In ricordo di Mike Francis, il Francesco che conquisto il Mondo con la sua voce.

A 17 anni dalla scomparsa, MondoUomo.it ricorda l’artista fiorentino che fece ballare e cantare un’intera generazione.

Il 30 gennaio 2009, 17 anni fa, l’Italia perdeva uno dei suoi artisti più raffinati e misconosciuti: Mike Francis, al secolo Francesco Puccioni, nato a Firenze il 26 aprile 1961, si spegneva a Roma all’età di soli 47 anni, stroncato da un tumore ai polmoni.

La sua scomparsa lasciava un vuoto incolmabile nel panorama musicale italiano, quello di un talento autentico che aveva preferito la sostanza al clamore, la musica alla fama.

Mike Francis, l’Uomo dietro la sua Musica

Francesco Puccioni era l’antitesi della star. Schivo, riservato, allergico ai riflettori. Come lui stesso affermava, non sapeva esattamente cosa fosse stato pubblicato della sua musica, disinteressato com’era al business e all’immagine. Un atteggiamento che strideva con i toni commerciali ed esagerati degli anni Ottanta, ma che rendeva la sua figura ancora più autentica e affascinante.

La musica era nel suo DNA. Cugino della cantautrice Grazia Di Michele, Francesco crebbe in una famiglia dove l’arte e la creatività erano di casa. Nato a Firenze, si formò musicalmente a Roma, dove iniziò a suonare pianoforte e chitarra all’età di 14 anni. Fu proprio nella Capitale che il giovane Francesco frequentò una scuola americana, sviluppando quella padronanza dell’inglese che sarebbe diventata uno dei suoi tratti distintivi. Nel frattempo, da autodidatta, studiava composizione e arrangiamento, forgiando quel sound sofisticato che lo avrebbe contraddistinto.

La Nascita di Mike Francis, la leggenda

Il percorso verso il successo non fu immediato. Nel 1981 pubblicò un 45 giri dance a nome Metropolis sotto la produzione dei fratelli Micioni, ma il disco non ebbe esito commerciale. L’anno successivo arrivò il primo singolo come Mike Francis, “Nighttime Lady”, per la piccola etichetta romana Best Records. Anche questo non ottenne grande successo, ma fece notare la sua classe agli addetti ai lavori.

Poi arrivò il 1983, l’anno della svolta. “Survivor” cambiò tutto. Il brano raggiunse la quinta posizione della Hit Parade italiana, grazie anche alla promozione di Radio Dimensione Suono.

Era nata una stella, anche se Mike Francis non si sarebbe mai comportato come tale. La canzone divenne una pietra miliare della italo-disco, un perfetto connubio di elettronica raffinata, melodia soul e testi in un inglese impeccabile.

Il Trionfo Internazionale

Il 1984 fu l’anno della consacrazione. Mike Francis compose “Friends” per la cantante afroamericana Amii Stewart, e il brano raggiunse il primo posto in Italia, diventando il quattordicesimo singolo più venduto dell’anno. Ma il successo non si fermò ai confini nazionali: “Friends” ottenne notevole successo anche all’estero, conquistando il dodicesimo posto in Inghilterra e il quarantaseiesimo nella classifica R&B americana.

Nello stesso anno uscì il suo primo album, “Let’s Not Talk About It”, che raggiunse la quindicesima posizione nella classifica italiana. Il successo del disco fu tale che il concerto di presentazione al Teatro Olimpico di Roma registrò il tutto esaurito, ben oltre le più rosee previsioni dell’artista.

La collaborazione con Amii Stewart proseguì nel 1985 con “Together”, altro successo che si piazzò tra i primi cinque posti della classifica italiana. Le fonti parlano di 8 milioni di copie vendute durante la sua carriera, un risultato straordinario per un artista che rifuggiva il marketing aggressivo.

