L’Italia smette di sposarsi. I dati Istat 2024 fotografano una crisi profonda e ormai strutturale: solo 173.272 matrimoni celebrati in un anno, con un crollo del 5,9% rispetto al 2023.
Non si tratta più di una flessione fisiologica, ma di un segnale netto che riguarda la tenuta sociale del Paese. I primi matrimoni precipitano del 6,7%, mentre l’età media continua a salire, spingendo sempre più avanti la costruzione di una famiglia. Il risultato è un’Italia che invecchia, rinvia, rinuncia. E il conto demografico rischia di diventare insostenibile.
Crollo dei Matrimoni Religiosi
I riti religiosi, pilastro della tradizione italiana, registrano un -11,4% catastrofico, mentre i civili salgono al 61,3% del totale, riflettendo un distacco secolare che erode i valori familiari. Anche le unioni tra persone dello stesso sesso diminuiscono (-2,7%), con 2.936 casi, e i matrimoni misti calano dell’1,4%, accentuando la crisi nei dati provvisori 2025 (-5,9%). Siamo seriamente preoccupati per la perdita di coesione sociale che ne deriva.
Età in Aumento e Famiglie a Rischio
Solo il 56,9% degli uomini e il 69,9% delle donne si sposano entro i 34 anni, contro quote più alte pre-pandemia, con il Mezzogiorno che soffre il calo maggiore (-8,3%). Questo posticipo dei matrimoni, unito al minor numero di nozze, aggrava il declino demografico, riducendo nascite e pensioni future. La quota di primi matrimoni al 75,3% ci allarma, prevedendo un’Italia sempre più anziana e isolata.
Urgenza di Misure Governative
Per invertire la rotta, servono incentivi fiscali per giovani coppie, campagne culturali pro-famiglia e sostegno economico concreto, prima che sia troppo tardi. I divorzi (-3,1%) e separazioni (-9%) in calo offrono un barlume, ma non compensano il disastro nuziale. Questa crisi demografica ci lascia con un’angoscia profonda per il destino della nostra società.
Fonte di redazione: Ansa.it

