La capitale francese ha chiuso domenica scorsa la settimana della moda maschile con un messaggio chiaro: è tempo di tornare all’eleganza costruita, ma con una visione di lungo periodo. Il guardaroba maschile si fa più affilato, ma anche più consapevole.
Se c’è un capo che ha dominato le passerelle parigine, è stato il cappotto. Lungo, strutturato e impossibile da ignorare, è tornato al centro della scena con una presenza scenica che non si vedeva da tempo.
Da Hermès, Véronique Nichanian ha concluso la sua ultima sfilata dopo 37 anni con un cappotto scuro in pelle di coccodrillo lucida, un’uscita memorabile per una delle figure più influenti della moda maschile.
La collezione ha esplorato il mondo dell’aviazione con bomber in shearling, cappelli con paraorecchie e colletti alti con fibbie. Lo shearling, tinto di un inaspettato corallo, ha aggiunto una nota di colore inedita. Gli accessori hanno mantenuto la stessa forza: borse da viaggio squadrate e stivali con suole arancione brillante hanno completato la visione Hermès.
Anche Junya Watanabe ha fatto dei cappotti il fulcro della sua proposta, presentando modelli classici in cammello e blu navy, ma mescolandoli con elementi sportivi: schienali da bomber, frontali da giacca di pelle e imbottiture da piumino. Il risultato? Un outerwear formale che acquista un carattere più grintoso e contemporaneo.
Sartoria Decostruita e Ricostruita
La giacca tradizionale c’è ancora, ma la sua struttura è stata ripensata. I designer non si sono limitati a giocare con gli styling: hanno modificato il modo in cui i capi siedono sul corpo.
Chitose Abe di Sacai ha aggiunto nuove sezioni a giacche, pantaloni e capispalla, inserendo pannelli extra, tasche e inserti trapuntati, spesso seguendo un tema triangolare. La sfilata ha attraversato look sartoriali, workwear e denim robusto, includendo collaborazioni con Levi’s e A.P.C., ma l’idea centrale è rimasta nitida: ridisegnare la silhouette senza perdere la vestibilità.
Rei Kawakubo di Comme des Garçons Homme Plus ha seguito una strada ancora più radicale, tagliando dentro giacche e cappotti neri, alterando revers e orli. Successivamente ha presentato versioni bianche delle stesse forme, con uno styling estremo che includeva parrucche e maschere. Eppure, sotto la provocazione, la base rimane sartoriale.
Eleganza Silenziosa, Maestria Nascosta
Un’altra direzione emersa è quella della sobrietà, dove il vero lavoro si nasconde nei dettagli costruttivi piuttosto che nella decorazione superficiale.
Kiko Kostadinov ha eliminato ogni decorazione superflua, concentrandosi sulla costruzione: cappotti e giacche pulite con pannelli piegati, colli curvi e drappeggi studiati, prevalentemente in nero e toni minerali. Anche i dettagli sono stati nascosti: bottoni dietro patte, nessuna ferramenta in vista. Sono la forma e il movimento del capo a comunicare.
Formale con un Twist Contemporaneo
Molte collezioni hanno virato verso il formale, ma con un’attitudine tutt’altro che dolce o nostalgica.
La sfilata di Watanabe aveva un’atmosfera seria: ambientazione con tavolini da caffè, colonna sonora di Miles Davis, cast dal portamento austero. I suoi pezzi in denim nero sartoriale (frutto della collaborazione continua con Levi’s) sono stati presentati come un’uniforme moderna.
Louis Gabriel Nouchi ha portato l’idea ancora oltre in un parcheggio sotterraneo con techno a tutto volume e un tema ispirato ad “Alien”. Ha mescolato cappotti affilati e sartoria scura con pezzi aderenti provocatori e riferimenti grafici, puntando a capi che possano funzionare nella vita quotidiana pur mantenendo una carica espressiva.
Lo show, allestito al Musée Picasso, ha attirato un pubblico di celebrità tra cui Elton John, Sophie Marceau e Josh Hartnett, sottolineando quanto la settimana consideri ormai la sartoria maschile sia come prodotto che come spettacolo.
Un Invito alla Lentezza ed alla Durabilità
In un mondo della moda che corre veloce, alcuni momenti hanno indicato la direzione opposta. E sono stati tra i più significativi.
Da Hermès, Nichanian ha dichiarato di aver incluso design creati decenni fa per dimostrare che funzionano ancora, accompagnando la sua ultima collezione con un messaggio d’addio semplice ma potente: “Rallentate”.
Anche Yosuke Aizawa di White Mountaineering ha trattato la sua ultima sfilata come una dichiarazione di lungo periodo: capispalla tecnico, colori forti e lavorazioni di pattern attente, presentate come la fine di un capitolo ventennale piuttosto che come una tendenza passeggera.
Il giudizio di MondoUomo.it
Parigi non ha chiuso con un unico look dominante. Ha chiuso con un mindset: il guardaroba maschile sta tornando ad essere più affilato, ma i designer stanno cercando di rendere questa eleganza contemporanea attraverso nuove costruzioni, outerwear forte e pezzi progettati per rimanere nell’armadio per anni, non per mesi.
La vera rivoluzione, nella prossima stagione autunno inverno, non sarà nell’estetica ma nell’approccio: investire in capi pensati per durare, costruiti con maestria silenziosa, capaci di attraversare le stagioni senza perdere rilevanza. Un lusso discreto che si oppone alla frenesia del fast fashion e riporta al centro il valore del tempo e della qualità.
Per l’uomo contemporaneo, il messaggio è chiaro: vestirsi bene significa scegliere con cura, costruire un guardaroba solido e dare priorità alla sostanza rispetto all’apparenza effimera.







