Benvenuto in un glossario pratico pensato per chi sceglie abbigliamento con criterio.
Qui spiego con esempi quotidiani cosa significano i nomi delle stoffe, dalle leggere chiffon alla compatta flanella.
Capirai come distinguere fibre, armature e finissaggi. Questo aiuta a scegliere camicie e abiti più adatti al clima, allo stile e alla cura dei capi.
Troverai note su qualità, aspetto e colori, e suggerimenti su quando preferire seta, lana o materiali sintetici come Alcantara.
In poche righe, impari a leggere un’etichetta, riconoscere fili pregiati e valutare se un capo può essere lavato in acqua o richiede lavaggio a secco.
Il glossario collega ogni termine all’uso in moda e all’abbigliamento moderno, per scelte pratiche e durature.
Principali punti da ricordare
- Impara a riconoscere le differenze tra tessuti leggeri e pesanti.
- Conoscere la fibra aiuta a scegliere abiti e a curarli correttamente.
- Armature e finissaggi influenzano aspetto e durata.
- Alcune parole indicano fibre (seta, lana), altre tecniche (damasco, oxford).
- Questo glossario è pensato per uso pratico nella moda e nell’abbigliamento quotidiano.
Come usare questo dizionario dei tessuti oggi
Imparerai a orientarti nel glossario per trovare rapidamente la famiglia giusta: fibre, armature, finissaggi ed effetti. Così riconosci in pochi secondi se un tessuto è adatto a una camicia o a un cappotto.
Struttura per famiglie
Cerca prima la famiglia: fibre, armatura, finissaggi o effetto. Poi leggi la voce specifica che descrive il materiale e i filati usati.
Terminologia chiave
- Armatura: il modo in cui si intrecciano i fili di ordito e trama.
- Ordito e trama: capire ordito e trama aiuta a prevedere resa e durabilità.
- Mano: la percezione tattile (morbidezza, pienezza) che guida la scelta in abbigliamento.
Ogni voce spiega anche se il capo può essere lavato in casa o se è meglio la tintoria. Troverai note su come il colore interagisce con la struttura e su finissaggi come la calandratura, che lucida o crea effetti goffrati.
Questo approccio “ordito trama” riduce gli errori di acquisto e ti aiuta a scegliere tessuti simili con comportamento diverso. Così la prossima volta che guardi un’etichetta capirai subito il valore del materiale nella moda quotidiana.
Termini tessuto: definizioni base e lessico essenziale
Conoscere ordito, trama e mano trasforma l’acquisto in una scelta consapevole.
Tessuto, maglia e non tessuto sono tre mondi diversi.
Il primo nasce da fili ortogonali intrecciati; la maglia è fatta di anelli di filo.
Il non tessuto, come il feltro, unisce fibre senza tessitura: spesso lana pressata che tiene la forma.
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A occhio nudo si capisce molto: una tela mostra incroci regolari, una saia diagonali, un raso una superficie liscia.
Armatura, telaio e come nasce la superficie
L’armatura è il disegno base dell’intreccio: tela, saia e raso sono i pilastri.
Il telaio, con licci e pettine, guida i fili di ordito; il telaio jacquard muove ogni filo separato per motivi complessi.
“La mano rivela qualità: setoso, pieno o scattante. Toccare vale più di una lunga descrizione.”
La mano è ciò che il tatto percepisce.
Capire la mano aiuta a scegliere abiti più comodi o più eleganti.
Esempi pratici: interlock per t-shirt compatte, costina per bordi elastici, feltro per accessori strutturati.
| Tipo | Caratteristica | Uso tipico |
|---|---|---|
| Interlock | Maglia incrociata, compatta | T-shirt, capi aderenti |
| Costina | Maglia doppia, molto elastica | Polsini, colletti |
| Feltro | Non tessuto, formato da fibre infeltrite | Accessori, pannelli |
| Jacquard | Intrecci complessi con molti fili | Motivi decorativi, tessuti operati |
Fibre naturali e artificiali: dal cotone alla microfibra
Le fibre cambiano il comportamento di un capo: scopriamo le differenze tra naturali, rigenerate e sintetiche.
