La America’s Cup è un laboratorio di performance dove la vela si fonde con la scienza dello sport.
Dietro ogni manovra c’è concentrazione, equilibrio e resistenza. La sola uscita in barca non basta. Serve una preparazione atletica mirata, costruita su valutazione, carichi e prevenzione.
In questo articolo il lettore troverà il modello prestativo, i ruoli a bordo, il lavoro in palestra e in acqua, e una settimana tipo.
Parlare di allenamento velisti professionisti significa descrivere un metodo: test iniziali, progressioni, trasferimento in regata. La performance si decide quando sale la fatica. Allora contano lucidità, controllo motorio e ripetibilità del gesto.
La vela contemporanea richiede gesti su superfici instabili, manovre ripetute e adattamento al vento. L’approccio moderno unisce forza, core stability e mobilità.
Punti chiave
- La America’s Cup è un centro di ricerca sulle performance veliche.
- La preparazione fisica integra lavoro in acqua e palestra.
- Metodo = valutazione, carichi, prevenzione e trasferimento in regata.
- La fatica mette alla prova lucidità e controllo motorio.
- Esempi pratici: squat, stacco e lavoro sul core per ripetibilità.
Perché la vela ad alto livello richiede un allenamento “da atleta”
Gli ultimi metri di una prova spesso premiano chi mantiene controllo fisico e mentale. In regata la strategia conta, ma l’errore più comune nasce dalla fatica. Quando cala la precisione, una scelta sbagliata può costare la vittoria.
Concentrazione e decisioni sotto stress
La richiesta cognitiva è alta. Serve lettura del campo, anticipazione delle mosse e rapidità nelle scelte. Mantenere lucidità dopo ore in mare è cruciale.
Equilibrio e piattaforma instabile
La barca si muove continuamente. Equilibrio e stabilità core permettono di compensare rollio e beccheggio. Senza controllo posturale, le manovre perdono efficienza.
Carichi improvvisi e coesistenza di qualità
Raffiche, onde e assetti variabili impongono picchi di sforzo. Le manovre ripetute aumentano il costo energetico.
- La forza serve per i picchi brevi.
- La resistenza permette di mantenere posizioni prolungate.
- Il cambio di ritmo richiede allenamento del motore aerobico e del recupero veloce.
| Esigenza | Impatto in regata | Qualità richiesta |
|---|---|---|
| Ultimi metri decisivi | Precisione sotto fatica | Resistenza e lucidità |
| Raffiche e onde | Gestione di picchi di sforzo | Forza esplosiva e stabilità |
| Manovre ripetute | Aumento costo energetico | Forza resistente ed equilibrio |
Capire le richieste fisiche della America’s Cup: ruoli, barca e gesti di lavoro
Ogni ruolo a bordo definisce carichi, gesti e priorità fisiche durante le prove. La distinzione tra compiti cambia il tipo di stress articolare e le priorità del programma.
Differenze tra timoniere e prodiere
Il timoniere lavora su appoggi precisi, controllo posturale e stabilità del tronco. La capacità di mantenere la colonna e gli addominali attivi è fondamentale per la precisione nelle manovre.
Il prodiere svolge compiti più fisici: uso del trapezio, trazioni ripetute e posizioni sfavorevoli. Questo ruolo carica maggiormente schiena e spalle e richiede resistenza specifica.
Qualità atletiche comuni
Le qualità condivise includono una base aerobica per giornate lunghe e lavoro aerobico-anaerobico per i cambi di ritmo. Servono forza resistente e massima, equilibrio e capacità coordinative.
I gesti di lavoro sono chiari: tirare, spingere, ruotare e stabilizzare in appoggio, ripetendo il movimento con precisione. Da qui si passa dal modello prestativo alla costruzione di un programma completo e misurabile.
Allenamento velisti professionisti: come si imposta un programma completo
La costruzione del piano segue logiche misurabili: valutazione, progressione e trasferimento in acqua. Il programma parte sempre da un check iniziale che definisce priorità e limiti.
