Il carrello si riempie, poi si svuota. Si confrontano prezzi, si leggono recensioni, si torna indietro. E alla fine, frustrati, si abbandona tutto.
Succede all’84% degli italiani almeno una volta durante lo shopping natalizio. Troppa scelta, troppe offerte, troppo poco tempo per decidere.
Quest’anno però qualcosa sta cambiando. Secondo la diciannovesima edizione dell’Annual Holiday Shopping Survey di Accenture, il 64% degli italiani ha già usato o userà l’intelligenza artificiale generativa per orientarsi tra prodotti e promozioni. Un dato che sale rispetto al 51% registrato nel 2024 e che racconta un cambiamento profondo nel modo di fare acquisti.
Natale 2025, budget invariato, strategia diversa
La maggioranza degli italiani spenderà quanto lo scorso anno, e il 29% prevede addirittura di aumentare il budget. Ma attenzione ai numeri: spesso l’incremento è solo apparente, legato all’aumento dei prezzi piuttosto che a una reale disponibilità maggiore. Lo ammette il 35% degli intervistati.
Le cifre rimangono contenute. Sette italiani su dieci resteranno sotto i 460 euro per lo shopping natalizio, e un altro 23% non supererà i 1.150 euro. I regali più gettonati saranno abbigliamento (24%), elettronica (17%), prodotti beauty e personal care (11%), food & beverage (10%) e giocattoli (8).
Quello che cambia davvero è l’approccio. Il 43% confronta costantemente prezzi online e offline, il 38% definisce un tetto massimo di spesa prima ancora di iniziare a guardare, il 33% anticipa gli acquisti per intercettare le offerte migliori. Meno impulso, più calcolo. La crisi economica ha insegnato qualcosa.
La corsa in anticipo
Quest’anno il Natale 2025 inizia presto. Il 78% degli italiani completerà gli acquisti entro novembre. Il 26% sfrutterà il Black Friday, il 18% ha già chiuso a inizio novembre, il 13% addirittura prima di Halloween. Una distribuzione temporale che allarga la finestra dello shopping e diluisce la pressione dell’ultimo minuto.
Dietro questa pianificazione c’è anche un tentativo di sfuggire al sovraccarico. Il bombardamento pubblicitario stressa il 46% dei consumatori, il 39% si perde nel tempo speso a cercare l’opzione migliore, il 36% si sente paralizzato dalle troppe alternative disponibili. Il 37% confessa l’ansia di sbagliare scelta.
Il negozio fisico torna ad avere un ruolo. Il 44% degli italiani tornerà in store per vedere e toccare i prodotti (36%), vivere l’atmosfera festiva (31%) e trovare ispirazione (24%). L’esperienza sensoriale, insomma, come antidoto al caos digitale.
Ma il digitale mantiene i suoi vantaggi. Il 38% di chi compra online cerca prezzi migliori e promozioni esclusive, il 34% apprezza la comodità dell’acquisto 24 ore su 24, il 33% trova più facile comparare prodotti e costi. La partita tra online e offline si gioca sui punti di forza specifici, non più su una superiorità generica dell’uno sull’altro.
L’Intelligenza Artificiale come consulente personale
Ed è qui che l’intelligenza artificiale entra in scena con un ruolo inedito. Non più gadget tecnologico per early adopter, ma strumento pratico per semplificare le decisioni quotidiane.
Quasi la metà degli italiani (48%) la userà per confrontare prezzi e prodotti o monitorare i cali di prezzo.
Il 47% per riassumere recensioni e commenti online, il 45% per creare una lista ristretta di negozi dove trovare i regali, il 44% per ricevere suggerimenti su cosa comprare.
L’AI fa da filtro in mezzo al rumore. Ordina informazioni, sintetizza opinioni, suggerisce alternative. Non decide al posto tuo, ma ti aiuta a decidere meglio. E più velocemente. In un periodo dell’anno in cui il tempo è tiranno e la confusione è garantita, questo supporto vale parecchio.
Andrea Ruzzi di Accenture Italia lo spiega bene: “Gli italiani stanno ridefinendo il significato dello shopping natalizio: non più una corsa agli acquisti, ma un momento per scegliere in modo più oculato. Questa tecnologia sta già trasformando il modo in cui le persone scoprono e valutano i prodotti”.
Le conseguenze per i brand
Per le aziende il messaggio è chiaro. Non basta più essere visibili, bisogna essere riconoscibili anche dalle AI che consigliano i prodotti.
Serve costruire esperienze d’acquisto fluide, personalizzate, capaci di emergere quando l’algoritmo fa le sue valutazioni.
Il posizionamento non si gioca più solo sui motori di ricerca tradizionali o sui feed social, ma anche nei dataset che alimentano i sistemi di intelligenza artificiale, video in primis!
Chi saprà farsi trovare dalle AI, con recensioni solide, descrizioni chiare, prezzi competitivi e un’esperienza utente coerente, avrà un vantaggio competitivo importante. Gli altri rischiano di restare fuori dal radar, invisibili a una fetta crescente di consumatori che delega alla tecnologia la prima scrematura delle opzioni disponibili.
Il Natale 2025 segna forse un punto di svolta, l’intelligenza artificiale esce dai laboratori e dalle presentazioni aziendali per entrare concretamente a supporto della vita delle persone.
Aiutare a scegliere un regalo non è glamour, ma è tremendamente utile. E quando una tecnologia diventa utile davvero, smette di essere una novità e diventa parte della routine. È già successo con Google, con le mappe, con i suggerimenti di Netflix. Sta succedendo anche con le AI generative. Natale dopo Natale.