Cotone: fibra resistente, stabile e fresca. Ideale per camicie e capi estivi; trova uso in denim, fustagno e spugna.
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Lana: calda e accogliente, usata per flanella e panno. Attenzione: può infeltrire in acqua calda.
Seta dona lucentezza ai capi eleganti; chiffon, duchesse e mikado sono esempi di come la stessa armatura cambia la superficie.
Tra le rigenerate, acetato e cupro offrono scorrevolezza e fodere traspiranti. Acetato asciuga in fretta; cupro è biodegradabile.
I sintetici come elastan, acrilico e microfibra migliorano performance e stretch. Lurex aggiunge effetti luminosi per la moda serale.
| Fibre | Caratteristiche | Usi comuni |
|---|---|---|
| Cotone | Fresco, resistente | Camice, denim, spugna |
| Lana | Calda, infeltrisce in acqua | Flanella, cappotti |
| Acetato / Cupro | Scorrevole, traspirante | Fodere, abiti eleganti |
| Microfibra / Elastan | Compatta, elasticità | Capi tecnici, leggings |
“La scelta della fibra guida comfort e durata: toccare il filato aiuta più di mille schede tecniche.”
Filati e lavorazioni: dal filo al tessuto
Dal singolo filo al capo finito: la scelta del filato e la torsione decidono corpo, drappeggio e durata. Ogni filo porta con sé il carattere della fibra e la memoria della tessitura.
Filato, titolo e torsione: impatto su mano e aspetto
Il titolo e la torsione del filato definiscono quanto un tessuto sarà morbido o secco. Un filo molto ritorto risulta più stabile, ma spesso più asciutto al tatto.
Questo influisce sul drappeggio e sulla resistenza: piccoli cambi di torsione cambiano l’aspetto finale del capo.
Bouclé, bourette, fiammato, bottonato: irregolarità volute
I filati effetto creano superfici vive e materiche. Il bouclé ha anellini che danno una mano soffice e spugnosa.
La bourette nasce dai cascami di seta e produce una grana opaca, ideale per un look naturale e sofisticato.
Il fiammato inserisce filati con variazioni in trama per leggere fiammature. Il bottonato ingloba piccoli nodi o pallini per un effetto puntinato.
Organzino, crêpe: ritorte e texture crespe
L’organzino è un filato di seta ritorto a più capi: conferisce struttura a organza e simili.
Il crêpe nasce da torsioni elevate o da goffratura: il risultato è un effetto crespo che snellisce e cade bene sul corpo.
- Pratico: bouclé per tailleur e capispalla; fiammato per camicie casual; crêpe per abiti drappeggiati.
- Leggi le etichette: filato, tipo e lavorazione aiutano a prevedere pilling, resa del colore e facilità di stiro.
Armature classiche: tela, saia/twill, raso/satin
Dietro ogni capo c’è un’intrecciatura: l’armatura decide come il tessuto cade, brilla o trattiene il calore.

Tela: popeline, batista, mussola, voile
La tela è l’incrocio semplice di ordito e trama. È stabile, resistente e offre una mano fresca.
Popeline è compatto, morbido e leggermente lucido: perfetto per camicie e abiti leggeri.
Batista è cotone fine e trasparente, ideale per camicette eleganti.
Mussola e voile sono leggeri e drappeggiabili; il cotone fine dà un aspetto arioso ai capi estivi.
Saia / Twill: flanella, twill, vaella
La saia crea diagonali visibili nella tessitura. Questo conferisce resistenza e un look più strutturato.
La flanella, spesso in lana o cotone, viene follata per ottenere una mano morbida e leggermente pelosa.
Il twill è usato per pantaloni e capi robusti; la vaella è una variazione con filati più corposi.
Raso / Satin: raso, satin, duchesse
L’armatura raso usa punti lunghi che esaltano la lucentezza della superficie.
