La Milano Fashion Week Uomo che si sta svolgendo dal 16 al 20 gennaio 2026 racconta una moda maschile in trasformazione.
Con 76 appuntamenti in calendario, di cui solo 18 sfilate fisiche, l’edizione autunno-inverno 2026/27 mostra un settore che ha scelto la qualità rispetto alla quantità, ridimensionando le passerelle tradizionali a favore di formati più intimi e sperimentali.
Un Calendario Più Snello, Ma Strategico
Il menswear milanese si presenta con numeri ridotti rispetto al passato: accanto alle 18 sfilate fisiche si contano 7 show digitali, 36 presentazioni e 12 eventi speciali. Una contrazione che non va letta come debolezza, ma come strategia. La passerella non è più l’unico centro gravitazionale del racconto moda: brand come Stone Island optano per installazioni immersive, mentre altri scelgono presentazioni esclusive che privilegiano il dialogo diretto con buyer e stampa.
Assenze importanti segnano questa edizione: Moschino, Gucci, Fendi e Versace hanno rinunciato alla passerella milanese, lasciando spazio a un calendario dominato dai nomi storici della maison italiana. Prada, Dolce & Gabbana, Giorgio Armani e Paul Smith rappresentano l’anima consolidata della settimana, affiancati dai ritorni significativi di Zegna e Dsquared2.
I Debutti Che Guardano al Futuro
Tra le novità più interessanti spicca il ritorno di Ralph Lauren a Milano dopo vent’anni di assenza, un segnale forte dell’attrattività del capoluogo lombardo per il menswear internazionale. Insieme al brand americano, debuttano in calendario ufficiale Domenico Orefice e Victor Hart, due talenti cresciuti sotto l’ala del Camera Moda Fashion Trust, pronti a portare nuove narrazioni tra sartoria contemporanea e identità autoriale.
Il panorama delle presentazioni si arricchisce di nomi inediti: K-Way, Dunhill e Stone Island entrano per la prima volta nel calendario, portando con sé linguaggi che mescolano sportswear tecnico, heritage britannico e ricerca materica. Stone Island, in particolare, presenta Prototype Research_Series 09, un’installazione firmata dal creativo digitale Ken-Tonio Yamamoto che celebra la sperimentazione non industrializzata.
Lo Spirito Olimpico Contamina la Moda
Questa edizione della Fashion Week si tinge di spirito olimpico, in vista di Milano-Cortina 2026. La campagna di comunicazione ufficiale integra cimeli provenienti dal Museo Olimpico di Losanna, mentre brand come EA7 Emporio Armani, official outfitter dei Giochi, organizzano eventi tematici. K-Way, insieme a Vogue e GQ, presenta “Montagna Milano: The Alpine Club in Town”, un evento di tre giorni che celebra l’incontro tra moda e montagna.
Il dialogo tra moda e sport diventa metafora di una Milano che si prepara a essere capitale olimpica, rafforzando la propria vocazione internazionale e la capacità di integrare linguaggi diversi.
Un Menswear in Evoluzione
La Milano Fashion Week Uomo 2026 fotografa un momento di transizione per il menswear globale. La riduzione delle sfilate non è sintomo di crisi, ma di riposizionamento: i brand scelgono formati che permettono maggiore controllo narrativo e connessione autentica con il pubblico di riferimento.
Le collezioni presentate raccontano un uomo contemporaneo sempre più fluido, che mescola sartoria tradizionale e streetwear, comfort e lusso, artigianalità e innovazione tecnologica. Milano rinuncia all’abbondanza per puntare sulla selettività, consolidando il proprio ruolo di laboratorio creativo dove non si presentano solo abiti, ma visioni culturali capaci di influenzare il futuro dello stile maschile.
