Il frontman dei Litfiba festeggia oggi il suo compleanno. Oltre la cresta e le performance incendiarie, il ritratto di un uomo che ha fatto della coerenza e dell’impegno civile la sua vera ribellione…
Sessantaquattro anni portati con la stessa energia dirompente del ragazzo che negli anni Ottanta saliva sui palchi dei centri sociali fiorentini. Piero Pelù, nato a Firenze il 10 febbraio 1962, compie oggi gli anni e lo fa come ha sempre vissuto: senza mezze misure, senza compromessi, fedele a se stesso con una ostinazione che in tanti hanno scambiato per caparbietà, ma che è semplicemente integrità.
Perché dietro l’icona rock, dietro la cresta che ha definito un’epoca e le performance che hanno incendiato ogni palco italiano, c’è un uomo che merita di essere raccontato per quello che è: non solo per quello che ha cantato, ma per come ha vissuto.

Il ragazzo di Firenze che non voleva compromessi
Cresciuto nella Firenze degli anni Settanta, Pelù è figlio di quella stagione in cui il rock era ancora un gesto politico, una dichiarazione di appartenenza a un mondo che rifiutava le convenzioni. Ma mentre molti suoi coetanei hanno poi trovato un accomodamento con il sistema, Piero ha scelto una strada diversa: quella della coerenza a tutti i costi.
Non è stato facile. Significa aver litigato con case discografiche, aver rinunciato a compromessi commerciali che avrebbero potuto fruttare milioni, aver mantenuto una linea artistica e umana che spesso andava controcorrente. Eppure, a guardarlo oggi, è proprio questa scelta a renderlo credibile, autentico, vero.
L’ambientalista che agisce, non solo predica
Quando si parla di Piero Pelù e impegno civile, si pensa subito alle battaglie ambientaliste. Ma c’è una differenza sostanziale tra chi indossa la causa come un accessorio di moda e chi la vive quotidianamente. Pelù appartiene alla seconda categoria.
Le sue campagne per la salvaguardia del mare, contro l’inquinamento da plastica, per la tutela degli ecosistemi non sono slogan da social network. Sono impegni concreti, portati avanti con costanza, spesso in silenzio, lontano dai riflettori. Un uomo che mette il corpo dove mette le parole, che non si limita a twittare indignazione ma scende in campo, organizza, mobilita.
È questo il tratto che distingue l’uomo dall’artista: la capacità di tradurre la rabbia in azione, il disagio in progetto, l’urlo in cambiamento concreto.
Il padre e il compagno: la dimensione privata
Parlare di Piero Pelù senza raccontare la sua dimensione affettiva sarebbe incompleto. È padre, è compagno, è amico. E in questi ruoli porta la stessa intensità che mette sul palco, ma stemperata da una dolcezza che chi lo conosce davvero riconosce subito.
La sua vita privata è stata protetta con cura, non per snobismo ma per necessità: in un mondo che tutto vuole consumare e mediatizzare, Piero ha sempre cercato di preservare uno spazio intimo, autentico, dove poter essere semplicemente se stesso. Un lusso che oggi sembra quasi rivoluzionario.

L’età che non conta
A sessantaquattro anni, Piero Pelù continua a salire sul palco con l’energia di un ventenne. Non è nostalgia, non è negazione dell’età: è semplicemente la dimostrazione che quando la passione è autentica, quando il fuoco è vero, il tempo diventa un dettaglio secondario.
Il suo corpo porta i segni degli anni, certo. Ma i suoi occhi hanno ancora quella luce, quella fame di vita e di musica che lo ha sempre contraddistinto. Perché invecchiare con dignità non significa arrendersi alla mediocrità dell’esistenza, ma continuare a cercare, a lottare, a credere che le cose possano cambiare.
L’eredità di un uomo libero
. Libertà di pensiero, libertà di espressione, libertà di essere fedeli ai propri valori anche quando il mondo va in direzione opposta.
In un’epoca in cui il conformismo si traveste da trasgressione e la ribellione è diventata un prodotto commerciale, avere ancora figure come Pelù è un privilegio. Perché ci ricordano che essere uomini veri, autentici, coerenti, è la più grande forma di resistenza.
Oggi Piero Pelù compie sessantaquattro anni. E noi tutti, che lo abbiamo amato, criticato, seguito, contestato, dovremmo fermarci un attimo a riconoscere il valore di un uomo che ha fatto della propria vita un’opera d’arte coerente. Non perfetta, forse. Ma tremendamente, meravigliosamente vera.
Buon compleanno, Piero. Continua a urlare per noi, continua a ricordarci che è ancora possibile essere liberi.