Valutazione iniziale
Si analizzano mobilità articolare, controllo del core, simmetrie e capacità di gestire i carichi. Si cerca rigidità d’anca, controllo scapolare e stabilità lombare.
Obiettivi pratici
Gli obiettivi sono chiari: migliorare la performance in regata, prevenire infortuni e aumentare l’efficienza dei movimenti in barca. Ridurre gli sprechi energetici significa guadagnare lucidità nelle fasi decisive.
Progressione nel tempo
La progressione va dall’attivazione e mobilità alla tecnica dei fondamentali. Poi si introducono sovraccarichi e lavoro funzionale con elastici e movimenti specifici per la vela.
Principio guida: qualità del gesto prima dell’intensità. I carichi devono essere personalizzati; non esiste una scheda uguale per tutti.
| Fase | Focus | Durata tipica | Risultato atteso |
|---|---|---|---|
| Valutazione | Mobilità, simmetrie, core | 1-2 sessioni | Profilo individuale |
| Base tecnica | Attivazione, mobilità, tecnica | 4-8 settimane | Efficienza del gesto |
| Specializzazione | Sovraccarichi, funzionale specifico | 8+ settimane | Transfer in regata |
Costruire la base aerobica per regate e giornate lunghe in acqua
Una base aerobica solida è la garanzia per restare lucidi durante giornate lunghe in mare. Fornisce recupero tra le fasi di alta intensità e mantiene la vigilanza nei momenti decisivi.
Spinning, corsa, camminata e vogatore: quando usarli e perché
Spinning offre controllo preciso dell’intensità e bassa pressione sulle articolazioni. È indicato per chi vuole dosare carico e intervalli.
La corsa migliora trasferibilità al gesto e porta adattamenti di potenza. La camminata è utile per volume senza stress articolare.
Il vogatore è un’alternativa completa indoor. Coinvolge gambe, core e braccia; è efficace quando il tempo in mare manca.
Capacità vs potenza aerobica
Capacità aerobica significa sostenere a lungo uno sforzo moderato. Potenza aerobica permette di sostenere più forte senza deragliare. Entrambe sono necessarie per il modello prestativo della barca.
- Per costruire la base: 2 sedute settimanali di spinning o corsa sono realistiche.
- Usare vogatore quando serve lavoro completo e controllo indoor.
- Camminata per recupero attivo e tolleranza al volume.
Un motore aerobico sviluppato aiuta la prevenzione. Migliora la tolleranza al volume e accelera il recupero dopo le sedute di forza.
Resistenza e componente aerobico-anaerobica: mantenere intensità e lucidità
La dinamica della regata richiede di sostenere ritmi variabili senza perdere precisione.
La vela alterna fasi di gestione a brevi picchi: manovre, accelerazioni, trazioni e riallineamenti. Questi momenti consumano energia e mettono alla prova la concentrazione.
Come allenare cambi di ritmo e recuperi brevi
Aerobico-anaerobico significa tollerare intensità elevate e riattivarsi in fretta. Per un equipaggio questo traduce in capacità di sostenere sforzi ripetuti senza perdere qualità dei movimenti.
- Intervalli medi e corti su bike o vogatore per riprodurre i picchi di barca.
- Ripetute con recuperi incompleti per allenare il recupero veloce.
- Progressioni controllate: aumentare densità prima dell’intensità.
Principianti curano prima la base aerobica. Atleti di livello avanzato aumentano frequenza e densità delle sedute.
| Obiettivo | Metodo | Durata | Risultato |
|---|---|---|---|
| Tolleranza ai picchi | Intervalli 30″/90″ su bike | 20-30 min | Recupero più rapido |
| Ripetitività del gesto | Vogatore ripetute 250m con recupero incompleto | 15-25 min | Mantenere qualità movimenti |
| Densità per avanzati | Serie multiple con pause ridotte | 30-40 min | Aumento capacità anaerobica |
Criterio chiave: l’obiettivo non è fare più fatica, ma rimanere lucidi quando la gara richiede decisione e precisione.
