Nel 2025 si inverte la tendenza: dopo l’esplosione della terapia online durante e post-pandemia, gli italiani tornano a preferire lo studio del professionista.
Secondo i dati di ProntoPro, l’87% delle richieste di supporto psicologico riguarda sedute in presenza, in aumento rispetto all’86% del 2024. Le sessioni online scendono al 13%.
Ansia e stress ai primi posti, soprattutto tra i giovani
Oltre quattro richieste su dieci (41%) sono legate ad ansia, stress e paure, in crescita rispetto al 38% del 2024. Il dato più preoccupante riguarda i giovani tra 18 e 24 anni, dove la percentuale sale al 46%. Anche tra gli adolescenti il fenomeno cresce: 36% delle richieste, tre punti in più rispetto all’anno precedente.
Ogni età ha il suo disagio
Con l’avanzare dell’età cambiano le motivazioni. I 25-34enni cercano aiuto soprattutto per le relazioni (15%), mentre i 35-49enni si concentrano sui problemi di coppia (14%). Tra i 50-64enni emerge la gestione di traumi, lutti e malattie (12%), mentre gli over 65 si rivolgono allo psicologo principalmente per la depressione (23%).
Gennaio e agosto: i mesi della svolta
L’inizio dell’anno si conferma il momento chiave per intraprendere un percorso terapeutico: gennaio concentra il 13% delle richieste annuali, con un aumento del 10% previsto per gennaio 2026. Anche agosto raccoglie il 10% delle richieste, momento di introspezione prima della ripresa autunnale.
Cresce anche il life coaching, richiesto soprattutto per la carriera (26%), dove anche qui la presenza fisica prevale (56%) sull’online.







