Le AC75 hanno cambiato la storia delle regate. Sono monoscafi che si sollevano sull’acqua grazie ai foil e raggiungono medie intorno ai 30 nodi, con punte vicine ai 50 nodi viste a Barcellona 2024.
Oggi la velocità in vela passa dalla capacità di «volare» più che dall’ampiezza della superficie velica. Il concetto di foil unisce America’s Cup e le discipline moderne come wing foil.
L’evento è un laboratorio: regole stringenti, ricerca sui materiali e controllo dei sistemi misurabili in nodi. La tecnologia sviluppata in questo mondo ha ricadute pratiche per barche e attrezzature.
Questo articolo spiegherà prima i benefici (meno resistenza), poi la fisica della portanza, quindi la storia e infine i consigli pratici. Non è magia: è gestione di forze, angoli e stabilità.
Principali punti chiave
- Le AC75 «volano» con hydrofoil e toccano velocità estreme.
- Il passaggio al foil riduce la resistenza e aumenta la performance.
- America’s Cup funge da banco di prova per materiali e sistemi.
- Capire angoli e portanza è essenziale, non è intuizione ma calcolo.
- Seguiranno consigli pratici per scegliere condizioni e settaggi.
Perché i foil cambiano tutto: dalla resistenza dell’acqua alla sensazione di “volare”
La rivoluzione arriva quando lo scafo si solleva e la superficie bagnata si riduce drasticamente.
Attrito acqua e resistenza diventano il nemico da sconfiggere. Più scafo è immerso, maggiore è l’attrito e più energia si perde in frenata.
Attrito e cosa succede quando lo scafo “cade”
Per “cadere” si intende la perdita di portanza del foil: la carena torna a toccare l’acqua e la resistenza aumenta in pochi secondi.
Il risultato è una rapida diminuzione della velocità. Gli osservatori notano cali netti nelle prestazioni quando questo accade.
Velocità in nodi e controllo
Quando lo scafo si solleva, la parte immersa si riduce. La resistenza cala e l’accelerazione diventa più facile.
Non basta ridurre il drag: serve controllo per evitare oscillazioni (heave e roll) e per non ventilare il foil. Vento sulla vela e reazione dell’acqua devono restare in equilibrio.
| Situazione | Effetto principale | Impatto su velocità (nodi) |
|---|---|---|
| Scafo immerso | Alto attrito | Riduce significativamente |
| Scafo sollevato | Minore resistenza | Medie intorno a 30 |
| Perdita di portanza | Caduta e oscillazione | Calo rapido |
Come funziona un hydrofoil: portanza, pressione e forma a profilo alare
Un profilo alare ben progettato trasforma il flusso dell’acqua in una spinta verso l’alto. Questa portanza nasce dalla differenza di pressione tra la superficie superiore e quella inferiore del profilo, come su un’ala.
Portanza e forma
Il profilo ha sezione a goccia. Questa forma dirige l’acqua e crea una differenza di pressione. Il risultato è una forza verso l’alto che sostiene lo scafo.
La T smussata e l’angolo d’attacco
La T smussata ha uno stelo che collega lo scafo e un’ala orizzontale che “porta” la barca. Piccole variazioni dell’angolo d’attacco cambiano molto la portanza e aumentano il rischio di cavitazione o ventilazione.
Aria, acqua, vento e stabilità
Accelerando, il vento apparente cresce e modifica l’assetto della vela. Serve equilibrio tra foil, timone e distribuzione del peso per mantenere la stabilità. Un sistema instabile pompa e spreca energia.
| Elemento | Funzione | Effetto pratico |
|---|---|---|
| Forma (profilo) | Genera portanza | Rideuce immersione, aumenta velocità |
| T smussata | Stelo + ala | Mantiene assetto e momento raddrizzante |
| Angolo d’attacco | Regola portanza | Troppo alto→ ventilazione; troppo basso→ perdita |
| Distribuzione peso | Equilibrio forze | Migliora stabilità e VMG in bolina |
Dall’idea di Moy agli AC75: breve storia della rivoluzione foiling
La genesi del foiling nasce da intuizioni pratiche più che da teorie accademiche. Nel 1861 Sir Thomas William Moy applicò due appendici sotto la chiglia di uno sloop trainato da cavalli lungo un canale. L’esperimento mostrò che la portanza alare in acqua poteva ridurre la resistenza e anticipò un nuovo modo di pensare alle barche.
1861: l’esperimento pionieristico
Moy lavorò quando l’aeronautica era agli albori. Un canale, cavalli al galoppo e due appendici furono l’esempio concreto che la portanza applicata in acqua funziona.