Raso e satin mostrano una faccia liscia e lucente; la duchesse è una variante più pesante e strutturata.
Questi materiali, spesso in seta o cotone trattato, possono essere scelti per abiti da sera o cerimonia.
- Ordito e trama, a parità di fibra, cambiano totalmente l’effetto percepito.
- Fili sottili e filati ben ritorti danno superfici più compatte e lisce.
- Leggere l’etichetta aiuta a sapere il nome dell’armatura e prevedere il comportamento del capo.
Tessuti per camicie: popeline, oxford, zefir
La qualità di una camicia si vede toccando il filato e osservando l’armatura. Qui confronto tre classici che guidano le scelte di moda e di uso quotidiano.
Popeline e Oxford: compattezza e lucentezza
Popeline ha armatura tela, è compatto e mostra una lucentezza sottile. Spesso è in cotone puro e si presta a camicie business e abiti formali.
Oxford nasce da cotone o mischia cotone/poliestere con trama tela; risulta più morbido e con una grana visibile. È ideale per capi casual maschili.
Zéphir e batista: leggerezza e freschezza
Il zéphir e la batista puntano sulla leggerezza. Entrambi usano armatura a tela, ma con filato più fine: la mano è fresca e l’aspetto è arioso.
Perfetti per camicie estive o abiti chemisier, possono essere stampati e offrono ottima traspirazione.
- La scelta del filato e dell’armatura influenza comfort, traspirazione e facilità di stiro.
- Valuta grammatura e titolo del filato: determinano densità e caduta sul corpo.
- Un tocco di seta rende la camicia più preziosa; mischie lana cotone servono per i capi invernali.
- Popeline resiste ai lavaggi; la batista richiede più delicatezza.
Tessuti leggeri e trasparenti: chiffon, georgette, organza
Leggeri e luminosi, questi tessuti giocano con il volume e la trasparenza per creare dettagli che non appesantiscono.
Chiffon e georgette: drappeggio e crespatura
Lo chiffon è leggerissimo e impalpabile. Ha armatura a tela e filati fortemente ritorti; si trova in seta o in versioni sintetiche.
La georgette è simile ma mostra una lieve crespatura che migliora il drappeggio. La mano è più morbida; al tatto sembra più piena rispetto allo chiffon.
Organza e organzino: rigidità e trasparenza
L’organza offre volume senza peso: perfetta per strati e dettagli architettonici negli abiti da cerimonia.
L’organzino è una versione in seta con filati molto ritorti; la tela risulta più rigida e moderna.
- Confronto: chiffon più impalpabile, georgette più drappeggiante.
- Ordito e trama con filati ritorti creano superfici vive e resistenti allo snagging.
- Per fodere consiglio cupro traspirante, specialmente su cotone e fibre leggere.
Consiglio pratico: per l’abbigliamento da cerimonia usa organza per struttura e chiffon per movimento. Questi tessuti possono essere delicati in acqua; preferisci lavaggi a mano freddi o servizi professionali. Il colore su due strati può essere un effetto molto interessante e può essere usato per sfumare tonalità.
Tessuti caldi e corposi: flanella, panno, panno loden
Nei mesi freddi il valore di un buon tessuto sta nella struttura e nella lavorazione. Qui confronto tre soluzioni pratiche per capi caldi e resistenti, spiegando perché trattengono calore e come curarli.
Flanella: garzatura e follatura
La flanella nasce da armatura saia e filato cardato. La follatura feltra le fibre e crea una mano morbida e una superficie leggermente pelosa.
Vantaggio: il sottile pelo trattiene aria e calore, ideale per camicie e abiti informali.
Panno e panno per cappotti: compattezza e mano piena
Il panno è un tessuto cardato in lana, molto follato e compatto. Si usa per giacconi e cappotti grazie alla sua mano corposa e alla grande resistenza.
La struttura densa riduce la permeabilità all’aria. Questo lo rende protettivo anche senza membrane tecniche.
