Finisce 1-1 la prima partita di Champions League della Juventus di Luciano Spalletti.
Un pareggio che lascia spazio a più interpretazioni: da un lato la squadra bianconera ha mostrato reazione, gioco e voglia di vincere; dall’altro, lo Sporting ha confermato di essere un avversario ostico, capace di gestire il possesso e sfruttare ogni minima disattenzione.
Primo tempo: lo Sporting parte forte, poi la Juve cresce
Il debutto europeo della nuova Juventus è iniziato in salita.
Dopo appena 12 minuti, Maxi Araujo ha portato in vantaggio lo Sporting con un sinistro preciso che ha baciato il palo prima di infilarsi alle spalle di Di Gregorio.
La squadra portoghese ha controllato il gioco per oltre mezz’ora, sfiorando il raddoppio con una traversa di Trincão.
Ma la Juventus non è rimasta a guardare.
Guidata da un Vlahovic in grande serata, i bianconeri hanno iniziato a macinare gioco e occasioni: tre volte vicino al gol, il serbo ha trovato la rete al 34’, sfruttando un assist di Thuram dopo una bella percussione da sinistra.
Un colpo da attaccante vero, che ha infiammato l’Allianz Stadium e ridato energia alla squadra.
L’1-1 dell’intervallo ha premiato la reazione della Juve, più determinata e aggressiva nella seconda parte del primo tempo.
Secondo tempo: equilibrio e cambi in corsa
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La Juventus ha provato a spingere, con Thuram e Yildiz molto attivi sugli esterni, ma Rui Silva si è opposto più volte con interventi puntuali.
Lo Sporting ha risposto con rapide ripartenze, ma senza creare veri pericoli.
Al 72’ è arrivato il primo giro di cambi per la Juventus: dentro Zhegrova e Kostic, con McKennie spostato al centro e Cambiaso dirottato a destra.
Spalletti ha poi inserito anche Adzic, Miretti e David, che nel finale ha avuto una clamorosa occasione di testa, respinta ancora una volta da Rui Silva.
Nei minuti di recupero la Juve ha spinto con tutto l’orgoglio possibile.
Un sinistro di Kostic deviato in corner al 94’ ha chiuso definitivamente il match, lasciando il pubblico dello Stadium con l’amaro in bocca ma anche con la sensazione di una squadra viva, intensa e unita.
Spalletti: un debutto incoraggiante in Champions
Era la prima notte europea di Luciano Spalletti da tecnico della Juventus.
L’approccio, come prevedibile, è stato pragmatico ma ricco di idee.
Il 3-4-3 disegnato dal tecnico toscano ha dato equilibrio e profondità, soprattutto con il lavoro di Koopmeiners e Locatelli in costruzione.
La Juventus ha pagato un avvio timido, ma nel complesso ha mostrato la personalità richiesta dal suo nuovo allenatore.
I protagonisti
- Dusan Vlahovic – Gol pesante, lotta costante e applausi al momento del cambio. È l’anima offensiva della Juventus.
- Manuel Locatelli – Lucido in regia, anche se colpito duro nel finale. È tornato leader.
- Yildiz – Energia pura sulla fascia, continua crescita e visione.
- Di Gregorio – Sempre attento, evita guai con parate sicure.
- Thuram – Prestazione di sostanza ed assist decisivo.
Le parole chiave della serata
Carattere, equilibrio, costruzione.
La Juventus ha dimostrato di saper soffrire, reagire e creare.
Il pareggio non entusiasma, ma segna un punto di partenza concreto nel nuovo percorso europeo.
Con Spalletti in panchina, la squadra sembra aver ritrovato quella mentalità collettiva che mancava.

