Vincent Van Gogh, uno degli artisti più acclamati al mondo, decide di dedicarsi alla pittura all’età di 27 anni: questa scelta cambierà per sempre la sua vita.
Ormai tutti sappiamo la vita, l’infanzia e l’adolescenza di Vincent Van Gogh, ma è sempre interessante rileggerla, riscoprirla e fare nuove riflessioni sul pittore olandese di maggior successo.
Vincent Van Gogh fece diversi lavori e realizzò la sua vocazione all’età di 27 anni, grazie ai consigli e all’aiuto del fratello Theo. Durante la sua visita a Londra vide famose Istituzioni Artistiche, come il British Museum e la National Gallery, dove venne a contatto con le opere di François Millet, Jules Breton.
Vincent si trasferisce a Parigi nel 1857, un periodo in cui si avvicina molto alla religione, lo si può notare nelle lettere che scrive a suo fratello Theo, nelle quali cita la Bibbia e i sermoni.
A causa del suo interesse artistico, la sua vena lavorativa perde sempre più interesse, tantoché viene licenziato. Dopo il licenziamento torna in Inghilterra, dove lavora come assistente non pagato di un insegnante a Ramsgate.
Trova un lavoro, questa volta pagato, in una scuola privata, a Isleworth, vicino Londra.
In questo luogo trova sostegno e autorizzazioni per fare discorsi religiosi sia nella scuola che nei villaggi limitrofi. Il lavoro non assicura grandi prospettive, così quando Vincent Van Gogh torna in Olanda, per festeggiare il Natale con i suoi genitori, il padre lo invita a non tornare in Inghilterra e Vincent segue questo consiglio.
A questo punto, trova un altro lavoro in una libreria vicino Rotterdam, siamo nel 1877.
Vincent ritrova la sua religiosità in modo ancora più acuto e fanatico, suscitando la preoccupazione della famiglia. Vincent ha 24 anni e ancora non sa cosa vuole dalla sua vita.
Dopo qualche mese la famiglia lo sostiene nella sua decisione di studiare Teologia, ma non termina gli studi.
Vincent si sposta ad Amsterdam da uno zio, che cerca di prepararlo per l’esame di ammissione di Teologia, ma il supporto della famiglia si rivela inutile.
Van Gogh preferisce fare lunghe passeggiate e guardarsi intorno, così lo zio gli suggerisce di lasciar perdere gli studi.
Una volta abbandonati gli studi si focalizza sulla vocazione religiosa, partendo per il Belgio, dove visita i malati e legge loro dei passi della Bibbia.
Vincent vive un momento di immensa povertà, dorme sul pavimento, da via i suoi averi e viene soprannominato “Il Cristo di Coal Mine”
In ogni lettera spedita a suo fratello, Vincent inserisce uno schizzo o disegni di ciò che vede, così Theo lo indirizza verso il disegno e l’arte, così Van Gogh comincia a pensare di poter servire Dio attraverso l’Arte.
Nel 1880 si trasferisce a Bruxelles, dove si concentra verso lo sviluppo di una tecnica artistica, conoscendo altri artisti. Nonostante i suoi genitori non accettassero questa vocazione artistica, Vincent non si abbatte e continua verso la sua strada, definendo un artista come un fallimento della società.
Vincent si muove per l’Olanda e suo fratello lo sostiene economicamente.
All’Aia prende lezioni di pittura e riceve la sua prima commissione: 12 disegni da diverse prospettive dell’Aia.
Dopo varie avventure va in Francia dove i suoi quadri diventano più vivi, colorati e felice e conosce Paul Gauguin, e nasce un legame fortissimo.
I due artisti cominciano a lavorare insieme, ad influenzarsi a vicenda e a creare opere che resteranno nella storia.
Ovviamente tutti conosciamo la storia dell’orecchio tagliato e spedito ad una prostituta.
Il giorno dopo fu ricoverato in ospedale, ricordando poco dell’accaduto e ricevendo una visita dal fratello, rimasto sconvolto.
Una volta dimesso dall’ospedale continua a dipingere, ritraendosi con la fasciatura all’orecchio.
Rendendosi conto della sua oscillante stabilità mentale, decide, da solo, di rinchiudersi in un ospedale psichiatrico. Continua a dipingere e produce parecchi quadri, tra i quali le maggiori opere che conosciamo.
Siamo nel 1890 e Vincent passa gli ultimi mesi della sua vita in un villaggio di artisti vicino Parigi, dove fa nuove amicizie ma la sua malattia prende piede e nello stesso anno morì.
