfottò verso i tifosi granata, ma semplicemente una dedica ad un suo amico torero che non stava vivendo un bel periodo. Aggiunse che era a conoscenza dei buoni rapporti tra le due tifoserie e che non voleva essere lui la causa della fine del gemellaggio.

Le scuse furono accettate e, per fortuna, quel gesto non intaccò la solida amicizia tra le due squadre.

Questa è la storia di due tifoserie che, al di là dei colori, hanno stretto un gemellaggio che dura da anni e che ha resistito a vari scossoni. Storie così ne vorremmo raccontare sempre di più, affinché nel calcio ci sia sempre una sana rivalità, condita magari da sfottò, ma senza mai sfociare nella violenza.



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