Il marchio “Made in Italy” continua a rappresentare un valore aggiunto riconosciuto e apprezzato dai mercati internazionali.
Una recente indagine presentata a Firenze durante il roadshow “Tradizione e innovazione: l’eccellenza italiana si rinnova” ha confermato che i consumatori globali sono disposti a investire sensibilmente di più pur di acquistare prodotti autenticamente italiani.
Il Premium dell’Origine Italiana
Roberto Santori, fondatore della Made in Italy Community, ha rivelato un dato significativo: “La popolazione internazionale è disposta a pagare fino al 18% in più un prodotto se è realmente di origine italiana e prodotto in Italia”. Un dato che testimonia quanto l’italianità rappresenti ancora oggi un elemento distintivo di qualità e affidabilità agli occhi dei consumatori.
L’indagine, condotta da TP Infinity, ha messo in evidenza non solo la disponibilità economica dei consumatori, ma anche le loro aspettative in termini di comunicazione e promozione del sistema produttivo nazionale.
Le Priorità dei Consumatori
Quando si parla di valorizzazione del Made in Italy, gli intervistati hanno individuato con chiarezza le priorità:
Al primo posto, con il 52%, la richiesta di certificazioni di autenticità e un contrasto più efficace alla contraffazione. Un’esigenza che sottolinea quanto sia fondamentale garantire trasparenza sull’origine reale dei prodotti.
Il 48% degli intervistati indica come strategia vincente l’organizzazione di fiere e mostre dedicate all’artigianalità italiana, occasioni per far conoscere direttamente la qualità manifatturiera del nostro Paese.
Gli eventi internazionali dedicati alla cultura italiana raccolgono il consenso del 47% del campione, evidenziando come la promozione debba andare oltre il semplice prodotto per raccontare un intero sistema di valori.
Infine, il 34% ritiene strategiche le partnership con mercati esteri per rafforzare la presenza delle imprese italiane.
Una Narrazione da Rinnovare
Lara Puglisi, research manager di TP Infinity, ha lanciato un messaggio chiaro durante la presentazione: è necessario “raccontare un’Italia autentica, moderna e globale, non solo da cartolina”. L’indagine ha infatti analizzato anche campagne promozionali giudicate controproducenti, come quella del 2023 che fece navigare un mortaio gonfiabile sul Tamigi, utilizzata come esempio di approccio stereotipato da superare.
Il Made in Italy merita una comunicazione che sappia combinare tradizione e innovazione, senza cadere in rappresentazioni folkloristiche che rischiano di sminuire la portata dell’eccellenza produttiva italiana.
La Toscana Come Modello
Non è casuale che Firenze sia stata scelta come sede per la presentazione di questi dati. La Toscana rappresenta uno dei motori del Made in Italy, con un sistema di distretti produttivi che vale quasi 63 miliardi di euro nell’export italiano. “Un mercato ricchissimo di distretti, di filiere, di storia, di tradizioni”, nelle parole di Santori, che sottolinea: “dobbiamo continuare a investire nei distretti perché sono il nostro futuro”.
Il Valore della Storia Proiettata nel Futuro
La vera sfida, secondo il fondatore della Made in Italy Community, è quella di “valorizzare la storia, i valori, le tradizioni, proiettandoci sul futuro, sull’innovazione, sulla tecnologia digitale, l’intelligenza artificiale”. Solo così la tradizione italiana può trasformarsi in un asset competitivo riconosciuto a livello globale.
Una Rete Mondiale di Ambasciatori
Per rafforzare la presenza del Made in Italy sui mercati internazionali, la Community ha avviato un progetto di coinvolgimento di ambassador distribuiti nel mondo. “Fuori dall’Italia è pieno di italiani bravissimi, imprenditori, esperti di comunicazione, import-export e consulenza”, spiega Santori. Ad oggi sono stati selezionati oltre 15 professionisti che daranno vita a iniziative concrete per la promozione dell’eccellenza italiana.
Una Conferma ed Una Responsabilità
I dati presentati a Firenze rappresentano una doppia notizia per il sistema produttivo italiano: da un lato confermano che il Made in Italy mantiene intatto il suo appeal sui mercati globali, con consumatori disposti a riconoscerne economicamente il valore. Dall’altro, evidenziano la responsabilità di comunicare questa eccellenza in modo autentico, moderno e credibile, evitando stereotipi e puntando sulla sostanza della qualità manifatturiera italiana.
In un mercato sempre più competitivo e globalizzato, l’origine italiana continua a fare la differenza. Ma solo se accompagnata da autenticità verificabile, innovazione concreta e una narrazione che sappia valorizzare il meglio della tradizione guardando al futuro.

