Il mercato del lavoro nel 2026 non è bloccato, ma nemmeno aperto a tutti; sempre più professionisti valutano un cambiamento, ma pochi fanno davvero il passo.
I dati LinkedIn mostrano una contraddizione chiara: la voglia di nuove opportunità cresce, mentre la sicurezza personale cala. Tra selezioni più rigide e competenze richieste in aumento, capire come muoversi diventa decisivo.
Più della metà dei professionisti (56%) dichiara di volersi muovere verso nuove opportunità, ma ben il 76% non si sente pronto per farlo. La difficoltà non deriva da un totale blocco delle assunzioni, ma da aspettative più alte e processi più esigenti nelle selezioni.
Assunzioni più lente e selettive
Nel 2025 e 2026 le aziende hanno rallentato i nuovi inserimenti. Le assunzioni ci sono, ma sono più cauti nel creare nuove posizioni. Il report LinkedIn evidenzia che i numeri sui nuovi posti di lavoro sono tra i più bassi in oltre un decennio, con pochi grandi aumenti di personale rispetto agli anni recenti.
Questa fase riflette incertezza economica, cambiamenti tecnologici rapidi e scelte strategiche delle imprese. Gli investimenti in nuove tecnologie, inclusa l’intelligenza artificiale, non sempre si traducono in aumento di posti di lavoro, ma piuttosto in potenziamento di produttività o strumenti di lavoro.
Il ruolo dell’intelligenza artificiale
L’intelligenza artificiale sta cambiando il modo in cui le aziende assumono. Una larga parte dei recruiter prevede di aumentare l’uso di strumenti IA nei processi di sourcing, selezione e pre-screening. I sistemi di IA aiutano a scoprire candidati con competenze non evidenti e ottimizzano i tempi di recruiting.
Questa trasformazione però porta con sé una percezione di incertezza tra i candidati. Una ricerca LinkedIn indica che quasi l’80% delle persone si sente impreparata ad affrontare il mercato del lavoro 2026, anche se sta cercando attivamente nuove opportunità.
Dove si trovano le opportunità
Nonostante il quadro complessivo più selettivo, ci sono settori e ruoli con domanda in crescita:
- Tecnologia e media, con ruoli legati all’IA e ai dati
- Industria manifatturiera con aumento delle assunzioni in alcune aree
- Ruoli specialistici dove competenze tecniche e capacità di integrare strumenti moderni contano di più
- Imprenditorialità e consulenza indipendente, con molti professionisti che creano nuove opportunità fuori dai canali tradizionali.
Anche le piccole imprese si confermano un ambito interessante per chi cerca prime esperienze o ruoli di crescita. Queste aziende, spesso più dinamiche e digitalizzate, possono offrire percorsi più veloci rispetto ai grandi gruppi con processi più lunghi.
Le regole sono cambiate: come posizionarsi
In un mercato selettivo, non basta inviare candidature a pioggia. Le strategia di carriera nel 2026 richiedono:
- Competenze integrate con l’IA, anche se non tecniche
- Capacità di comunicare valore concreto in un colloquio o nel profilo professionale
- Networking attivo e legami professionali forti
- Esperienze che dimostrano impatto effettivo nei progetti passati.
Il mercato premia candidature chiare, coerenti e con evidenza di risultati reali. Professionisti che adottano una strategia mirata, invece di affidarsi solo alle piattaforme di candidature, ottengono risposte migliori dalle aziende.
Il mercato del lavoro nel 2026 è più lento ma tutt’altro che fermo; la differenza principale rispetto agli anni passati è che le aziende non assumono più per quantità, ma per valore.
Questo favorisce professionisti e candidati che si preparano con competenze attuali, sanno presentare il proprio percorso con chiarezza e usano canali diretti per farsi conoscere.
In questo scenario, la fiducia nasce dalla competenza, dall’adattabilità e dalla chiarezza di obiettivi professionali. Un candidato che integra competenze umane fondamentali con strumenti tecnologici moderni ha maggiori possibilità di emergere e di definire la propria traiettoria nel mercato del lavoro contemporaneo.
Fonte di redazione: Linkedin







