Il settore sport & outdoor si conferma tra i più dinamici dell’economia globale, con l’Italia che emerge come protagonista assoluto.
Il primo report dell’Area Studi Mediobanca svela numeri da capogiro: 356 miliardi di euro di fatturato mondiale nel 2024, con le aziende italiane che si aggiudicano il titolo di leader europeo.
L’universo dello sport business non conosce crisi. Mentre la moda tradizionale barcolla e molti settori industriali mostrano segni di affanno, l’industria sportiva e outdoor dimostra una resilienza che fa invidia a comparti storicamente più consolidati. Nel 2024, le 52 multinazionali del settore hanno generato un fatturato di 356 miliardi di euro (+3,8%), trainato dai gruppi europei (+5,3%), con previsioni di crescita che puntano a raggiungere 363 miliardi nel 2025 (+2%).
L’Italia conquista il podio europeo
Il nostro Bel Paese si conferma come vera locomotiva del settore sport & outdoor continentale. L’Italia si conferma prima in Europa per esportazioni di articoli sportivi e punta a un giro d’affari da oltre 12 miliardi nel 2025. Un primato che non è frutto del caso, ma di una strategia industriale consolidata e di una tradizione manifatturiera che ha saputo evolversi con i tempi.
I numeri parlano chiaro: Nel 2023 il nostro Paese ha registrato una bilancia commerciale positiva pari a 644 milioni di euro, con 3,3 miliardi di esportazioni e 2,7 miliardi di importazioni. Ma è soprattutto nel rapporto con i mercati extra-UE che l’Italia dimostra la sua forza competitiva, con un saldo con i Paesi extra-UE: +848 milioni, il miglior risultato europeo, davanti a Polonia e Finlandia.
Le specialità del Made in Italy sportivo
L’eccellenza italiana nel settore sport & outdoor non si limita ai numeri aggregati, ma si declina in specifiche nicchie di mercato dove il nostro Paese detiene posizioni dominanti. L’Italia domina in cinque specialità: articoli per ginnastica e atletica, calzature sportive, fucili da tiro, abbigliamento per sport acquatici e sci, pattini. Una diversificazione che testimonia la capacità dell’industria italiana di presidiare segmenti tecnici e ad alto valore aggiunto.
È inoltre seconda negli sport invernali – comparto concentrato in tre Paesi (Italia, Austria, Francia) che rappresentano il 76% delle esportazioni UE, e nel ciclismo, settore in cui l’Italia occupa il terzo posto a livello europeo.
La geografia del successo
Il successo dell’industria sportiva italiana ha radici geografiche precise. L’industria Sport&Outdoor è fortemente radicata nel Nord Italia: il 52,4% del fatturato aggregato proviene dal Nord Est (con il distretto di Montebelluna e Asolo leader mondiale nelle calzature tecniche), seguito dal Nord Ovest (38%). Il distretto di Montebelluna, in particolare, rappresenta un’eccellenza mondiale riconosciuta, dove si concentrano competenze tecniche e produttive che hanno fatto la storia delle calzature sportive tecniche.
I campioni del Made in Italy
Il panorama delle aziende italiane del settore presenta una mappa variegata di player, dai giganti della distribuzione ai campioni di nicchia. Tra i big player, spiccano HTI-High Technology Industries (1,495 mld €), Decathlon Italia (1,494 mld €), Technogym (806 mln €), Cisalfa (709 mln €) e Tecnica Group (540 mln €).
È sul fronte della redditività però che emergono i veri gioielli del settore: primeggiano Favero Electronics (ebit margin al 43,8%), Union Binding Company (25,7%) e Colnago (23,4%). Margini che testimoniano la capacità delle aziende italiane di competere sui mercati globali con prodotti ad alto contenuto tecnologico e valore aggiunto.
La strategia dell’innovazione sostenibile
L’industria sportiva italiana ha saputo interpretare le sfide della contemporaneità trasformandole in opportunità competitive. Tre aziende su quattro dichiarano di investire in prodotti sostenibili e riduzione delle emissioni, anche se permangono dubbi sulla fattibilità degli obiettivi più ambiziosi: solo il 44% considera realistico l’obiettivo “emissioni zero” entro il 2050.
L’impegno verso l’innovazione si traduce in investimenti concreti: Le aziende italiane destinano il 2,2% del fatturato alla ricerca e sviluppo e circa il 5% a promozione e marketing, percentuali che dimostrano l’attenzione verso lo sviluppo tecnologico e la costruzione del brand.
Sfide ed opportunità in un mondo che cambia
Il settore sport & outdoor italiano non è immune dalle tensioni geopolitiche ed economiche globali. Il 72,7% delle aziende teme l’instabilità geopolitica, mentre il 63,6% avverte la pressione dei competitor sul fronte dei prezzi. Una situazione che richiede strategie di adattamento continue e investimenti in competitività.
La risposta delle imprese italiane è caratterizzata da un approccio pragmatico: Oltre l’83% autofinanzia la crescita, ma il 60% non segnala difficoltà di accesso al credito. Un segnale di solidità finanziaria che permette alle aziende di mantenere autonomia strategica e capacità di investimento.
L’orizzonte globale
Il made in Italy sportivo guarda al mondo con ambizioni crescenti. Il 63,6% del fatturato delle aziende italiane è generato all’estero, soprattutto in Europa (41%) e negli Stati Uniti (15%). Un’internazionalizzazione che mantiene però un forte legame con il territorio di origine: Il 41,3% dei siti produttivi resta in Italia, con una strategia di nearshoring che differenzia l’Italia dalla concorrenza asiatica, dove il 74% degli articoli è prodotto a fini di risparmio costi.
Verso un futuro in movimento quindi?
Il settore Sport & Outdoor si posiziona tra i comparti più promettenti dell’economia globale. Questo cluster si posiziona tra i comparti più dinamici e resilienti a livello globale, alle spalle di elettronica, difesa, pharma e aerospazio. Una resilienza che si spiega con la crescente attenzione verso salute, benessere e stili di vita attivi, tendenze destinate a consolidarsi nei prossimi anni.
Il panorama globale vede Nike resta leader mondiale con 49,4 miliardi, seguita da Adidas, The Gap, JD Sports e Lululemon, ma lascia ampio spazio per l’emergere di nuovi player e per la crescita di quelli esistenti, soprattutto in nicchie specializzate dove l’Italia ha storicamente dimostrato di saper eccellere.
Il paradosso della sedentarietà
Nonostante il successo industriale, l’Italia deve affrontare un paradosso significativo: Resta però alta la sedentarietà in Italia: l’80,3% degli adulti non pratica abbastanza attività fisica, con costi sanitari stimati in 1,3 miliardi l’anno fino al 2050. Un dato che rappresenta sia una sfida sanitaria che un’opportunità di mercato per le aziende del settore, chiamate a sviluppare soluzioni che rendano l’attività fisica più accessibile e attraente.
Il futuro del settore Sport & Outdoor italiano appare quindi ricco di potenzialità. La combinazione di eccellenza manifatturiera, innovazione tecnologica e crescente domanda globale di prodotti legati al benessere fisico crea le condizioni ideali per un’ulteriore espansione. Le aziende italiane, forti della loro tradizione e della capacità di adattamento, sono pronte a cogliere le opportunità di un mercato in continua evoluzione, confermando il ruolo di protagonista dell’Italia nell’economia globale del movimento.
Fonti di Redazione:
- https://www.areastudimediobanca.com
- https://www.sportefinanza.it/2025/07/17/industria-sport-outdoor-report-mediobanca-italia-leader
- CS Area Studi Mediobanca