Lana cotta: alternativa compatta
La lana cotta è una maglia molto infeltrita dall’effetto compatto. Offre elasticità naturale e finiture senza orli a vivo.
- La flanella può sviluppare pilling nei punti di sfregamento; il panno dura più a lungo.
- Esistono flanelle anche in cotone, più leggere per camicie invernali a contatto con la pelle.
- Consiglio di stile: usa questi tessuti per abiti, pantaloni e capospalla che definiscono la moda invernale.
- Cura: spazzola il pelo dopo l’uso, arieggia e lava raramente con cicli delicati.
| Materiale | Caratteristica principale | Uso consigliato |
|---|---|---|
| Flanella | Filato cardato, follata, pelo sottile | Camicie, pantaloni casual |
| Panno | Molto compatto, mano piena | Cappotti, giacconi |
| Lana cotta | Maglia infeltrita, compatta | Capi strutturati, accessori |
Per capi tecnici o da città, preferisco panni densi: proteggono dal vento senza appesantire la linea.
Seta e derivati: shantung, mikado, moiré
La seta può cambiare personalità a seconda di filato, armatura e finissaggi. Qui vediamo tre tipi che usano ordito e trama per ottenere superfici diverse e un aspetto ricercato per abiti e accessori.
Shantung: fiammature irregolari
Shantung nasce da fili fiammati su armatura a tela. Le costoline irregolari sono il suo segno distintivo.
Questo tipo di tessuto dona una mano naturale e un carattere artigianale. È ottimo per giacchini e abiti cocktail.
Mikado: spessore e rilievi diagonali
Il mikado è una seta più spessa, con rilievi di trama che definiscono volumi strutturati.
Un lato può risultare più lucido: per questo è scelto spesso per abiti da sposa e modelli architettonici.
Moiré / marezzato: riflessi ad onde
Il moiré ottiene l’effetto ondulato tramite calandratura che alterna zone lucide e opache.
È scenografico su cinture, gonne e pannelli decorativi. In tinta unita valorizza la finitura senza distrarre con stampe.
- Lo shantung si riconosce per fili fiammati e costoline irregolari.
- Il mikado sostiene il design grazie allo spessore.
- Il moiré gioca con la luce attraverso compressione differenziata.
“La seta può essere sensibile all’acqua: preferisci il lavaggio a secco per mantenere lucentezza e caduta.”
| Tipo | Caratteristica | Uso consigliato |
|---|---|---|
| Shantung | Fili fiammati, coste irregolari | Giacchini, abiti cocktail, accessori |
| Mikado | Spessore, rilievi di trama, lato lucido | Abiti da sposa, capi strutturati |
| Moiré | Calandratura a onde, lucido/opaco | Cinture, pannelli decorativi, gonne |
Tessuti operati e Jacquard: damasco, damascato, broccato
Nel guardaroba questi pezzi uniscono tecnica e estetica. La gestione del ordito e della trama sul telaio determina l’aspetto finale.
Damasco in tinta unita: lucido e opaco
Il damasco usa lo stesso colore ma crea contrasti lucido/opaco. Il risultato è sobrio ed elegante.
Spesso realizzato in seta, è perfetto per abiti da cerimonia e rivestimenti d’arredo.
Damascato e broccato: profondità e rilievo
Il damascato introduce filati multicolore per accentuare profondità e contrasto.
Il broccato aggiunge trame supplementari: i rilievi si leggono anche a distanza e il rovescio mostra i fili impiegati.
Jacquard: controllo filo per filo
Il telaio jacquard attiva molti fili separati. Così nascono motivi che un telaio semplice non può creare.
- Damasco: tinta unita, gioco luce/opaco.
- Damascato: più colori e profondità.
- Broccato: rilievi scenografici, trame aggiunte.
| Nome | Caratteristica | Uso consigliato |
|---|---|---|
| Damasco | Monocolore, lucido/opaco | Abiti cerimonia, tappezzeria |
| Damascato | Filati multicolore, maggiore profondità | Gonne, capi statement, arredamento |
| Broccato | Trame supplementari a rilievo | Accessori, giacche operato, pannelli |
“Questi tessuti richiedono cura: i fili flottanti sul rovescio possono impigliarsi.”
