Il Premio Maestro del Made in Italy 2026 cerca gli ultimi custodi dell’eccellenza artigiana.

Il Premio sarà conferito durante la Giornata Nazionale del Made in Italy del 15 aprile

C’è un momento, nella vita di un’azienda, in cui si smette di essere semplicemente bravi e si diventa necessari. Necessari alla memoria di un territorio, alla sopravvivenza di un mestiere, alla formazione di chi verrà dopo.

È proprio a questi imprenditori e artigiani che si rivolge il Premio “Maestro del Made in Italy” 2026, le cui candidature sono ufficialmente aperte dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Decreto 16 aprile 2025 del Ministero delle Imprese e del Made in Italy.

Non si tratta dell’ennesimo riconoscimento formale da appendere in bacheca. Qui parliamo di tutelare un patrimonio che rischia di scomparire ogni volta che una bottega chiude senza aver trasmesso il proprio sapere, ogni volta che una tecnica centenaria viene abbandonata perché “troppo complessa” o “poco redditizia”. Il Premio, conferito annualmente dalla Fondazione Imprese e Competenze per il Made in Italy, nasce per invertire questa tendenza, identificando e valorizzando chi ha scelto di restare, di insegnare, di innovare senza tradire.

Chi può candidarsi (o meglio, chi può essere candidato)

A proporre i nomi possono essere le associazioni di categoria rappresentative del settore, le Camere di Commercio, le Fondazioni che promuovono il Made in Italy e gli Istituti Tecnologici Superiori. Ogni soggetto può presentare una sola candidatura per macro-settore, rendendo la selezione ancora più significativa. Non è una gara di popolarità: è una chiamata alle eccellenze autentiche.

I settori coinvolti coprono l’intera filiera del saper fare italiano: dall’alimentare e agroalimentare al tessile e moda, dall’arredamento e design all’artigianato artistico, passando per automazione, aerospazio, costruzioni, servizi IT, turismo, energia, mobilità sostenibile, logistica, meccatronica, chimica, biotecnologie, biomedicale e farmaceutico, fino alle imprese culturali e creative.

I requisiti parlano chiaro

Per essere candidato, un imprenditore deve avere un’impresa attiva iscritta alla Camera di Commercio da almeno cinque anni, con cittadinanza italiana e almeno una sede operativa nel Paese da altrettanto tempo. Deve essere nel pieno esercizio dei propri diritti, senza procedure concorsuali in corso. E soprattutto: non deve aver delocalizzato neppure in parte le attività produttive in Paesi extra UE negli ultimi cinque anni. Perché l’eccellenza ha un indirizzo preciso, e non si esporta via cargo.

Per le imprese con oltre 50 dipendenti, è richiesto anche il rapporto biennale sulla situazione del personale maschile e femminile. Un dettaglio che dice molto su quale tipo di eccellenza si stia cercando: quella che non lascia indietro nessuno.

Cosa conta davvero nella valutazione

Le candidature dovranno essere corredate da profilo del candidato, curriculum vitae, presentazione dell’impresa e soprattutto una documentazione dettagliata delle attività formative svolte. È qui che si gioca la partita: il Premio guarda a chi ha investito davvero nella trasmissione del sapere.

La commissione valuterà il numero di iniziative formative realizzate nel biennio precedente (corsi, workshop, incontri), le ore erogate, gli allievi coinvolti in Italia e all’estero, la continuità e la diffusione territoriale delle attività. Peseranno anche gli investimenti economici sostenuti a supporto dei percorsi di studio, la capacità di inserimento occupazionale degli allievi nel primo anno successivo al percorso formativo, le collaborazioni con scuole, ITS e Università attraverso PCTO, stage, apprendistati e tirocini.

Elementi premiali saranno le attività di promozione del Made in Italy in Italia e all’estero, il trasferimento di competenze su innovazione tecnologica, digitalizzazione e sostenibilità ambientale, e la certificazione della parità di genere.

Come candidarsi

La documentazione dovrà essere presentata esclusivamente utilizzando la modulistica ufficiale disponibile sul sito della Fondazione e inviata entro il termine perentorio del 20 marzo 2026 tramite PEC all’indirizzo maestrodelmadeinitaly@legalmail.it. L’esito della selezione sarà pubblicato sul sito web della Fondazione dopo la valutazione del Comitato di esperti e della Giuria.

Il Premio sarà conferito durante la Giornata Nazionale del Made in Italy del 15 aprile. I vincitori riceveranno un attestato ufficiale, la possibilità di utilizzare il logo “Maestro del Made in Italy” predisposto dal MIMIT e visibilità sui canali istituzionali della Fondazione e del Ministero.

Non è solo un riconoscimento: è un’alleanza tra chi crede che l’eccellenza non sia solo un mestiere, ma un’eredità da proteggere.



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