La misteriosa scomparsa del volo MH370 continua a essere uno dei più grandi enigmi dell’aviazione moderna. Dopo anni di ricerche senza risultati definitivi, nelle ultime ore si segnala una possibile novità.
Secondo quanto riportato in una recente edizione speciale di Daily Airline News, la nave Amada 8605 ha individuato un “punto di interesse” nell’area di ricerca nell’Oceano Indiano. La scoperta ha portato la squadra a concentrare i propri sforzi su un’area relativamente piccola, compresa tra 4.300 e 4.400 metri di profondità, dove precedenti rilevamenti batimetrici presentavano lacune.
La strategia di ricerca del Volo MH370
Negli ultimi due cicli di AUV (Autonomous Underwater Vehicle) – il 10° e l’11° – la nave ha ridotto i percorsi di ricerca da linee di 24 ore a missioni di appena 8 ore. La lunghezza delle linee di ricerca è stata ridotta a 10 chilometri per ciascun passaggio, permettendo una scansione più dettagliata del fondale.
La zona selezionata è stata già mappata in passato dalla società Fugro, ma i dati mancanti hanno spinto a un’indagine più approfondita. Tutte le informazioni raccolte vengono confrontate con mappe batimetriche precedenti e immagini satellitari per determinare possibili anomalie.

Airline News with Geoffrey Thomas
Possibili sviluppi sulla ricerca del Volo MH370
Al momento, gli esperti sottolineano che il “punto di interesse” non implica necessariamente il ritrovamento dell’aereo. Potrebbe trattarsi di un relitto di nave o di qualsiasi altro oggetto sommerso. La prossima fase prevede il possibile impiego di ROV (Remote Operated Vehicle), dispositivi telecomandati in grado di ispezionare direttamente il fondale. La nave Amada 8605 dispone di due ROV pronti all’uso, a bordo dei quali verranno calati attraverso apposite aperture nella nave note come moon pools.
Novità anche per Amada 8606
Un’altra nave, Amada 8606, ha recentemente completato il proprio shakedown a Singapore, attraccando in una posizione insolita vicino all’aeroporto di Changi. Gli esperti ipotizzano che questa scelta possa essere legata all’arrivo di nuovi strumenti o attrezzature per le ricerche. La nave potrebbe quindi unirsi presto alle operazioni, aumentando le possibilità di scandagliare più ampie aree dell’Oceano Indiano.
La cautela degli esperti
Gli specialisti ribadiscono che ogni sviluppo va interpretato con cautela. Le ricerche sono complesse e il punto di interesse potrebbe rivelarsi un falso allarme. Tuttavia, l’intensificarsi delle operazioni nella zona segnalata rappresenta il più concreto progresso degli ultimi mesi e riaccende le speranze di trovare tracce del volo MH370, scomparso ormai nel lontano 2014.
La prossima giornata di ricerche sarà cruciale: l’uso degli ROV potrebbe fornire immagini e dati diretti del fondale, chiarendo se il mistero del MH370 sta finalmente per avere una risposta.