Effetti di superficie e finissaggi: goffrato, plissé, devoré
I finissaggi definiscono l’effetto visivo e tattile di un capo. Calandratura e lucidatura usano rulli riscaldati per comprimere o creare brillanti come il moiré.
La goffratura imprime rilievi stabili tramite calandre a rilievo. Il risultato è una superficie increspata che resiste al tempo.
Plissé e fissaggi
Il plissé nasce da piegoline fissate chimicamente, spesso con resine o soda caustica. È pratico e scenico, ma sensibile a calore e acqua; segui sempre l’etichetta.
Devoré e flock
Il devoré rimuove selettivamente la fibra cellulosica per creare trasparenze su miste. Il flock applica fibre corte elettricamente per un effetto vellutato e tattili motivi.
Cangianti e degradé
I tessuti cangianti sfruttano ordito e trama con colori diversi per cambiare con la luce. Il degradé sfuma il colore lungo la superficie, ideale per gonne e capi che slanciano.
“Un finissaggio può trasformare un materiale semplice in un capo da sera o in un dettaglio urbano.”
| Finissaggio | Effetto | Uso consigliato |
|---|---|---|
| Calandratura | Lucido, compressione, moiré | Abiti da cerimonia, fodere |
| Goffratura | Rilievo stabile | Cappotti, dettagli decorativi |
| Plissé | Pieghe permanenti | Gonne, top quotidiani |
| Devoré | Trasparenze su miste | Abiti serali, top |
| Flock | Vellutino, motivi tattili | Decorazioni, giacche |
- Non tutte le fibre e i filati reagiscono ugualmente: ordito, trama e fibra contano.
- Consiglio pratico: evita acqua calda e ferro troppo caldo su plissé e devoré.
- Per capi cangianti, prova alla luce del giorno prima dell’acquisto.
Velluti e volumi: velluto, ciniglia, corduroy
Scopri come pelo, filati e coste definiscono il carattere dei velluti.
Velluto unito e a riccio
Il velluto unito ha un pelo orientato che cambia luce quando lo sfiori. Questo crea un effetto elegante e dinamico, ideale per abiti serali o dettagli formali.
La variante ad anelli, spesso detta riccio, presenta fibre a piccoli loop. Offre una superficie più corposa e resiste meglio allo schiacciamento.
Ciniglia: filato e mano piena
La ciniglia nasce da un filato con anima e fiocco morbido. La sua mano è piena e avvolgente.
Si usa tanto in abbigliamento cozy—felpe, cardigan—quanto in rivestimenti d’arredo.
Velluto a coste / corduroy
Il corduroy mostra costine parallele che determinano il volume. Più le coste sono sottili, più il capo appare raffinato.
È spesso in cotone ma può essere miscelato con tessuto lana o seta per vari gradi di calore e lucentezza.
- Consigli pratici: evita pressioni prolungate per non schiacciare il pelo; usa appendini con spalle larghe.
- Per ravvivare il pelo, vaporizza a distanza e pettina con movimenti delicati.
| Tipo | Caratteristica | Uso consigliato |
|---|---|---|
| Velluto unito | Pelo orientato, lucentezza | Abiti da sera, dettagli |
| Velluto riccio | Anelli, maggiore volume | Giacche, capi resistenti |
| Ciniglia | Filato con fiocco, mano piena | Felpe, rivestimenti |
| Corduroy | Costine regolari, caldo | Pantaloni, blazer quotidiani |
La direzione del pelo cambia il tono percepito: prova sempre il campione alla luce naturale.
Maglie ed elasticità: jersey, costina, interlock, stretch
Capire la maglia significa scegliere capi più comodi e resistenti ogni giorno. Qui vediamo le basi pratiche: come il punto e l’aggiunta di elastan cambiano la mano e l’uso.
