Il 19 settembre è una data che pulsa nel cuore di Napoli con un ritmo speciale, diverso da qualsiasi altro giorno dell’anno.
È il giorno di San Gennaro, il santo patrono che da oltre sedici secoli veglia sulla città partenopea e sui suoi abitanti. In questa data, nel 305 d.C., secondo la tradizione, il giovane vescovo di Benevento fu decapitato presso la Solfatara di Pozzuoli per la sua fede cristiana, divenendo martire durante le persecuzioni dell’imperatore Diocleziano.
Il 19 settembre non è solo il ricordo di un martirio antico: è il giorno in cui Napoli si trasforma, si ferma e prega per San Gennaro.
È il momento in cui migliaia di fedeli si radunano nel Duomo, nel cuore del centro storico, per assistere al prodigio più atteso dell’anno: la liquefazione del sangue del santo, conservato in due antiche ampolle custodite gelosamente nella cappella del tesoro.
Alle prime luci dell’alba, la città già fermenta di un’energia particolare. Le strade che conducono al Duomo si riempiono di napoletani di ogni età e ceto sociale, uniti da una devozione che attraversa i secoli e le generazioni. Anziane signore vestite di nero camminano accanto a giovani famiglie, commercianti chiudono le saracinesche per non perdere l’appuntamento sacro, turisti incuriositi si mescolano ai devoti di sempre.
Quando l’arcivescovo solleva la teca contenente le reliquie, un silenzio carico di aspettativa avvolge la cattedrale. È il momento della verità, l’attimo in cui la sostanza scura e coagulata potrebbe tornare liquida, segno per i fedeli della protezione celeste sulla loro città. Se il miracolo avviene, esplode una gioia collettiva fatta di applausi, lacrime e grida di “È fatto il miracolo!”.
Che si creda alla compassione come miracolo e fonte della conoscenza oppure si creda al sangue di san Gennaro: io penso sempre di vivere in un’epoca che sfiora la follia.
Friedrich Nietzsche,
Se non accade, un velo di preoccupazione si stende sui volti, perché la tradizione popolare vuole che l’assenza del prodigio di San Gennaro preannunci tempi difficili per Napoli.
Il 19 settembre rappresenta molto più di una festa religiosa: è un momento di identità collettiva, un rito che rinsalda il legame tra i napoletani e la loro storia, tra il presente e un passato che continua a vivere nelle strade, nelle preghiere e nella speranza di un popolo che da sempre cerca nel suo santo patrono protezione, conforto e miracoli quotidiani.
