domenica, 18 Gennaio

C’è chi investe in azioni, chi in immobili, e chi, come Tom Stuker, ha deciso di puntare tutto sul cielo.

Nel 1990 il consulente americano spese circa 290.000 dollari per acquistare un biglietto aereo illimitato con United Airlines.

Da allora vola ovunque senza pagare un centesimo. “Il miglior investimento della mia vita”, ha dichiarato più volte.

A distanza di oltre trent’anni, Stuker è diventato una leggenda del volo. Il suo posto preferito è l’1B, sempre in Prima o Business Class. Nel 2019 ha collezionato 373 decolli in 365 giorni, più di un volo al giorno. In carriera ha percorso 37 milioni di chilometri, quasi cento volte la distanza che separa la Terra dalla Luna.


Tom Stuker, una vita in volo

Tom Stuker, 69 anni, originario del New Jersey, ha trasformato il biglietto illimitato in un passaporto per il mondo. Con lui amici e conoscenti hanno spesso goduto di upgrade improvvisati: se viaggi con Stuker, il comfort è garantito. La compagnia aerea gli ha dedicato perfino due velivoli, a conferma del suo status di “cliente dei record”.

Oggi punta al traguardo dei 40 milioni di chilometri entro il 2026, sempre restando fedele alla sua compagnia di riferimento.


L’idea che cambiò il trasporto aereo

Il mito dei biglietti senza scadenza nasce però negli anni ’80, non con United ma con American Airlines.
All’epoca la compagnia cercava liquidità in un mercato reso difficile dalla deregolamentazione del 1978. Così lanciò un’offerta senza precedenti: per 250.000 dollari (circa 500.000 euro di oggi) era possibile volare illimitatamente, sempre in prima classe, verso qualsiasi destinazione. Con altri 150.000 dollari si poteva aggiungere un accompagnatore, variabile a ogni viaggio.

Un affare clamoroso per chi lo acquistò, un errore di calcolo per la compagnia. Bastavano un paio d’anni di voli intensivi per rientrare dell’investimento. Non sorprende che personalità come Michael Dell e Willie Mays non si lasciarono sfuggire l’occasione.


I casi celebri: tra privilegi e cadute

Non tutti i possessori ebbero però la stessa fortuna di Stuker. Alcuni, come Steven Rothstein e Jacques Vroom, finirono per perdere il privilegio. Entrambi sfruttarono il pass in modo estremo: migliaia di prenotazioni, voli mancati, accompagnatori sconosciuti. Quando American Airlines avviò controlli interni nel 2007, li accusò di abuso e rescisse i contratti.

Il dibattito resta aperto: opportunismo legittimo o comportamento scorretto? Rothstein, ad esempio, raccontava di offrire spesso il posto extra a sconosciuti incontrati nei lounge aeroportuali. Per la compagnia, invece, quell’eccesso di libertà si traduceva in perdite milionarie.


Un lusso irripetibile

Nel 1990 il prezzo del biglietto illimitato salì a 600.000 dollari, nel 1993 a un milione. Nel 1994 l’offerta fu definitivamente ritirata. Un breve ritorno nel 2004 con un prezzo da 3 milioni di dollari non ebbe successo: nessuno acquistò.

Oggi il biglietto illimitato è entrato nella leggenda del viaggio. Si stima che tra il 1981 e il 1994 siano state meno di 70 le persone a beneficiarne. Alcune hanno perso il privilegio, altre lo custodiscono ancora. E in qualche parte del mondo, forse proprio in questo momento, c’è chi vola in prima classe senza pagare, grazie a quell’acquisto visionario di decenni fa.


Viaggiare come privilegio

La storia di Tom Stuker e degli altri “volatori seriali” non è solo una curiosità. È il racconto di come il viaggio, se vissuto con continuità e libertà assoluta, diventi un vero e proprio stile di vita. Un lusso che oggi appare irraggiungibile, in un’epoca di biglietti dinamici e compagnie low cost.

Il sogno resta però intatto: avere il cielo come casa, e il mondo come giardino privato.



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