Forza massima e forza resistente: il passaggio chiave per la performance in vela
La forza in barca si misura anche fuori: palestra e progressione fanno la differenza.
Perché non basta uscire solo in mare
La pratica in acqua migliora tecnica e timing. Tuttavia manca spesso la progressione controllata dei carichi e il lavoro correttivo.
In sala si gestiscono intensità, recuperi e compensi. Questo riduce il rischio di infortuni a schiena e spalle.
Da forza massima a forza resistente
Forza massima è la capacità di esprimere un alto output in un gesto singolo. Forza resistente è la capacità di ripetere quell’output sotto fatica.
La conversione avviene aumentando le ripetizioni e la densità, mantenendo traiettorie pulite e controllo del core.
Criteri pratici: carichi, velocità e precisione
- Usare carichi medio/bassi per serie più lunghe.
- Aumentare gradualmente la velocità d’esecuzione mantenendo precisione nel gesto.
- Priorità alla tecnica prima di alzare volume o intensità.
Quando aumentare volume o intensità nei mesi di preparazione
Si lavora per blocchi: prima tecnica, poi forza massima, quindi conversione resistente. I cambi si fanno settimane dopo aver consolidato il gesto.
Nei mesi finali si può aumentare densità o carico, ma non entrambi insieme per evitare sovraccarico.
Esercizi fondamentali in palestra per un velista: squat, stacco e varianti
La palestra insegna come trasferire la spinta dal pavimento alla barra della scotta con precisione. Squat e stacco sono i movimenti «da cantiere» per costruire gambe, anche e catena posteriore. Queste componenti sono centrali per la parte più tecnica del gesto in barca.
Squat a corpo libero e con piccoli pesi: costruire la base
Lo squat a corpo libero ottimizza controllo del ginocchio e stabilità del tronco. Si progredisce con un piccolo carico, come kettlebell o manubri, per mantenere tecnica e postura.
Focus: posizionare il peso centrale, ginocchia in linea e core attivo. Questo protegge la colonna durante le ripetizioni.
Squat frontale: controllo posturale senza sovraccaricare collo e spalle
Lo squat frontale sposta il carico anteriormente. Questo migliora il controllo del busto senza stressare collo e spalle.
Vantaggio pratico: maggiore trasferimento di forza verticale e postura eretta, utili per resistere alle posizioni prolungate in regata.
Stacco e stacco a gambe tese: rinforzo della catena posteriore
Lo stacco tradizionale sviluppa glutei e femorali e costruisce potenza esplosiva. Lo stacco a gambe tese enfatizza l’allungamento dei femorali e la stabilità lombare.
Tecnica: mantenere colonna neutra, avviare il gesto con i fianchi e tenere il core compatto per proteggere la schiena.
Errori tipici: colonna che cede, spinta disordinata e perdita di tensione del core. Evitarli significa garantire che la forza si trasferisca efficacemente dalla terra alla vela.
Per approfondire il lavoro sulla catena posteriore e i glutei consultare la guida ai glutei, utile come complemento a questi esercizi.
Core e corsetto addominale: la “cintura” che protegge schiena e migliora potenza
Il core agisce come una cintura funzionale. Stabilizza la colonna e rende efficiente il trasferimento di forza dal tronco agli arti. Un corsetto addominale saldo riduce i compensi e migliora la continuità in regata.
Plank, plank laterale, crunch, crunch obliqui e V-up: cosa sviluppano
Plank: lavoro anti-estensione. Mantiene la linea del corpo contro la flessione e protegge la schiena.
Plank laterale: esercizio anti-rotazione. Migliora la stabilità laterale e gli appoggi su superfici instabili.
Crunch e crunch obliqui: controllo della flessione e della rotazione. Rafforzano i muscoli che gestiscono piccoli aggiustamenti.
