La finale Master Shanghai 1000 si è conclusa con un epilogo assolutamente imprevedibile: il vincitore è Vacherot, monegasco numero 204 del mondo che è riuscito a battere in 3 set il cugino Rinderknech, anche lui una straordinaria sorpresa del torneo.
La favola diventa realtà e difficilmente questo torneo sarà dimenticato, sia per la finale inedita sia per i tanti ritiri eccellenti causati da condizioni climatiche al limite del proibitivo.
Vacherot mette così in bacheca il suo primo trofeo e compie uno straordinario balzo in classifica. Da numero 204 è diventato infatti numero 40 del mondo, raggiungendo in un sol colpo la prima vittoria e il miglior piazzamento in classifica della sua carriera, intascando 1,1 milioni di dollari, il doppio di quanto guadagnato finora in carriera.
Finale Masters Shanghai 1000, la favola di Vacherot
Vale davvero la pena raccontare la favola di Vacherot, una storia quasi “strappalacrime” che ha emozionato e sorpreso gli appassionati di tennis. 26 anni, il monegasco non aveva mai raggiunto risultati considerevoli. La sua carriera sembrava destinata a semplici comparse in alcuni dei tornei più importanti del circuito, ma il destino ha scritto per lui un finale incredibile in questo torneo.
Alla fine della partita i due avversari, nonché cugini, si sono lasciati andare ad un abbraccio sincero, poiché in ogni caso è stato un successo straordinario per entrambi. Vacherot, dopo aver vinto, non è riuscito a trattenere le lacrime e ha alzato il trofeo proprio sotto gli occhi del suo idolo Federer, che l’ha applaudito convinto per l’impresa portata a termine.
Anche in questa partita, del resto come in tutto il torneo, hanno inciso non poco le condizioni climatiche che hanno messo a dura prova i due finalisti. Il primo set se l’è aggiudicato Rinderknech per 6-4. Nel secondo set però Vacherot ha accelerato e si è imposto per 6-3. Nel terzo set Rinderknech ha iniziato a pagare la fatica fisica non solo della finale, ma di tutto il torneo. Così Vacherot, apparso più reattivo, ne ha approfittato e alla fine ha conquistato il terzo set, quindi il match, per 6-4.
Una meteora o l’inizio di una nuova carriera?
A questo punto tra gli addetti ai lavori circola una domanda: Vacherot è stato una meteora, un fuoco di paglia, o questa vittoria può davvero rilanciarlo nel circuito tennistico mondiale? Bella domanda, alla quale è difficile rispondere.
La testa, nel gioco del tennis, fa tanto, tantissimo. Ci sono stati campioni che, persa la fiducia in loro stessi, sono caduti in un abisso senza più riuscire ad alzarsi.
Un esempio lampante è il nostro Berrettini che, dopo aver raggiunto la finale a Wimbledon persa contro Djokovic, al top della carriera per una serie di problematiche fisiche è gradualmente scomparso, pur avendo i numeri e le giocatore per essere un top player.
Il tempo ci dirà se quella di Vacherot è stata solo una bellissima favola, destinata a dissolversi, o se questa vittoria getterà le basi concrete per una nuova carriera costellata di vittorie. Di certo questo ragazzo merita un applauso poiché, al di là dei tanti ritiri e infortuni di pezzi grossi del torneo, ha firmato un’impresa che resterà scritta indelebile nelle pagine della storia del tennis.
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