La manovra finanziaria 2026 porta una ventata di novità per la sanità in Italia, con risorse aggiuntive e misure concrete per sostenere medici e infermieri.
Il Fondo sanitario nazionale si arricchisce di 2,4 miliardi, raggiungendo quasi 143 miliardi complessivi, un segnale importante per un sistema sotto pressione.
Sul fronte retributivo, la manovra stanzia 280 milioni per potenziare l’indennità di specificità del personale sanitario.
Questo investimento si traduce in aumenti significativi: i medici riceveranno circa 3mila euro lordi in più annui, pari a 230 euro lordi al mese, mentre gli infermieri vedranno crescere lo stipendio di 1630 euro lordi all’anno, circa 125 euro lordi mensili.
Cifre che si sommano agli incrementi già previsti dalla manovra precedente.
Particolarmente rilevante è la previsione di 7mila nuovi ingressi nel sistema sanitario, una misura necessaria per far fronte alla cronica carenza di personale che affligge ospedali e strutture territoriali.
Tuttavia, le voci critiche non mancano: il governatore campano Vincenzo De Luca ha definito i numeri inaccettabili, sottolineando che solo in Campania servirebbero 18mila infermieri.
Questi interventi rappresentano un passo avanti nella valorizzazione dei professionisti sanitari, spesso costretti a turni massacranti e retribuzioni non allineate agli standard europei. L’obiettivo è duplice: trattenere il personale già impiegato nel servizio pubblico e renderlo più attrattivo per i nuovi laureati, sempre più tentati dalla sanità privata o dalle opportunità all’estero.
La sfida resta complessa: gli investimenti dovranno dimostrare di essere sufficienti non solo ad arginare l’emorragia di professionisti, ma anche a garantire la qualità e la continuità dell’assistenza per tutti i cittadini.
