L’attore canadese naturalizzato americano celebra un compleanno che segna il capitolo più luminoso di una carriera straordinaria, fatta di trionfi, cadute e un ritorno da Oscar
Oggi, 3 dicembre 2025, Brendan Fraser compie 57 anni. Un compleanno che arriva nel momento più dolce di una carriera che ha attraversato tutte le stagioni possibili: dal successo planetario degli anni Novanta alla scomparsa dai radar, fino alla rinascita trionfale che lo ha portato sul palco degli Academy Awards con la statuetta per Miglior Attore protagonista.
L’eroe d’azione che conquistò il mondo
Fraser esplode definitivamente nel 1999 con La Mummia, interpretando l’avventuriero Rick O’Connell al fianco di Rachel Weisz. Il film diventa un fenomeno globale, lanciando una trilogia che definirà l’immaginario collettivo di un’intera generazione. Il suo Rick O’Connell è l’equilibrio perfetto tra azione, ironia e fascino: un eroe d’altri tempi con il sorriso disarmante e una presenza fisica imponente che incarna perfettamente lo spirito dei blockbuster di fine millennio.
Ma Fraser non è mai stato solo l’eroe muscoloso dei film d’azione. Già in Demoni e dei (1998), accanto a Ian McKellen, aveva dimostrato di possedere una sensibilità drammatica raffinata. In Crash – Contatto fisico (2004), film che vinse l’Oscar come Miglior Film, Fraser aveva confermato la sua versatilità interpretando un personaggio complesso in un dramma corale acclamato dalla critica.
Il silenzio e la caduta
Poi, improvvisamente, il suo nome scompare dalle grandi produzioni. Per anni, Brendan Fraser diventa quasi invisibile a Hollywood. Solo nel 2018 l’attore trova il coraggio di rivelare pubblicamente la verità: nel 2003 era stato vittima di molestie sessuali da parte di Philip Berk, allora presidente della Hollywood Foreign Press Association. L’episodio lo aveva profondamente segnato, spingendolo a ritirarsi gradualmente dalla vita pubblica.
La decisione di parlare gli costa cara: viene cancellato dalle liste degli invitati ai Golden Globes per anni, considerato persona non gradita. A questo si aggiungono i numerosi infortuni fisici subiti durante le scene d’azione, che lo costringono a continue operazioni chirurgiche, e il divorzio dalla moglie Afton Smith nel 2008, madre dei suoi tre figli.
The Whale: la rinascita dell’arte
Il ritorno avviene nel 2022 con The Whale di Darren Aronofsky. Fraser interpreta Charlie, un insegnante di inglese affetto da obesità grave, isolato dal mondo e in cerca di un’ultima possibilità di riconciliazione con la figlia adolescente. È un ruolo che richiede coraggio, vulnerabilità totale, onestà emotiva assoluta. Fraser lo affronta con una dedizione che commuove la critica e il pubblico.
La performance gli vale il Critics’ Choice Award, lo Screen Actors Guild Award e, nel marzo 2023, l’Oscar come Miglior Attore protagonista. Il premio arriva alla sua prima nomination, un traguardo straordinario dopo anni di oblio. Significativamente, Fraser non si presenta alla cerimonia dei Golden Globes per coerenza con quanto subito dall’associazione che per anni lo aveva emarginato.
Il presente ed il futuro
Dopo l’Oscar, Fraser non si è fermato. Ha recitato in Killers of the Flower Moon (2023) di Martin Scorsese nel ruolo di W.S. Hamilton, confermando la sua ritrovata centralità nel cinema d’autore. Nel 2024 è apparso in Brothers, mentre per il 2026 è atteso in Rental Family – Nelle vite degli altri.
Ma c’è di più. Al Red Sea Film Festival, Fraser ha dichiarato il suo interesse crescente per la produzione cinematografica, desideroso di avere voce nelle fasi iniziali di sviluppo dei progetti. Un ruolo da produttore che, vista la sua esperienza trentennale, sembra perfettamente naturale per chi ha attraversato Hollywood da ogni angolazione possibile.
Prossimamente lo vedremo anche nei panni del generale Dwight D. Eisenhower in Pressure, affiancato da Andrew Scott, un film incentrato sulle drammatiche 72 ore che precedettero lo Sbarco in Normandia. Un ruolo che dimostra come Fraser sia ormai considerato per personaggi di spessore e profondità storica.
L’uomo dietro l’attore
Quello che rende la storia di Fraser così potente è la sua umanità. Non ha mai nascosto le sue fragilità, le sue lotte personali, i suoi momenti bui. Di Charlie, il suo personaggio in The Whale, ha detto che il suo superpotere è l’onestà: una qualità che Fraser stesso incarna quando parla della propria vita.
Quest’uomo vive da solo, pieno di rimpianti per le scelte che ha compiuto e per quelle che la vita ha compiuto per lui», ha raccontato dell’insegnante che interpreta. Parole che risuonano anche come riflessione autobiografica, ma senza autocommiserazione: solo con la consapevolezza di chi ha attraversato il deserto e ne è uscito più forte.
Un compleanno da festeggiare
I 57 anni di Brendan Fraser sono un traguardo speciale. Non solo per un attore che ha ritrovato la sua stella a Hollywood, ma per un uomo che ha dimostrato che la resilienza, il talento e l’autenticità possono prevalere anche nei momenti più oscuri.
La sua è una storia di rinascita vera, non costruita per i tabloid: un percorso fatto di dolore reale, coraggio nel denunciare gli abusi, umiltà nel riconoscere i propri limiti e una forza d’animo straordinaria nel rimettersi in gioco quando tutto sembrava perduto.
Oggi Fraser non è solo l’eroe della Mummia o l’uomo che ha vinto l’Oscar. È la dimostrazione vivente che nel cinema, come nella vita, non è mai troppo tardi per ricominciare. E che talvolta le cadute più profonde preparano i voli più alti.
Buon compleanno, Brendan. Hollywood e il mondo intero sono felici di averti riavuto indietro.