Mike Francis, l’Artista completo

Mike Francis non era solo un cantante, era un compositore raffinato, un produttore attento, uno scopritore di talenti. Tra le sue coriste si formarono artiste come Giorgia e Rossana Casale, che ancora giovanissime ebbero la fortuna di lavorare al suo fianco, apprendendo da un maestro del suono.

Il suo stile musicale era unico nel panorama italiano. Influenzato da giganti come Michael Franks e Al Jarreau, Mike Francis creava un mix sofisticato di pop, soul e smooth jazz, con quella voce calda e melodiosa che lo rendeva immediatamente riconoscibile. I suoi testi non erano mai banali, le sue melodie erano ricercate ma mai ostiche, eleganti ma mai fredde.

Allergico al clamore mediatico, sui palchi del Festivalbar o di fronte alle telecamere di Discoring sembrava quasi a disagio. Il suo vero palcoscenico era lo studio di registrazione, dove poteva dare libero sfogo alla sua creatività senza compromessi.

Tra Italia e Filippine

Nel 1989, dopo alcuni attriti con la RCA che non volle far uscire come singolo “I Want You”, brano radiofonico di successo, Mike Francis prese una decisione sorprendente: si trasferì temporaneamente nelle Filippine. Nel 1990 pubblicò il suo primo album dal vivo, “Live in Manila”, testimonianza di un legame speciale con quel Paese.

Anche nel nuovo secolo Francis riuscì a fare il tutto esaurito in concerto nelle Filippine, dimostrazione di come la sua musica avesse creato un ponte emotivo con quel pubblico, capace di apprezzare la raffinatezza della sua proposta artistica.

Il ritorno alle radici

Nel 1991, Mike Francis decise di cantare nella sua lingua madre. Pubblicò “Mike Francis in italiano“, con testi di Mogol, in previsione di una partecipazione al Festival di Sanremo che non si concretizzò. Ma questo non gli impedì di ottenere un discreto successo.

Tre anni dopo, nel 1994, arrivò “Francesco Innamorato“, con testi di Pasquale Panella. L’album conteneva “Bellissimi Occhi Chiusi”, uno degli ultimi brani a rimanere impressi nella memoria collettiva degli italiani, un piccolo gioiello di pop romantico che ancora oggi emoziona chi lo ascolta.

Senza contare “Semmai”… che vi riproponia da questo video su YouTube.

La sua produzione continuò con “A Different Air” (1995), “Misteria” (1998), “All Rooms with a View” (1999), fino ad “Inspired” (2007). Negli ultimi anni si dedicò anche al progetto chillout Mystic Diversions insieme al fratello Mario, tecnico del suono che lo aveva sempre accompagnato nel suo percorso artistico.

L’Ultimo Saluto

Il 16 gennaio 2009 uscì “The Very Best of Mike Francis (All Was Missing)”, una raccolta che conteneva anche alcuni inediti. Poche settimane dopo, il 30 gennaio, Francesco ci lasciava. Per un crudele scherzo del destino, quel disco divenne il suo testamento artistico.

La famiglia, attraverso il sito ufficiale, ha sempre mantenuto vivo il suo ricordo. Le parole dei genitori Giuliana e Piero e dei fratelli Paolo e Mario sono toccanti: parlano di un figlio e fratello presente ogni giorno nelle loro vite, nonostante la distanza fisica. La musica di Francesco continua a vivere, a riempire le giornate di chi lo ha amato.

Rossana Casale, che con lui aveva mosso i primi passi, disse dopo la sua scomparsa: “Mike era un musicista vero, perciò non ha mai rincorso le case discografiche per ottenere il successo. Ha preferito cantare all’estero, dove i suoi successi sono ancora amati e apprezzati. Credeva ancora in certi valori, per questo dovrebbe essere di esempio.”

Un Artista Dimenticato?

