L’Ospedale San Camillo-Forlanini di Roma ha avviato la stimolazione cerebrale profonda (DBS), una tecnica neurochirurgica avanzata per combattere i sintomi motori del Parkinson avanzato.
Questa procedura rappresenta un passo avanti per i pazienti che non rispondono più adeguatamente ai farmaci, riducendo tremori, rigidità e bradicinesia.
Come funziona la DBS?
La DBS prevede l’impianto di elettrodi sottili in aree profonde del cervello, collegate a un neurostimolatore simile a un pacemaker sottoclaveare. Gli impulsi elettrici modulabili regolano i circuiti neuronali alterati dalla malattia, migliorando la fluidità dei movimenti e permettendo spesso una riduzione delle dosi farmacologiche. Non cura il Parkinson, ma restituisce autonomia quotidiana ai pazienti selezionati .
Il team ed i primi interventi
L’équipe di Neurochirurgia, guidata dal dottor Riccardo Antonio Ricciuti, collabora con neurologi come Claudio Gasperini e Massimo Marano per una valutazione multidisciplinare rigorosa. Solo pazienti con buona risposta alla levodopa, età adatta e assenza di gravi deficit cognitivi accedono al trattamento, grazie a tecnologie di ultima generazione. Gli infermieri giocano un ruolo chiave nel pre e post-operatorio, dalla preparazione alla gestione del dispositivo.
Impatto sulla salute dell’uomo affetto dal Parkinson
Il Parkinson colpisce prevalentemente uomini over 60, compromettendo qualità di vita, indipendenza e benessere psicofisico. Per il pubblico maschile di MondoUomo, questa innovazione significa più controllo sui sintomi, meno dipendenza da farmaci e un ritorno a hobby come sport o guida, preservando vitalità e autostima. L’avvio al San Camillo rafforza l’offerta pubblica di cure specialistiche in Italia.


