Nel giorno del suo compleanno, MondoUomo.it celebra l’uomo che ha ridefinito la fantasia.
Oggi ricorre l’anniversario della nascita di un gigante della letteratura mondiale. Il 3 gennaio 1892, a Bloemfontein, in Sudafrica, nasceva John Ronald Reuel Tolkien, l’uomo che avrebbe cambiato per sempre il volto della narrativa fantasy.
L’Architetto di Middle-earth
Non chiamatelo semplicemente “scrittore”. Tolkien era un creatore nel senso più puro del termine. Mentre altri autori costruiscono storie, lui ha edificato un intero universo: la Terra di Mezzo, con la sua geografia dettagliata, la sua storia millenaria, le sue lingue complete di grammatica e sintassi, i suoi popoli con genealogie che risalgono all’alba dei tempi.
Professore di lingua e letteratura inglese a Oxford, Tolkien portava nella scrittura la stessa precisione filologica che applicava ai suoi studi accademici. .
Una Vita Segnata dal Destino
La biografia di Tolkien legge come uno dei suoi romanzi epici. Orfano a dodici anni dopo aver perso entrambi i genitori, combattente nella Prima Guerra Mondiale dove contrasse la febbre da trincea, vedovo dopo cinquantacinque anni di matrimonio con la sua amata Edith: ogni esperienza, ogni dolore, ogni gioia si è riversata nelle sue pagine.
La sua storia d’amore con Edith Bratt è degna dei grandi romanzi. Si innamorarono quando lui aveva sedici anni e lei diciannove, ma il tutore di Tolkien proibì loro di vedersi fino al suo ventunesimo compleanno, disapprovando il legame per ragioni di età e religione. Il giorno stesso del suo ventunesimo compleanno, Tolkien scrisse a Edith chiedendole di sposarlo. Lei, già fidanzata con un altro uomo, ruppe immediatamente il fidanzamento per stare con lui. Rimasero insieme fino alla morte di lei nel 1971. Sulla loro lapide condivisa compaiono i nomi “Beren” e “Lúthien”, i due amanti immortali della sua mitologia.
L’Eredità che Ha Definito un Genere
Quando nel 1937 venne pubblicato “Lo Hobbit”, nessuno immaginava che quel racconto nato per intrattenere i quattro figli dell’autore avrebbe scatenato una rivoluzione culturale. Il successo fu tale che l’editore chiese un seguito. Ci vollero diciassette anni, ma nel 1954 arrivò “Il Signore degli Anelli”, un’opera che ha venduto oltre 50 milioni di copie in più di trenta lingue.

Tolkien non ha solo scritto libri di successo: ha inventato il fantasy moderno. Prima di lui, il genere era considerato materia per bambini. Dopo di lui, è diventato una delle forme narrative più influenti e amate al mondo. Ogni autore fantasy contemporaneo cammina su sentieri che lui ha tracciato per primo.
Il Poliglotta Visionario
La passione di Tolkien per le lingue andava oltre lo studio accademico. Parlava fluentemente numerose lingue antiche e moderne, ma non gli bastava: ne inventò di proprie. L’Elfico, nelle sue varianti Quenya e Sindarin, il Khuzdul dei Nani, la Lingua Nera di Mordor: ogni idioma della Terra di Mezzo aveva grammatica, etimologia, evoluzione storica.
Per Tolkien, la lingua non era un accessorio narrativo ma il cuore pulsante della cultura di un popolo.
Un Uomo di Contraddizioni Affascinanti
Amava la natura ma odiava la modernizzazione industriale. Studioso rigoroso di Shakespeare a scuola, confessò di non apprezzare molte delle sue opere. Cattolico devoto, creò un universo mitologico che mescolava elementi cristiani con mitologie nordiche e celtiche. Timido e riservato nella vita privata, divenne una leggenda mondiale.
Una curiosità per gli appassionati: la celebre frase di apertura de “Lo Hobbit” — In una caverna sotto terra viveva uno hobbit — nacque per caso mentre correggeva esami all’università di Oxford, quando notò una pagina bianca e vi scrisse quella frase senza sapere perché…
Il Lascito Immortale
Oggi, 134 anni dopo la sua nascita, l’influenza di Tolkien permea ogni angolo della cultura popolare. Le trasposizioni cinematografiche di Peter Jackson hanno portato la Terra di Mezzo a centinaia di milioni di spettatori. La serie “Gli Anelli del Potere” continua a esplorare il suo universo. Videogiochi, giochi di ruolo, musica, arte: tutto porta l’impronta del Professore di Oxford.
Ma forse l’eredità più preziosa di Tolkien non sta nei libri venduti o nei film di successo. Sta nell’aver dimostrato che la fantasia non è fuga dalla realtà, ma un modo per comprenderla più profondamente. Che il bene e il male, l’amicizia e il sacrificio, il coraggio di fronte all’oscurità sono temi universali che trascendono epoche e luoghi.
Il 25 marzo di ogni anno si celebra il Tolkien Reading Day, ma oggi, nel giorno della sua nascita, rendiamo omaggio all’uomo che ha insegnato al mondo che anche gli esseri più piccoli possono cambiare il corso della storia. Proprio come uno hobbit di nome Frodo. Proprio come un professore di nome John Ronald Reuel Tolkien.
Non tutto ciò che è oro brilla, né gli erranti sono perduti.
In questa sua celebre frase si racchiude forse tutto Tolkien: l’invito a guardare oltre le apparenze, a credere che anche nei momenti più bui esiste una via, che il viaggio stesso ha un significato profondo quanto la meta.
Buon compleanno, Professor Tolkien. La Terra di Mezzo vive, e vivrà per sempre.