Interlock, costina e jersey: basi della maglieria
Interlock è una maglia incrociata e compatta: ha corpo e regge bene alle deformazioni.
Costina è una maglia doppia molto elastica, perfetta per polsini e bordi.
Il jersey resta il più comune: leggero, versatile e usato in molti capi quotidiani.
Felpa e felpato: calore e comfort
La felpa nasce da una maglia monofrontura con filato flottante sul rovescio.
Spesso è garzata all’interno; trattiene aria e regala comfort per l’homewear e l’abbigliamento casual.
Lycra/Elastan: elasticità che ritorna
L’elastan (o Lycra) aggiunge grande recupero della forma: i capi diventano bielastici e aderiscono controllando il fit.
Consigli pratici:
- Controlla densità del punto e regolarità per valutare la qualità.
- Per pelle sensibile preferisci cotone pettinato o mischie lana cotone.
- Molte maglie si lavano a freddo; asciuga in piano per mantenere la forma.
“La mano si valuta al tatto: morbida, spessa o scattante a seconda di punto, filato e finissaggi.”
Tessuti tecnici e speciali: alcantara, finta pelle, cerato
Scopri come materiali speciali come Alcantara o cerati uniscono estetica e funzionalità.
Alcantara: microfibre scamosciate
Alcantara è una microfibra di poliestere con aspetto scamosciato.
Si usa molto negli interni auto, in arredo e per accessori che vogliono un effetto premium.
Offre buona tenuta al pilling e una superficie uniforme.
La fibra sintetica rende il materiale pratico e resistente all’uso quotidiano.
Finta pelle e faux leather: spalmature e manutenzione
La finta pelle nasce da pellicole in poliuretano o PVC applicate su una base in maglia, TNT o tessuto.
Può imitare nappa, vernice o suede con finiture lucide o opache.
Manutenzione: pulire con un panno umido, evitare solventi aggressivi e fonti di calore.
Se la base è maglia con elastan, il tipo tessuto può essere bielastico e seguire meglio il corpo.
Tessuti cerati e fireproof: impermeabilità e sicurezza
I cerati sono basi naturali—spesso cotone, lino o canapa—impregnate con cera di paraffina.
Respingono l’acqua e vanno benissimo per giacche leggere e accessori urban.
Esistono poi materiali tecnici con trattamento fireproof o pile isolanti che offrono calore e idrorepellenza.
Attenzione: calore diretto può deformare spalmature e alterare l’effetto superficiale.
“Capire il nome commerciale aiuta a prevedere performance: Alcantara non è solo un marchio, è una garanzia di comportamento”
- Vantaggi pratici: Alcantara per look premium; faux leather per look moda con manutenzione semplice; cerati per impermeabilità.
- Consigli d’uso: giacche cerate per pioggia leggera; gonne in faux leather per un tocco moda; evitare asciugatrici e ferri caldi su spalmature.
- Fibre: microfibre sintetiche per resistenza; basi naturali per comfort e traspirazione.
| Materiale | Composizione | Uso consigliato |
|---|---|---|
| Alcantara | Microfibre poliesteri | Interni auto, arredo, accessori |
| Finta pelle (faux leather) | Pellicola PU/PVC su maglia o tessuto | Giacche, borse, scarpe con manutenzione semplice |
| Cerato | Cotone/lin o + cera di paraffina | Giacche outdoor, borse urbane |
| Pile | Fibre sintetiche idrorepellenti | Felpe, strati intermedi isolanti |
Pattern e motivi classici: tartan, camouflage, rete e pizzo
I motivi definiscono il carattere di un capo più del taglio. Quadri, mimetismi o trafori parlano di storia, funzione e stile.

Tartan e operati: quadri e rigature
Il tartan nasce dall’intreccio regolare dei colori in ordito e trama. I quadri iconici valorizzano gonne, sciarpe e camicie pesanti.
Gli operati a quadri o righe si ottengono variando legature o colori, non con la stampa. Il risultato è più duraturo e definito.
