Concorso pubblico per ingegneri preferibilmente di sesso maschile: questa la frase che ha messo il comune di Siena sulla graticola; peccato che anche questa sia parità di genere.
Già, perché la frase che ha fatto imbestialire uomini terrorizzati dall’essere definiti “maschilisti“, femministe urlanti ad oltranza, candidati e lettori ignoranti (nel senso che ignorano) hanno regalato loro una figura barbina.
Siena, il concorso della discordia.
La medaglia della superficialità va all’ex candidata sindaco del comune senese, oggi capo dell’opposizione in consiglio comunale, Anna Ferretti: la sua levata di scudi, in aula, a proposito del bando pubblicato dall’amministrazione municipale, ha portato il fatto agli onori della cronaca, ridicolizzando alcune posizioni oltranziste.
Nei fatti, il comune di Siena ha pubblicato un bando di concorso per un ingegnere qualificato, preferibilmente di sesso maschile, a parità di titoli e merito per rispetto della pari opportunità. Ebbene sì, pari opportunità: l’amministrazione comune senese vanta, tra i 121 dipendenti nell’area, 81 donne e 40 uomini. Nel concorso incriminato, quindi, si precisa che “a parità di titoli e meriti, si applica il titolo di preferenza in favore dei candidati appartenenti al genere maschile”.
Parità di genere, quando gli uomini sono in minoranza.
In una città, Siena, che ha visto contendersi la carica di sindaco due donne – ha vinto la candidata del centrodestra Nicoletta Fabio – la polemica appare surreale: “Non so a chi sia venuto in mente – ha dichiarato Ferretti a proposito del bando durante la seduta di consiglio comunale del 29 dicembre – penso sia un caso più unico che raro”.
La legge, però, parla chiaro: il decreto del Presidente della Repubblia del 16 giugno 2023 ed entrato in vigore dal 14 luglio scorso, ha modificato il precedente (487 del 1994) stabilendo che, nei concorsi pubblici, qualora il differenziale tra i generi sia superiore al 30% si applica il titolo di preferenza, a parità di titoli e meriti, in favore di quello meno rappresentato.
Poiché nel comune di Siena tra i 7 funzionari di alta qualificazione con la qualifica di ingegnere ben 5 sono donne, ecco spiegata la precisazione colta nel bando di concorso. “Non abbiamo fatto altro che inserire nel bando un criterio della legge – ha commentato Michele Capitani, vicesindaco e assessore all’Urbanistica del comune senese – può sembrare stonato ma io invece sono contento che sia così perché significa che il nostro Comune potrebbe fare scuola a tante realtà dove l’occupazione femminile è ancora al di sotto di quella maschile“.