V-up: integrazione e controllo dinamico. Unisce flessione e stabilità per movimenti esplosivi controllati.
Trasverso e obliqui: stabilità per manovre, appoggi e posizioni prolungate
Trasverso e obliqui sono fondamentali per mantenere postura e precisione durante le fasi statiche e i micro-movimenti. Consentono appoggi più sicuri e riducono lo stress lombare nelle posizioni prolungate.
- Respirazione controllata: inspirare profondo, espirare durante la contrazione.
- Bacino neutro: fondamentale per evitare sovraccarico sugli arti o sulle anche.
- Evitare movimento sporco: preserva la tecnica e limita trasferimenti errati verso le anche.
Un core robusto aumenta la potenza utile alla scotta senza gravare sulla schiena. Tuttavia, non sostituisce il lavoro mirato della regione posteriore: lo rende più sicuro e più efficace. Nella sezione successiva si approfondirà la colonna lombare e gli esercizi dedicati.
Schiena e colonna lombare: condizionamento integrato per reggere lo stress
La zona lombare è il fulcro che sopporta posture fisse e ripetute durante le manovre. Qui la combinazione di instabilità, carichi e ripetizione rende la schiena un punto critico.
Estensioni della colonna, Superman e bridge
Le estensioni mirano a rinforzare estensori lombari con controllo. Eseguire movimento lento, respirazione controllata e ritorno neutro.
Il Superman sviluppa estensione globale: braccia e gambe sollevate pochi centimetri. Progressione: da 10 a 20 ripetizioni con pausa attiva.
Il bridge integra glutei e lombari. Obiettivo: stabilità pelvica e transfer alla anca. Aumentare difficoltà introducendo una gamba sola.
Integrazione con anche, spalle e ginocchia
La schiena forte nasce se anche, spalle e ginocchia lavorano in sinergia. Il programma deve includere mobilità d’anca, rinforzo della cintura scapolare e controllo delle ginocchia.
Adattamenti per ruoli a bordo
Il prodiere sopporta volumi maggiori di trazione e quindi carico sulla schiena. Il timoniere richiede stabilità fine e controllo posturale prolungato.
“Aumentare difficoltà solo quando la colonna resta neutra e il gesto rimane pulito anche in fatica.”
Infine, il collo e la cintura scapolare influiscono sulla catena posteriore. Tensioni cervicali spesso originano da instabilità globale. Sicurezza: aumentare carico solo se la tecnica resta perfetta.
Collo e controllo scapolare: ridurre tensioni e migliorare l’assetto
Ore in barca spesso lasciano il collo teso e le spalle irrigidite. Questo aumenta il carico sui trapezi e limita il range di movimento, con effetti sulla precisione visiva e decisionale.
Mobilizzazione cervicale e range di movimento senza dolore
La mobilizzazione deve essere lenta e entro un range non doloroso. Si lavora con piccoli movimenti di flessione, estensione e rotazione controllata.
Mantenere l’allineamento toracico è fondamentale. Evitare forzature o ricerche di “scrocchi”. La qualità del gesto predilige sicurezza e progressione.
Respirazione diaframmatica: attivare il core e scaricare tensione cervicale
La respirazione profonda abbassa la tensione del collo e attiva il core. Inspirare nel basso addome, espirare controllando la schiena.
Questo semplice strumento riduce i compensi cervicali e migliora l’assetto generale del corpo.
- Problema tipico: collo “duro” dopo ore in assetto.
- Modo: routine breve e quotidiana batte interventi sporadici.
- Tempo: 5 minuti al giorno, prima e dopo la giornata in mare.
Minor tensione cervicale = maggiore precisione visiva e decisionale nelle fasi concitate.
Anca: stabilità, postura e trasferimento di forza tra tronco e arti inferiori
Una anca stabile decide postura, equilibrio e efficienza nel gesto in barca. Funziona come una “centrale di trasmissione”: connette il tronco alle gambe e determina come la forza arriva alla scotta o al trapezio.