Camouflage: mimetismi e moda
La fantasia camouflage, con palette verde e sabbia o marrone, arriva dal campo e passa all’urban. Oggi è un classico del casual in abbigliamento e moda street.
Usala come pezzo singolo: giacca o pantalone camo funzionano bene con capi neutri per non sovraccaricare colori e forme.
Rete, tulle e pizzo: trafori e ricami
La rete è una costruzione aperta: maglie, annodature o intrecci creano motivi geometrici. La dimensione della maglia regola resistenza ed estetica.
Il pizzo varia molto: dal macramè pesante al sangallo traforato, dal raschel meccanico al tombolo artigianale. Offre pesi e trasparenze diversi.
Consiglio pratico: un inserto in pizzo su base compatta aggiunge femminilità senza esagerare. I motivi possono essere tessuti o ricamati: cambiano mano, cura e durata.
I fili e la tela guidano la definizione del disegno: scegliere il motivo giusto significa conoscere anche il comportamento del materiale.
- Il tartan valorizza palette classiche; il camo preferisce toni sabbia/verde.
- Rete e tulle alleggeriscono volumi, pizzo definisce dettagli.
- Integra pattern forti con capi neutri per bilanciare il look.
Scelte consapevoli per capi e abbigliamento
Scegliere bene significa allineare stagione, uso e cura del capo. Valuta se i tuoi capi devono stare vicini al corpo o dare struttura.
Piccoli consigli pratici: l’acetato non si stropiccia e asciuga in fretta; spesso richiede lavaggio a secco. Il cupro è liscio, traspirante e biodegradabile: ottimo come fodera che scorre su maglieria e pelle. Flanella e panno sono caldi e follati; attenzione al pilling nelle zone di sfregamento.
Per camicie cerca materiali lisci e traspiranti. Per capospalla prediligi tessuti con corpo e resistenza. Considera manutenzione (acqua vs lavanderia) e la qualità delle caratteristiche di filo e armatura.
Ultimo suggerimento: prova sempre il tessuto con le mani. Capire un termine sull’etichetta ti aiuta a scegliere capi abbigliamento che dureranno e che amerai indossare.
FAQ
Che differenza c’è tra tessuto, maglia e non tessuto?
Il tessuto è ottenuto intrecciando ordito e trama su un telaio; la maglia nasce da fili lavorati a coste o jersey con aghi, creando elasticità; il non tessuto deriva da fibre unite meccanicamente o chimicamente senza filatura. In pratica: camicie e popeline sono tessuti, t-shirt e felpe sono maglie, panni tecnici o feltri sono non tessuti.
Cosa si intende per ordito e trama?
L’ordito è l’insieme dei fili longitudinali che restano tesi sul telaio; la trama è il filo che passa orizzontalmente per creare l’intreccio. Sono i due assi che definiscono la struttura e la resistenza della superficie del capo.
Cos’è l’armatura e perché conta?
L’armatura è lo schema di intreccio tra ordito e trama: tela (simple), saia/twill e raso/satin sono esempi classici. L’armatura influisce su aspetto, drappeggio, durata e mano del prodotto finito.
Come riconosco la "mano" e la qualità al tatto?
La mano è la sensazione al contatto: morbida, ruvida, piena o leggera. Si valuta anche la compattezza, il pelo (nel caso di velluti o lana) e il comportamento al piegamento. Mano e aspetto insieme suggeriscono la qualità percepita.
Quali fibre naturali sono più indicate per l’abbigliamento quotidiano?
Cotone e lino sono freschi e traspiranti per capi estivi; lana tiene caldo, ideale per maglioni e cappotti; seta dona lucentezza e leggerezza per camicie e abiti eleganti.
Quando conviene scegliere fibre rigenerate come lyocell, cupro o acetato?
Se cerchi un’alternativa alla seta con maggior traspirazione e sostenibilità, il lyocell è eccellente. Cupro e acetato offrono caduta e lucentezza simili alla seta, spesso usati in fodere e abiti fluidi.
