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Israele e Stati Uniti colpiscono l’Iran: Khamenei ucciso, Teheran risponde con missili e droni. Il Medio Oriente sull’orlo della guerra totale?

Nella notte tra il 28 febbraio e il 1° marzo 2026, Israele e Stati Uniti hanno lanciato una vasta operazione militare contro l’Iran. L’attacco ha colpito obiettivi strategici a Teheran e in altre città chiave. Fonti ufficiali americane e israeliane, e la tv di stato iraniana hanno confermato che il raid ha causato la morte della Guida Suprema iraniana Ali Khamenei, oltre a quella di familiari stretti e alti comandanti militari.

Aggiornamento ore 07.30.

Teheran ha risposto con una massiccia offensiva missilistica e con droni contro Israele e contro le basi statunitensi presenti nel Golfo Persico. Il bilancio è in rapido aggiornamento, mentre la regione entra nella fase più critica degli ultimi decenni.

L’attacco congiunto USA-Israele: obiettivi e strategia

L’operazione, definita preventiva dalle autorità israeliane, ha preso di mira il sistema balistico iraniano, le difese aeree, i centri di comando dei Pasdaran e la residenza della Guida Suprema. Le esplosioni sono state udite in più quartieri di Teheran, con colonne di fumo visibili anche a chilometri di distanza.

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha confermato l’uccisione di Khamenei, dichiarando che l’operazione mirava a eliminare una minaccia diretta alla sicurezza globale. Il governo israeliano ha parlato di un’azione necessaria per fermare il programma missilistico e nucleare iraniano.


Khamenei ucciso: colpita anche la famiglia

Secondo quanto comunicato dalle autorità iraniane, oltre alla Guida Suprema sarebbero morti anche la figlia, il nipote, il genero e la nuora. Le immagini diffuse dai media locali mostrano gravi danni alla residenza del leader religioso e a diversi edifici governativi.

La televisione di Stato iraniana ha confermato il decesso, annunciando giorni di lutto nazionale. Migliaia di persone sono scese in strada a Teheran per protestare contro l’attacco e per commemorare le vittime.


La risposta iraniana: missili su Israele e basi USA

Poche ore dopo i bombardamenti, l’Iran ha lanciato una vasta ritorsione. Missili e droni hanno colpito obiettivi militari israeliani e basi statunitensi in Bahrein, Qatar, Kuwait ed Emirati Arabi Uniti.

A Dubai, detriti di droni hanno provocato incendi e danni a strutture civili, inclusi hotel di lusso come il Burj Al Arab e il Fairmont The Palm. Si registrano feriti e gravi disagi nei trasporti aerei, con diversi aeroporti chiusi per motivi di sicurezza.


Teheran sotto le bombe: vittime civili e emergenza umanitaria

Il bilancio delle vittime in Iran continua a salire. Secondo la Mezzaluna Rossa, almeno 201 persone sono morte e oltre 700 sono rimaste ferite. Particolarmente grave l’attacco a una scuola nella città di Minab, dove si contano oltre 100 studenti uccisi.

Le autorità sanitarie parlano di strutture ospedaliere sovraccariche e di una situazione critica in diverse province.


Chiuso lo Stretto di Hormuz: rischio shock energetico globale

In risposta all’attacco, l’Iran ha annunciato la chiusura dello Stretto di Hormuz, passaggio strategico per circa il 30% del traffico mondiale di petrolio. La decisione ha provocato un immediato aumento dei prezzi del greggio e forti tensioni sui mercati finanziari internazionali.

Le principali compagnie di navigazione hanno sospeso le rotte nell’area, mentre numerosi Paesi hanno invitato i propri cittadini a lasciare la regione.


Reazioni internazionali: ONU e UE chiedono la de-escalation

Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite si è riunito in sessione straordinaria. Il segretario generale António Guterres ha lanciato un appello urgente per fermare le ostilità e proteggere i civili.

L’Unione Europea ha espresso forte preoccupazione, definendo la situazione “una minaccia diretta alla stabilità globale”. I governi europei stanno organizzando evacuazioni di emergenza per i propri cittadini presenti nell’area.


Scenario aperto: cosa può accadere ora

La morte di Khamenei apre una fase di forte instabilità interna in Iran. Secondo fonti diplomatiche, potrebbe avviarsi una lotta di potere tra le fazioni dei Pasdaran e il clero sciita. Sul piano militare, il rischio è quello di un conflitto regionale su vasta scala, con il coinvolgimento diretto di più attori.

Israele ha dichiarato che l’operazione proseguirà finché la minaccia iraniana non sarà eliminata. Teheran, dal canto suo, ha promesso una risposta “senza precedenti”.

Il Medio Oriente entra così in una delle fasi più pericolose della sua storia recente, con conseguenze che potrebbero estendersi ben oltre i confini regionali.


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