Il 2026 del debito pubblico italiano inizia con il botto.
Nel primo collocamento dell’anno, il Ministero dell’Economia ha registrato una domanda record di oltre 265 miliardi di euro per un’emissione dual tranche composta da un nuovo BTP a sette anni e dalla riapertura del BTP Green con scadenza 2046.
Un risultato che testimonia la rinnovata fiducia degli investitori internazionali nei titoli di Stato italiani.
Due titoli, successo straordinario
Il nuovo BTP a sette anni, con scadenza 15 marzo 2033 e cedola del 3,15 percento pagata semestralmente, ha attirato richieste per circa 150 miliardi di euro a fronte di un’emissione di 15 miliardi. Questo significa che la domanda ha superato l’offerta di dieci volte. Il titolo è stato collocato al prezzo di 99,901, corrispondente a un rendimento lordo annuo all’emissione del 3,191 percento.
Altrettanto impressionante il risultato del BTP Green ventennale, con scadenza 30 aprile 2046 e cedola del 4,10 percento. Per questo titolo sostenibile le richieste hanno superato i 115 miliardi di euro a fronte di un’emissione di 5 miliardi, con un rapporto domanda-offerta di ventitré a uno. Il bond è stato collocato al prezzo di 99,778, con un rendimento lordo all’emissione del 4,158 percento.
Complessivamente, considerati i 20 miliardi emessi, la domanda è stata oltre tredici volte superiore all’offerta, un risultato che supera anche i numeri record del 2025, quando il Tesoro aveva raccolto ordini per 142 miliardi di euro.
Lo spread ai minimi dal 2008
Il successo dell’operazione si inserisce in un contesto particolarmente favorevole per il debito italiano. Lo spread tra BTP e Bund tedeschi ha chiuso la giornata a 64,6 punti base, aggiornando i minimi dall’estate del 2008, prima della crisi finanziaria globale. Un segnale inequivocabile della ritrovata fiducia del mercato verso l’Italia, rafforzata dai recenti upgrade del rating creditizio del Paese.
Il collocamento è stato effettuato tramite sindacato con sei lead manager: Banca Monte dei Paschi di Siena, Barclays, BNP Paribas, Crédit Agricole, Morgan Stanley e NatWest. Il regolamento delle operazioni è fissato per il 15 gennaio. Secondo gli analisti, circa l’ottanta percento del BTP a sette anni è finito in mani straniere, confermando il ruolo cruciale degli investitori esteri nell’allocazione del debito italiano anche per il 2026.