Quali fibre sintetiche offrono elasticità e performance?
Nylon e poliammide danno resistenza; acrilico imita la lana; elastan o Lycra forniscono elasticità. Spesso si combinano con fibre naturali per migliorare vestibilità e durata.
Cos’è il filato e perché titolo e torsione sono importanti?
Il filato è il filo che diventerà maglia o trama. Il titolo indica lo spessore; la torsione influisce sulla compattezza e la brillantezza. Questi parametri cambiano mano, peso e aspetto del capo.
Quali sono gli effetti voluti come bouclé o fiammato?
Sono irregolarità progettate: bouclé crea anelli, bourette o fiammato danno variazioni di spessore e colore. Servono a ottenere texture artigianali e look informali o sofisticati.
Che differenza c’è tra popeline, oxford e zéphir per le camicie?
Popeline è compatto e liscio, adatto a camicie formali; oxford ha una trama più morbida e strutturata, spesso usato per stili casual; zéphir e batista sono leggeri e freschi, perfetti per clima caldo.
Quali armature rientrano tra le classiche e quando usarle?
Le armature classiche sono tela, saia/twill e raso/satin. Tela è stabile e fresca per camicie e voile; twill dona drappeggio e resistenza per pantaloni e flanella; raso offre lucentezza per abiti e occasioni eleganti.
Cosa distingue chiffon, georgette e organza?
Chiffon e georgette sono leggeri e fluenti, con diverso grado di crespatura per il drappeggio; organza è rigida e trasparente, usata per volumi strutturati e sovrapposizioni.
Come scegliere un tessuto caldo per l’inverno?
Cerca flanella garzata, panno o panno loden per compattezza e isolamento. Anche la densità dei fili e la lavorazione (follatura, garzatura) aumentano il calore percepito.
Quali sono i principali tipi di velluto e come si differenziano?
Velluto unito ha pelo uniforme; velluto riccio o a anelli presenta effetti di superficie; ciniglia è morbida e piena; corduroy ha costine parallele che definiscono il carattere del capo.
Quando preferire maglie elastiche come interlock o costina?
Per capi che richiedono confort e aderenza, come T-shirt, underwear o capi sportivi. Interlock è più stabile, costina offre elasticità localizzata; l’aggiunta di Lycra migliora il recupero elastico.
Che vantaggi hanno i tessuti tecnici tipo Alcantara o finta pelle?
Alcantara offre effetto scamosciato con resistenza; la finta pelle è più semplice da mantenere e resistente all’acqua. I tessuti cerati o ignifughi garantiscono impermeabilità e sicurezza per usi esterni o professionali.
Come influiscono finissaggi come goffrato, plissé o devoré?
Modificano la superficie: goffratura crea rilievi, plissé piegoline permanenti, devoré rimuove fibre per trasparenze. Sono strumenti per ottenere texture, luci e tridimensionalità sui capi.
Che cos’è il moiré e quando si utilizza?
Il moiré è un effetto marezzato che crea riflessi ad onde, tipico nella seta e nei tessuti da cerimonia. Si usa per dare lusso e movimento visivo agli abiti formali.
Quali motivi classici conviene conoscere per l’arredamento e l’abbigliamento?
Tartan e checked per look tradizionali; camouflage per ispirazioni casual; reti, tulle e pizzo per trasparenze e decori. La scelta dipende da funzione e stile desiderato.
Come scegliere tra fibra naturale e sintetica per i capi dei bambini?
Prediligi cotone e lino per traspirazione e morbidezza; miscele con una piccola percentuale di elastan migliorano la vestibilità. Evita finissaggi troppo aggressivi su pelle sensibile.
Dove trovare indicazioni per cura e manutenzione dei diversi tessuti?
Controlla l’etichetta del capo per simboli di lavaggio, asciugatura e stiratura. Per velluti, seta o prodotti con finissaggi particolari, segui i consigli di lavaggio a secco o procedure delicate indicate dal produttore.

