domenica, 18 Gennaio

Ozzy Osbourne, iconica leggenda dell’heavy metal e storico frontman dei Black Sabbath, è morto oggi all’età di 76 anni.

La notizia è stata comunicata dalla famiglia, che ha reso noto come Osbourne si sia spento nella sua casa, circondato dall’affetto dei suoi cari. “È con una tristezza che le parole non possono esprimere che dobbiamo annunciare che il nostro amato Ozzy Osbourne è mancato questa mattina. Era con la sua famiglia e circondato dall’amore. Chiediamo a tutti di rispettare la privacy della nostra famiglia in questo momento”, si legge nel comunicato.

La vita e la carriera di Ozzy Osbourne

John Michael Osbourne, nato a Birmingham nel 1948, ha segnato la storia della musica rock fin dagli anni ’70, prima come voce dei Black Sabbath e poi con una carriera solista ricca di successi e innovazioni. Soprannominato “il Principe delle Tenebre”, Ozzy è stato tra i principali artefici della nascita dell’heavy metal, vendendo oltre 100 milioni di dischi in tutto il mondo sommando le vendite da solista e quelle con la storica band.

Ozzy Osbourne, icona controversa ed amatissima

Osbourne era noto non solo per il suo talento musicale, ma anche per le provocazioni e gli eccessi che lo hanno spesso reso protagonista delle cronache: iconica resta la sua esibizione in cui addentò la testa di un pipistrello sul palco, e non sono mancati periodi segnati da dipendenze e problemi di salute. Negli ultimi anni combatteva una difficile battaglia contro il morbo di Parkinson.

L’ultimo saluto ad Ozzy Osbourne e l’impronta nella storia

Appena tre settimane fa Osbourne aveva salutato i suoi fan con un concerto speciale di addio nella sua Birmingham, insieme ai compagni dei Black Sabbath. “Sono stato costretto a letto per sei anni e non avete idea di come mi senta”, aveva detto dal palco, emozionando i presenti.

La sua influenza sulla musica resterà immortale: la sua voce inconfondibile, il carisma e le sue canzoni continueranno a ispirare generazioni di artisti in tutto il mondo. Il rock e l’heavy metal piangono oggi uno dei loro padri fondatori.



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