1919: l’HD-4 e il salto prestazionale
Nel 1919 l’aliscafo HD-4 di Alexander Graham Bell superò i 60 nodi. Fu la prova che il concetto non era solo teorico ma capace di garantire enorme velocità per barche a motore.
Oggi: l’America’s Cup come laboratorio
L’America’s Cup ha trasformato esperimenti sporadici in ricerca sistematica. I monoscafi AC75 sono piattaforme dove materiali, controllo e regole convergono per spingere prestazioni e affidabilità.
Continuità fisica: la stessa legge della portanza guida i progressi. Cambiano precisione, budget e controllo, ma il principio resta valido.
| Anno | Evento | Impatto |
|---|---|---|
| 1861 | Esperimento di Moy | Dimostrazione pratica della portanza in acqua |
| 1919 | HD-4 di Bell | Oltre 60 nodi; salto di prestazioni |
| oggi | America’s Cup (AC75) | Laboratorio per controllo, materiali e velocità |
Le barche dell’America’s Cup e i foil: cosa rende speciali gli AC75
Gli AC75 combinano architettura, controllo e numeri reali. La scocca misura 75 piedi (circa 23 m) e pesa intorno a 6,5 tonnellate. La superficie velica supera i 200 m² e la larghezza massima arriva a circa 16 m.
Due appendici laterali mobili
Ciascuna barca monta due appendici laterali mobili, una per lato. In manovra una lavora in acqua mentre l’altra resta fuori, pronta allo scambio.
La loro attività regola immersione e sollevamento in funzione del vento, dell’assetto e della fase di regata.
Regolazione idraulica e timone a T
I comandi idraulici permettono settaggi millimetrici. La precisione non è un dettaglio: influisce su stabilità, portanza e controllo del beccheggio.
Il timone a T contribuisce alla portanza posteriore e aiuta a mantenere la rotta senza la deriva tradizionale.
Prestazioni, sicurezza e cosa guardare
In regata le medie si avvicinano ai 30 nodi con picchi prossimi ai 50 nodi. La velocità richiede procedure di sicurezza: pozzetti dedicati e movimenti limitati dell’equipaggio riducono il rischio di impatto con l’acqua.
Osservare dal vivo: altezza di volo stabile e pochi tocchi di scafo indicano controllo e buona gestione dell’assetto.
foil vela tecnologia: come tradurre i principi dell’AC75 nella vela moderna
Portare in acqua i principi degli AC75 significa tradurre controllo e precisione per ogni rider.
Dal monoscafo al rider: angolo, bolina e controllo
Il vantaggio pratico è semplice: meno drag e maggiore velocità richiedono controllo fine.
Il rider impara a gestire l’angolo di bolina per mantenere portanza senza correggere continuamente con il timone.
Vela foil e wing foil: differenze di uso e curva di apprendimento
La barca da regata trasferisce concetti, non strumenti. La velain a vela foil richiede postura e settaggi diversi rispetto al wing foil.
Il wing impone più equilibrio del corpo e una curva di apprendimento più breve per chi parte da windsurf.
Come scegliere le condizioni: vento, mare e punto di partenza
Scegliere vento regolare e onde corte aiuta a stabilizzare il decollo. Uno spot con uscita facile riduce rischi e stress.
Partire con settaggi conservativi e tavole con volume adeguato permette di privilegiare stabilità prima della velocità.
Pressione su wing e gestione con una mano: concetti base
La pressione deve essere progressiva. Se la potenza strappa, il rider si irrigidisce e spreca forza.
Guidare con una mano aumenta efficienza. Rilassamento e timing controllano raffiche e transizioni.
Wing foil in pratica: settaggi che aumentano velocità e riducono fatica
Un assetto preciso accelera il decollo e preserva energie durante la navigazione. La posizione del corpo è centrale: carico progressivo sul piede posteriore, busto neutro e braccia morbide.
Posizione e bordo interno
Il bordo interno serve per micro-regolazioni di rollio. Piccoli movimenti evitano la ventilazione e mantengono altezza costante.
Pompata e timing
La pompata efficace è breve e coordinata. Si sincronizza con le raffiche: spinta dal corpo, rilascio del wing e controllo della tavola.
Quando “lasciar correre”
Appena in volo, ridurre gli input. Cercare scorrevolezza, non potenza continua. Questo allunga le ore in acqua e diminuisce la fatica.
