29 settembre – Parliamoci chiaro: il tuo cuore lavora per te 24/7, ma tu cosa fai per lui?
Sai quante volte batte il tuo cuore in questo momento? Circa 100.000 volte al giorno. Pompa qualcosa come 7.500 litri di sangue. E lo fa senza mai fermarsi, senza chiedere permessi, senza lamentarsi. Almeno finché non inizia a mandarti segnali che qualcosa non va.
Oggi è la Giornata Mondiale del Cuore; e no, non è l’ennesima ricorrenza inventata per vendere qualcosa.
È un promemoria che forse ci serve, visto che le malattie cardiovascolari sono ancora la prima causa di morte in Italia e nel mondo.
La sindrome del tanto a me non capita
Parliamoci chiaro: quanti di noi pensano davvero al proprio cuore quando stanno bene? Zero. O meglio, ci pensiamo quando sentiamo quella fitta strana al petto dopo aver fatto le scale di corsa, o quando il dottore ci guarda male leggendo i risultati delle analisi.
Il problema è che il cuore è un gran lavoratore silenzioso. Non ti avvisa con largo anticipo.
Un giorno va tutto bene, e il giorno dopo ti ritrovi in ospedale a pensare “ma come è potuto succedere?”.
Eppure i segnali ci sono. Quel fiatone che non avevi a trent’anni. La pressione che sale. Il colesterolo che fa i capricci. La pancetta che cresce nonostante tu abbia “solo” smesso di giocare a calcetto il sabato.
I numeri che non possiamo ignorare
Facciamo due conti, senza fare terrorismo ma nemmeno girarci intorno:
In Italia, le malattie cardiovascolari causano oltre 220.000 morti all’anno. Più di un terzo di questi decessi colpisce persone che non hanno ancora compiuto 75 anni. Gente che aveva ancora tante cose da fare, figli da vedere crescere, nipoti da conoscere.
La buona notizia? L’80% di queste malattie si può prevenire. Otto casi su dieci. Non è fantascienza, non servono medicine miracolose. Serve solo iniziare a prendersi cura di quel muscolo che batte nel petto.
Le piccole scelte che fanno la differenza per la salute del tuo cuore

Nessuno ti sta chiedendo di diventare un monaco o un atleta olimpico. Ma qualche cambiamento, anche piccolo, può fare davvero la differenza:
La sigaretta. Sì, lo sappiamo tutti. Ma va ripetuto: se fumi, smettere è la cosa migliore che puoi fare per il tuo cuore. Punto. Non tra un mese, non “quando finisco il pacchetto”. Ora.
Il movimento. Non devi per forza iscriverti in palestra o correre una maratona. Basta camminare 30 minuti al giorno. Parcheggia più lontano, prendi le scale invece dell’ascensore, porta fuori il cane (o prendine uno come scusa). Il tuo cuore te ne sarà grato.
Il cibo. Qui la faccenda si complica, lo so. Siamo italiani, il cibo è sacro. Ma forse quella carbonara ogni settimana, i salumi a pranzo, la pizza il sabato e la domenica… insomma, qualche aggiustamento si può fare. Più verdure, meno schifezze. Non è una dieta, è buonsenso.
Lo stress. Questo è il killer silenzioso. Quel lavoro che ti logora, i problemi che ti tieni dentro, le notti in bianco. Trova un modo per scaricare. Sport, hobby, parlare con qualcuno. Lo stress cronico massacra il cuore quanto una dieta pessima.
I controlli. Quando è stata l’ultima volta che hai fatto un check-up? “Ma sto bene, non ho bisogno del dottore” – sì, certo, e poi ti svegli un giorno con la pressione a 180. Controlla la pressione, fai le analisi, ascolta il tuo medico anche quando ti dice cose che non vuoi sentire.
Una storia vera (che potrebbe essere la tua)
Marco, 52 anni, imprenditore. Uno di quelli che “non ha tempo” per ammalarsi. Sempre di corsa, pranzo davanti al computer, cene con clienti tre volte a settimana. “Sono forte come un toro”, diceva. Fino al giorno in cui non lo è stato più.
Un infarto lo ha costretto a fermarsi. Per fortuna è andata bene, ma i medici sono stati chiari: o cambi vita, o la prossima volta potresti non essere così fortunato.
Oggi Marco cammina ogni mattina, ha imparato a dire di no, mangia meglio. “Mi sento meglio di dieci anni fa”, dice. Ma gli è servito uno spavento per capirlo.
Non aspettare di avere paura per iniziare a prenderti cura di te.
Per il cuore non è solo un muscolo…
C’è un’altra cosa di cui dobbiamo parlare. Il cuore non pompa solo sangue, in un certo senso pompa anche emozioni. Lo stress emotivo, la solitudine, la depressione – tutte cose di cui gli uomini fanno fatica a parlare – hanno un impatto concreto sulla salute cardiovascolare.
Non siamo più negli anni ’50, non dobbiamo più fare i duri che tengono tutto dentro. Se stai male, se ti senti solo, se hai bisogno di aiuto: parlane. Con un amico, con tua moglie, con uno psicologo. Prendersi cura della mente significa prendersi cura del cuore. Letteralmente.
Cosa puoi fare oggi per il tuo cuore?
Non domani, non lunedì prossimo. Oggi.
- Misura la tua pressione. Le farmacie lo fanno gratis
- Fissa un appuntamento per un check-up se non lo fai da più di un anno
- Fai una passeggiata, anche solo 15 minuti
- Mangia un piatto di verdure invece delle solite schifezze
- Chiama quella persona con cui hai bisogno di parlare.
Il cuore non aspetta
Questo articolo potrebbe sembrarti esagerato, catastrofista. Ma sai cosa è davvero catastrofico? Pensare di essere invincibili. Rimandare sempre al domani. Ignorare i segnali fino a quando non è troppo tardi.
Il tuo cuore ha lavorato per te ogni singolo secondo della tua vita. Ha battuto quando sei nato, quando hai conosciuto la tua compagna, quando sono nati i tuoi figli, in ogni momento bello e brutto.
Non meriterebbe un po’ di attenzione?
Oggi è la Giornata Mondiale del Cuore. Fai qualcosa per il tuo. Anche solo una cosa piccola. Perché quel muscolo instancabile nel tuo petto ti vuole vedere invecchiare bene, vedere i tuoi nipoti, goderti la vita che hai costruito.
Ma deve sapere che anche tu ci tieni.
Prenditi cura del tuo cuore. È l’unico che hai.