Flessori, estensori, adduttori e abduttori: perché serve equilibrio muscolare
Non basta avere flessori potenti. Serve equilibrio tra flessori ed estensori e una muscolatura laterale forte.
Adduttori e abduttori controllano l’allineamento del bacino. Senza questo controllo si creano compensi nella colonna.
Stretching dei flessori (ileo-psoas) per prevenire compensi e dolori lombari
Lo stretching dell’ileo-psoas è igiene posturale. Riduce la trazione sulla lombare e aumenta la mobilità dell’anca.
Una routine breve quotidiana aiuta a prevenire dolori lombari e riduce stress su ginocchia giovani, come il rischio di patologie da sovraccarico.
Progressione minima di adattamento: costruire capacità in un arco di mesi
La progressione consigliata è graduale: da mobilità e pattern motori a carichi controllati in circa 3 mesi. Questo arco temporale consente adattamento dei tessuti senza infiammazioni.
Chi ha poca esperienza in sala deve prima consolidare schemi e mobilità. Solo poi aumentare volumi e intensità per preservare la salute della schiena e del ginocchio.
Spalla: prevenzione e potenziamento per scotte, randa e trazioni
Movimenti rapidi, carichi variabili e instabilità rendono la spalla un punto critico. Le manovre insistono su sollecitazioni ripetute e posizioni non neutre.

I due pilastri: riequilibrio posturale e potenziamento specifico
Prima fase: mobilità e postura. Si lavora sul controllo scapolare e sull’apertura del cingolo.
Seconda fase: potenziamento mirato. Il carico arriva solo quando la scapola è stabile e il range è pulito.
Extra-rotatori e cuffia dei rotatori: stabilità prima del carico
Gli extra-rotatori e la cuffia proteggono l’articolazione. Vanno rinforzati prima di passare a trazioni pesanti o a sessioni con pesi.
Elastici, trazioni e lavoro in appoggio
Esempi pratici: extra-rotazione con gomiti vicini al corpo, trazioni controllate e plank con tirata. La sequenza fonde stabilità e forza funzionale.
Linee guida: range pulito, assenza di dolore, volume tipico 3×10-15. Il carico è subordinato al controllo.
| Obiettivo | Esempio | Indicazione |
|---|---|---|
| Mobilità e postura | Stretch scapolare e apertura toracica | 2–3 serie da 8–12 ripetizioni |
| Stabilità rotatori | Extra-rotazioni con elastico | 3×10–15, gomiti aderenti al torso |
| Forza funzionale | Trazioni e plank+tirata | Progressione tecnica, evitare compensi |
Equilibrio, coordinazione e controllo motorio: ciò che ti fa “risparmiare energia” in barca
Saper muoversi con precisione consuma meno energia e migliora il risultato in regata.
Il concetto di risparmio nasce dal controllo motorio. Più è efficiente il gesto, meno contrazioni inutili si attivano. Questo lascia risorse per le fasi decisive.
Equilibrio generale e specifico
L’equilibrio generale crea una base solida. È stabilità di riferimento, resistenza posturale e controllo del tronco.
L’equilibrio specifico replica la risposta a instabilità simile alla barca. Si lavora su superfici instabili e con perturbazioni che imitano le onde.
Ritmo, orientamento e combinazione
La coordinazione include ritmo, orientamento e combinazione. Ritmo significa tempi corretti nelle manovre.
Orientamento è la percezione nello spazio. Combinazione è l’integrazione tra arti e tronco. Nelle virate e strambate queste abilità riducono errori e tempi morti.
La progressione didattica va da esercizi semplici a compiti complessi. Si inseriscono doppi compiti: equilibrio + gesto tecnico. Strumenti utili sono TRX, instabilità, e lavori esplosivi per combinazioni dinamiche.