Vento in eccesso e transizioni
In caso di vento forte depowerare e aprire l’angolo. Tenere il wing più alto per evitare deformazioni e perdita di controllo.
Per le transizioni, a favore o contro vento, seguire una sequenza ripetibile: piedi, mani, assetto. L’obiettivo è più tempo in acqua con meno sforzo.

Tavola gonfiabile e costruzione: Light, Fusion e Woven Dropstitch spiegati semplice
La scelta del materiale e della costruzione determina come una tavola gonfiabile risponde in acqua.
Una tavola apparentemente identica può comportarsi in modo molto diverso. Rigidità e risposta al carico cambiano l’esperienza di guida e la progressione.
Light Layer Dropstitch
Struttura semplificata con uno strato esterno e filati tesi. Le camere d’aria si espandono e i filati creano tensione tra gli strati.
Risultato: buona rigidità per chi inizia e costo contenuto (es. I-Ufo Zero).
Fusion Layer Dropstitch
Due strati di PVC uniti termicamente attraverso fori. Maggiore coesione tra i layer sotto carico.
Offre rigidità superiore e maggiore resistenza rispetto al Light (es. I-Ufo).
Woven Dropstitch
Filati intrecciati in tessitura incrociata. Rete tridimensionale che aumenta controllo e durata.
Questa soluzione migliora rigidità e resistenza nel tempo; ideale per chi cerca performance (es. i-Ufo Pro).
Criteri pratici di scelta:
- Livello: entry → Light; performance → Woven.
- Peso rider e spot: mare mosso richiede più rigidità.
- Budget e obiettivo: imparare o competere definisce il punto di partenza.
| Costruzione | Caratteristica | Vantaggio principale |
|---|---|---|
| Light Layer | Strato singolo + filati tesi | Economica, buona per entry level |
| Fusion Layer | Doppio PVC fuso termicamente | Maggiore rigidità e resistenza sotto carico |
| Woven Dropstitch | Filati intrecciati 3D | Massima rigidità, controllo e durata |
Una base rigida riduce la flessione della tavola e accelera la progressione. Questo è il punto pratico: meno errori indotti dalla curvatura, più tempo in acqua utile.
Materiali e design del wing: cosa cercare per rigidità, affidabilità e performance
Rigidità e pannellatura definiscono quanto un wing mantiene il profilo alle alte velocità. Meno deformazione equivale a potenza prevedibile e risposta pronta alla mano dell’utente.

Camere d’aria e bladder
Un bladder da 0,09 mm offre il compromesso ideale tra leggerezza e durata. Leading edge e strut separati facilitano la riparazione e migliorano la gestione della pressione. Questo riduce vibrazioni e migliora il controllo.
Tessuti, dacron e rinforzi
Il canopy in Triple Ripstop Techfiber STW18 frena la propagazione di uno strappo. Il dacron Dimension Polyant (DP175ll/DP176ll) è lo scheletro che mantiene la forma e permette riparazioni discrete. Il tape interno Insigna AE aumenta l’affidabilità delle cuciture.
Dettagli che fanno la differenza
Kevlar su tip e zone d’appoggio protegge da sabbia e impatti. Le cuciture piatte riducono il rischio di lacerazione sotto carico. Il design con “S” Strut contrasta le trazioni delle maniglie.
- Active Tips: rilascio graduale del vento per evitare il collasso.
- Verificare pannellatura e segmentazione del leading edge.
- Controllare ergonomia delle maniglie e gestione del depower con una mano.
Dal mare di Barcellona alla tua sessione: portati a casa velocità, controllo e tempo in acqua
Dalle acque di Barcellona arrivano lezioni pratiche per migliorare ogni uscita in mare. Le regate mostrano come barche ad alte prestazioni sfruttino meno resistenza e massima portanza.
Per chi pratica vela foil la sintesi è chiara: profilatura e angoli gestiti con rigore danno stabilità e velocità. Osservare assetto e quota degli appendici aiuta a capire i criteri vincenti.
Priorità operativa: prima controllo, poi accelerazione. Un assetto pulito riduce correzioni e aumenta il tempo effettivo in acqua.
Collegare attrezzatura e risultato è semplice. Una tavola più rigida e un wing stabile riducono errori e rendono i decolli ripetibili.
Partire in condizioni facili, usare settaggi conservativi, puntare a decollo e transizioni costanti. Guardare le regate con occhio tecnico rivela cosa funziona.
Conclusione: il fronte del foiling è metodo e disciplina. La frontiera non è solo hardware, ma cultura del mare e pratica continua.




