La contraffazione continua a rappresentare una minaccia concreta per il sistema moda e per l’economia italiana nel suo complesso.
I dati emersi dal recente rapporto presentato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy fotografano uno scenario preoccupante ma anche l’intensificazione degli sforzi delle autorità nel contrastare questo fenomeno.
Un anno e mezzo di applicazione della normativa
Dall’entrata in vigore della normativa sul Made in Italy, le forze dell’ordine hanno messo a segno risultati significativi. Quasi seimila interventi concreti testimoniano l’efficacia del nuovo impianto legislativo: nella stragrande maggioranza dei casi si è trattato di sanzioni più severe applicate ai consumatori che acquistano consapevolmente prodotti non originali, mentre in circa 250 circostanze si è arrivati alla distruzione fisica della merce sequestrata.
Il viceministro Valentino Valentini, che guida il Consiglio nazionale per la lotta alla contraffazione, ha sottolineato come il fenomeno danneggi profondamente ogni anno il tessuto produttivo del nostro Paese. L’organismo interministeriale, che riunisce amministrazioni, forze dell’ordine e rappresentanze di imprese e consumatori, ha appena avviato il nuovo biennio di lavoro 2025-2027 con una compagine rinnovata.
L’azione delle autorità sul territorio
Nel periodo compreso tra luglio 2024 e giugno 2025, le operazioni di sequestro hanno sfiorato quota diciottomila. Il bilancio finale parla di oltre 580 milioni di articoli falsi intercettati, distribuiti tra diversi comparti: dal tessile all’agroalimentare, dai tabacchi all’elettronica, fino ai prodotti sanitari e alle opere d’arte.
La Guardia di Finanza e l’Agenzia delle dogane hanno condotto la parte più consistente delle operazioni con oltre dodicimila interventi, mentre Polizia, Carabinieri e corpi di Polizia Locale ne hanno effettuati circa mille. Particolarmente attivo il nucleo specializzato dei Carabinieri per la tutela del patrimonio culturale, con più di quattromilasettecento azioni mirate. Nel settore alimentare sono stati eseguiti circa 120 sequestri che hanno coinvolto marchi DOP e IGP, violazioni della privativa vegetale e del Made in Italy.
Cosa finisce nelle maglie dei controlli?
I numeri relativi ai quantitativi intercettati offrono uno spaccato interessante. Il Comando Carabinieri per la tutela della salute ha bloccato più di centocinquantamila prodotti tra alimentari, alcolici, profumi, etichette contraffatte e bottiglie di vino false.
L’Agenzia delle dogane ha fermato oltre 4,4 milioni di articoli negli uffici doganali italiani: giocattoli, capi d’abbigliamento, accessori, prodotti alimentari e bevande.
La Guardia di Finanza ha sequestrato più di mezzo miliardo di prodotti, prevalentemente accessori per tabacco, etichette per il confezionamento e oggettistica religiosa. Infine, quasi cinquecentomila articoli sono stati fermati dal Ministero dell’Interno attraverso le diverse forze di polizia.
Le rotte mondiali del falso
Analizzando la provenienza geografica della merce contraffatta emerge un quadro articolato. La Turchia si conferma il principale Paese di origine con il 16,1% del totale, seguita dalla Cina al 14%, dal Marocco al 13% e dall’Egitto al 12,6%. La quota rimanente, pari al 44,7%, proviene da altri Paesi, evidenziando un flusso commerciale illecito dal Sud-Est asiatico particolarmente rilevante.
Giustizia penale e contrasto online
Sul fronte giudiziario, i dati del Ministero della Giustizia mostrano un’elevata percentuale di procedimenti penali per i reati previsti dagli articoli 474, 515 e 517 del codice penale, che disciplinano il commercio di prodotti con segni falsi, la frode commerciale e la vendita di prodotti industriali con segni mendaci. Il periodo tra gennaio 2024 e giugno 2025 ha visto più di 1.700 condanne definitive.
Il database Iperico, gestito dall’Ufficio italiano brevetti e marchi, conferma l’intensificazione dell’attività delle forze dell’ordine: rispetto al 2023, nel 2024 i sequestri sono aumentati del 27%, con un incremento ancora più marcato del valore economico stimato della merce sequestrata, pari al 37%.
Particolarmente interessante è l’attività di contrasto sul web: sono stati oscurati 252 siti che promuovevano commercio illecito, oltre seimila persone sono state denunciate all’Autorità giudiziaria e 57 soggetti sono finiti in arresto.
La linea diretta Anticontraffazione del Ministero ha raccolto nel 2024 e nel primo semestre 2025 oltre mille segnalazioni di possibili violazioni dei diritti di proprietà industriale, con più del 90% delle segnalazioni relative al mercato online, confermando come l’e-commerce rappresenti ormai il canale privilegiato per la diffusione di prodotti contraffatti.
Questi dati testimoniano una battaglia costante che richiede coordinamento tra istituzioni, forze dell’ordine e sistema produttivo per proteggere non solo i marchi italiani ma anche i consumatori e la legalità del mercato.
Fonte di Redazione: FashionUnited.it






