domenica, 18 Gennaio

“Siamo i primi a dimostrare che Chlamydia pneumoniae può scatenare patologie che assomigliano al morbo di Alzheimer”. Le parole sono del Professor James St John, responsabile del Clem Jones Center for Neurobiology and Stem Cell Research dell’Università di Griffith, Southport, in Australia. Il Professore, co-autore dello studio pubblicato sulla rivista Scientific Reports.

Ma cos’è la Chlamydia pneumoniae? È un’infezione che nasce da un batterio si diffonde dal naso ai nervi olfattivi e al cervello in 72 ore (questo nei topi), provocando una disregolazione dei percorsi chiave coinvolti nella patogenesi della malattia di Alzheimer.

Semplici seppur sconvenienti gesti come quelli appunto delle dita nel naso possono, in un certo qual modo, danneggiare la cavità nasale e le barriere di difesa naturale, aumentando appunto la probabilità che batteri, come quelli che danno vita all’infezione Chlamydia pneumoniae, viaggino attraverso i nervi olfattivi verso il cervello, invadendo il sistema nervoso centrale prestando quindi il fianco a malattie sui topi paragonabili al morbo di Alzheimer negli uomini.

Il prossimo passo, afferma il Professor James St John, “è fare questo studio sugli esseri umani e confermare se questo percorso verso il cervello è analogo a quello osservato nei topi – per adesso quello che sappiamo è che questi stessi batteri sono presenti nel cervello di molti pazienti con il morbo di Alzheimer”.



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