Invecchiare è inevitabile, ma diventare “vecchi” è, in gran parte, una scelta.
È questa la tesi di Michael Greger, socio fondatore dell’American College of Lifestyle Medicine e autore del libro “Come non invecchiare”, che indica quattro semplici azioni capaci di ridurre significativamente il rischio di morte prematura e malattie croniche, anche per chi inizia a modificare le proprie abitudini tra i quarantacinque e i sessantaquattro anni.
I quattro pilastri della longevità
Secondo Greger, intervistato dai colleghi del Corriere della Sera, bastano quattro cambiamenti fondamentali per favorire la longevità in salute. Il primo riguarda l’alimentazione: consumare cinque porzioni quotidiane di frutta e verdura, privilegiando la varietà. .
Il secondo pilastro è l’attività fisica, ma senza eccessi: venti minuti di camminata quotidiana sono sufficienti per ottenere benefici significativi. Il terzo riguarda il mantenimento di un peso sano, evitando le diete estreme in favore di un equilibrio sostenibile nel tempo. Infine, l’eliminazione del fumo, definito da Greger il nemico numero uno della rigenerazione cellulare.
Risultati concreti e scientificamente provati
L’efficacia di questi quattro fattori non è teoria: secondo il nutrizionista americano, rispettandoli tutti si potrebbe ridurre di oltre il novanta percento il rischio di diabete e di oltre l’ottanta percento quello di infarto. Il rischio di ictus verrebbe dimezzato, mentre quello complessivo di cancro si abbasserebbe di oltre un terzo. Non si tratta solo di vivere più a lungo, ma di vivere meglio, evitando artrite, demenza e fragilità.
Greger sottolinea che questi quattro fattori sono responsabili del settantotto percento del rischio di malattie croniche.
Chi adotta uno stile di vita sano invecchia più lentamente, risultando biologicamente più giovane di quattordici anni rispetto alla propria età anagrafica.
E la buona notizia è che questi benefici si manifestano indipendentemente dall’assunzione di farmaci per ipertensione o colesterolo.
Non è mai troppo tardi per cominciare
Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, la genetica incide solo per il quindici-trenta percento sulla durata della vita. Il restante settanta-ottantacinque percento dipende dalle nostre scelte quotidiane. Perfino chi ha già superato i settantacinque anni può trarre benefici enormi: seguire uno stile di vita sano a quell’età può “regalare” diciotto mesi di vita in piena salute e senza disabilità.
Per chi desidera iniziare subito, Greger suggerisce una lista della spesa mirata: verdure a foglia verde per proteggere cuore e cervello, mezza porzione di noci al giorno per ridurre del quindici percento il rischio di morte prematura, legumi e cereali integrali come pilastri dell’alimentazione delle popolazioni più longeve al mondo, e una riduzione delle proteine animali per rallentare l’invecchiamento.
Il messaggio del nutrizionista è chiaro: piccoli cambiamenti sostenibili nello stile di vita, anche a partire dalla mezza età, possono portare ad una riduzione del quaranta percento del rischio di morire nei quattro anni successivi. Senza ossessionarsi con diete impossibili, ma semplicemente prendendosi cura di sé con costanza e consapevolezza.
Fonte di Redazione: Corriere.it