C’è un rammarico che accompagna il ricordo di Mike Francis: quello di non essere mai stato preso troppo sul serio. Confuso dall’opinione pubblica, per via del nome d’arte anglofono e dell’utilizzo dell’inglese, per una delle tante meteore dell’epoca italo-disco. Niente di più sbagliato.

Mike Francis era un musicista completo, un artista raffinato che ha lasciato un’eredità importante nella musica italiana e internazionale.

Le sue canzoni non erano semplici riempipista da discoteca: erano piccole perle di songwriting, arrangiamenti curati, testi pensati. Era un perfezionista che non scendeva a compromessi con la qualità.

La sua musica è ancora oggi un antidoto al pop usa e getta, un esempio di come si possa essere commerciali senza essere banali, popolari senza essere superficiali. Le sue melodie continuano ad accompagnare chi le ha amate negli anni Ottanta e Novanta, e continuano a conquistare nuovi ascoltatori che scoprono la sua classe senza tempo.

L’Eredità di Francesco…

Nel 2011, a due anni dalla sua scomparsa, Paolo Di Sabatino e la cugina Grazia Di Michele gli dedicarono una ballata intitolata “Francesco”, realizzando anche un videoclip. Nello stesso anno uscì “Anthology”, una raccolta in quattro CD che rappresenta la più completa retrospettiva del suo lavoro, curata con amore dal duo tedesco Blank & Jones, grandi amici dell’artista.

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17 anni dopo

Oggi, a 17 anni dalla sua scomparsa, Mike Francis rimane un artista sottovalutato dalla critica ma profondamente amato dal pubblico. Le sue canzoni continuano a suonare nelle playlist di chi cerca musica di qualità, di chi apprezza la raffinatezza e l’eleganza.

Francesco Puccioni non cercava la fama. Cercava la perfezione musicale. E in questo, è riuscito pienamente. Ogni sua canzone porta il segno inconfondibile del suo talento: quella voce calda, quegli arrangiamenti curati, quella capacità di emozionare senza urlare.

“Survivor”, “Friends”, “Together”, “Let Me In”, “Bellissimi Occhi Chiusi”, “Semmai”: sono più che semplici hit. Sono pezzi di storia della musica italiana, testimonianze di un’epoca in cui si poteva essere popolari facendo musica di qualità, in cui il successo non era necessariamente sinonimo di compromesso.

La sua carriera è stata un percorso coerente, guidato dalla passione per la musica e dalla ricerca della bellezza. Non ha mai rincorso le mode, non ha mai piegato la sua arte alle esigenze del mercato. Ha fatto musica come voleva farla, con l’integrità che distingue i veri artisti dai semplici intrattenitori.

17 anni dopo, il silenzio della televisione italiana su Mike Francis è assordante. Le trasmissioni dedicate agli anni Ottanta lo menzionano raramente, se non mai.

Eppure la sua musica è ancora lì, pronta a raccontare la storia di un uomo che ha fatto della discrezione una virtù, della raffinatezza un’arte, della musica una ragione di vita.

Francesco Puccioni, Mike Francis, vive nella sua musica. E continuerà a vivere finché ci sarà qualcuno disposto ad ascoltare, con cuore e mente aperti, le sue melodie senza tempo. Perché la vera arte non muore mai. Si trasforma, evolve, continua a parlare alle generazioni future.

E Francesco, da qualche parte, continua a sorridere. Quel sorriso discreto e gentile che lo caratterizzava. Sapendo che la sua musica, alla fine, ha vinto. Ha superato le mode, ha attraversato gli anni, ha conquistato i cuori. Esattamente come lui voleva.

In memoria di Francesco Puccioni – Mike Francis 26 aprile 1961 – 30 gennaio 2009


“La sua voce, il suo sorriso, sono entrati in modo così vivo dentro il nostro cuore che non possiamo parlare di lui come di una persona ‘che fu’. Basta ascoltare la sua musica perché avvertiamo che lui è ormai parte del nostro essere.” – I genitori di Mike Francis



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