Ammettiamolo: quante volte abbiamo ceduto alla tentazione di dare lo smartphone ai nostri figli per guadagnare qualche minuto di pace? E quante volte ci siamo chiesti se stiamo facendo la cosa giusta, lasciandoli navigare in un mondo digitale che spesso conosciamo meno di loro?
La buona notizia è che non siamo soli in questa sfida educativa. È partito infatti “NeoConnessi Young”, un progetto nazionale gratuito pensato proprio per aiutare noi genitori, insieme alla scuola, ad accompagnare i ragazzi dagli 11 ai 13 anni verso un uso consapevole e responsabile della tecnologia.
Non solo divieti, ma competenze concrete
Come padri moderni, sappiamo che vietare l’accesso al digitale è irrealistico e controproducente. I nostri figli sono nativi digitali, cresciuti con tablet e smartphone tra le mani. La vera sfida non è proteggerli dalla tecnologia, ma aiutarli a usarla con intelligenza e consapevolezza.
È proprio questo l’approccio del Patentino delle Competenze Digitali, il cuore del progetto NeoConnessi Young. Non si tratta dell’ennesimo corso noioso o di una predica sui pericoli della rete, ma di un percorso educativo strutturato che trasforma l’apprendimento in un gioco.
Come funziona il Patentino?
Attraverso la piattaforma “Digital Camp”, i ragazzi possono allenarsi su 15 competenze fondamentali della cittadinanza digitale. Quiz, sfide e attività di problem solving li guidano attraverso cinque moduli che coprono tutto ciò che serve per muoversi in rete: dalla capacità di riconoscere le fake news alla creazione responsabile di contenuti, dalla sicurezza online alla collaborazione digitale.
Al termine del percorso, una prova finale permette di ottenere il Patentino vero e proprio, un riconoscimento tangibile che valorizza il lavoro fatto e motiva i ragazzi a impegnarsi seriamente.
Perché dovremmo interessarci?
Il progetto affronta temi che tutti noi papà dovremmo conoscere: cyberbullismo, identità online, intelligenza artificiale, benessere digitale. Argomenti che emergono sempre più spesso nelle conversazioni con i nostri figli e che richiedono risposte competenti, non improvvisate.
Come sottolinea Roberta Mestichella, Vice Questore della Polizia di Stato, parte del comitato scientifico del progetto: la prevenzione in ambito digitale passa dalla conoscenza. Non basta dire “stai attento”, serve fornire strumenti concreti per muoversi in rete in modo sicuro.
Un aiuto per tutta la famiglia
Wind Tre, promotore dell’iniziativa insieme a Polizia di Stato, Società Italiana di Pediatria e Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi, ha già raggiunto oltre 2 milioni di ragazzi dal 2018. Dal 2024 il progetto include anche le scuole medie, garantendo continuità educativa fino ai 13 anni.
La partecipazione è completamente gratuita e gestita attraverso la scuola, ma noi padri possiamo fare la nostra parte: informandoci sul progetto, parlando con gli insegnanti dei nostri figli, e soprattutto dialogando a casa su questi temi.
Il nostro ruolo di papà 4.0
Essere padri oggi significa anche essere guide nel mondo digitale. Non serve essere esperti informatici, ma curiosi e disponibili ad apprendere insieme ai nostri figli. Il Patentino delle Competenze Digitali è un’opportunità per farlo in modo strutturato, con il supporto di esperti e all’interno di un percorso educativo riconosciuto.
Perché educare al digitale non significa solo evitare i pericoli, ma aiutare i nostri ragazzi a cogliere le opportunità della rete, sviluppando quelle competenze emotive, cognitive e relazionali che serviranno loro per tutta la vita.