“Più controllo motorio significa meno sprechi e maggiore lucidità nelle fasi critiche.”
| Capacità | Esempio pratico | Obiettivo |
|---|---|---|
| Equilibrio generale | Single-leg stance, plank dinamico | Migliorare stabilità di base |
| Equilibrio specifico | Bosu + passaggi scotta simulati | Riprodurre instabilità di bordo |
| Coordinazione | Sequenze ritmo/orientamento con pallone | Ridurre errori nelle manovre |
| Combinazione | TRX + squat jump | Integrare arti e tronco in potenza |
Allenamento a circuito e corpo libero: quando serve e come renderlo specifico
Un circuito ben costruito trasforma fatica in adattamento funzionale. Un giorno a settimana può bastare per sviluppare resistenza muscolare, densità di lavoro e continuità sotto stress.
TRX e tirate
Il TRX replica la trazione del trapezio e le traiettorie di bordo. Lavorare con il corpo inclinato ~45° aumenta la leva e la specificità.
Mantenere postura neutra, tirare esplosivo ma controllato e tornare lento. Questo migliora forza funzionale senza sovraccaricare le spalle.
Esercizi esplosivi e combinati
Esempi pratici: squat jump seguiti da press con manubrio o kettlebell. Si richiede potenza e coordinazione totale.
Serie brevi, recuperi incompleti e qualità del gesto alta favoriscono il trasferimento in regata.
Elastici e instabilità
Elastici progressivi offrono controllo e adattamento graduale per la spalla e le trazioni.
Swiss Ball e Bosu non servono a “ballare”, ma ad allenare i micro-aggiustamenti del corpo come in mare.
Criterio di specificità: simulare ritmi di regata con tempi lavoro/recupero simili. Priorità alla precisione del gesto rispetto al volume.
Riscaldamento, qualità del movimento e gestione dei carichi: la parte che evita stop
Una breve routine dinamica protegge articolazioni e prepara il sistema nervoso al lavoro. Questo passaggio funziona come una vera performance insurance: riduce dolore, infiammazione e cali di controllo.
Riscaldamento di 5-8 minuti
Routine proposta (5–8 minuti): marcia sul posto con circonduzioni braccia, torsioni controllate del busto, mobilità dinamica delle anche e apertura delle ginocchia. Aggiungere qualche skip leggero per aumentare la temperatura muscolare.
Precisione prima del peso
La precisione conta più del carico. Eseguire i fondamentali con controllo prima di aumentare il peso evita di “sporcare” il gesto. Se la tecnica peggiora, fermare e correggere.
Scegliere ripetizioni e serie
Linee guida: preferire serie con ripetizioni che mantengono forma pulita. Un criterio pratico è fermarsi quando la qualità scende, non quando il muscolo “brucia”. Regolare il numero di serie e le ripetizioni in funzione della tecnica, non solo del volume.
Segnali di sovraccarico e progressione
Attenzione a dolore puntiforme, perdita del range articolare, rigidità che non passa e calo netto del controllo. In questi casi è necessario scalare volume o ridurre i carichi.
“Progredire significa aumentare gradualmente se il gesto rimane pulito; adattare significa ridurre quando la qualità cala.”
| Elemento | Indicazione pratica | Quando intervenire |
|---|---|---|
| Riscaldamento | 5–8 min dinamici (marcia, torsioni, attivazioni anche) | Prima di ogni sessione |
| Tecnica | Controllo prima del carico; ripetizioni pulite | Se forma scade, ridurre carico |
| Segnali | Dolore puntiforme, perdita range, rigidità | Scalare volume o consultare specialista |
Esempio di settimana tipo e progressione stagionale per arrivare in forma in regata
Una settimana ben strutturata trasforma il lavoro in sala e in acqua in vantaggio competitivo. Qui si propone un esempio pratico e adattabile al ruolo a bordo.

Settimana con base aerobica, circuito e forza: come distribuire i giorni
Esempio di distribuzione settimanale:
- Lunedì: base aerobica (spinning o corsa, 45–60 min).
- Martedì: forza – gambe e core (sessione tecnica, carichi controllati).
- Mercoledì: recupero attivo o mobilità.
- Giovedì: circuito funzionale (30–40 min, densità moderata).
- Venerdì: forza – schiena e spalle (focus trazioni, stabilità scapolare).
- Sabato: base aerobica leggera o uscita in barca breve.
- Domenica: riposo o lavoro di mobilità e respirazione.
Progressione per livelli: principianti vs avanzati
Per il livello principiante: usare elastici, corpo libero e movimenti lenti. Priorità alla tecnica e al controllo del core. Due settimane iniziali dedicate alla routine e alla mobilità.
Per il livello avanzato: introdurre pesi, varianti di stacco e squat, aumentare densità del circuito. Aggiungere sessioni specifiche di potenza breve prima delle regate.
Timeline realistica: cosa cambiare dopo settimane e dopo mesi di lavoro
Dopo 4–6 settimane la tecnica si consolida; si può aumentare volume o intensità. Dopo 3 mesi si lavora su densità e conversione resistente (serie più lunghe, recuperi incompleti).
La logica è semplice: alternare giorni di stress neuromuscolare (forza) e giorni metabolici (aerobica/circuito) preserva qualità e riduce il rischio di infortuni.
“La forma deve reggere negli ultimi minuti di gara, non solo nei test a freddo.”
Questo esempio va personalizzato in base al ruolo, alla storia infortuni e al calendario gare. Ogni giorno deve rispondere a un obiettivo chiaro: tecnica, potenza o recupero.
Portare l’allenamento dalla palestra all’acqua: la differenza tra essere forti e andare veloci
La palestra costruisce qualità; la barca misura il risultato. Il lavoro a terra migliora il controllo del movimento, ma il vero test resta in acqua, dove postura e tempismo decidono la velocità.
Per tradurre forza in velocità servono esercizi funzionali, instabilità controllata (Swiss Ball, Bosu) e task coordinativi che simulano il mare. Questi strumenti aiutano i velisti a ridurre gli sprechi e ad aumentare la precisione delle manovre.
Per valutare il trasferimento si misura: tenuta posturale in acqua, capacità di ripetere il gesto senza cali e gestione del carico su schiena e spalla. La preparazione atletica può essere semplice ma non facile; elastiche e corpo libero, se eseguiti bene, fanno la differenza.
Programmare il lavoro durante l’anno richiede fasi chiare: costruzione, mantenimento, scarico. In sintesi: valutare, programmare, progredire e misurare in acqua. L’obiettivo finale è una forma che permetta di andare più veloci in regata.
FAQ
Come si allenano gli equipaggi della America’s Cup?
Perché la vela ad alto livello richiede un allenamento “da atleta”?
Quali sono le differenze fisiche tra timoniere e prodiere?
Come si valuta un atleta prima di impostare il programma?
Qual è la progressione tipica nel tempo per preparare una stagione di regate?
Quando usare vogatore, spinning o corsa per la base aerobica?
Come allenare i cambi di ritmo tipici delle manovre in regata?
Perché le sole uscite in barca non bastano per sviluppare forza utile in gara?
Quali criteri pratici per trasformare forza massima in forza resistente?
Quali esercizi fondamentali in palestra sono consigliati per un velista?
Come si allena il core specifico per la vela?
Qual è l’approccio sicuro per rinforzare la schiena lombare?
Come ridurre le tensioni cervicali e migliorare il controllo scapolare?
Che ruolo ha l’anca nella prestazione del velista?
Come prevenire infortuni alla spalla legati a scotte e trazioni?
L’equilibrio si può migliorare con l’allenamento?
Quando usare circuiti e corpo libero nella programmazione?
Come deve essere un riscaldamento efficace prima della palestra o dell’acqua?
Come strutturare una settimana tipo per arrivare pronti in regata?
Qual è la differenza tra essere forti in palestra e andare veloci in acqua?
Google · Fonti Preferite
Segui MondoUomo su Google
Aggiungici alle tue fonti preferite e non perdere nessun articolo



Seguici sui social