Il mercato dell’intelligenza artificiale è appena stato scosso da un annuncio che farà discutere: OpenAI, la società dietro ChatGPT, ha stretto una partnership colossale con Amazon del valore di 38 miliardi di dollari.
Un accordo settennale che ridisegna gli equilibri di potere nella Silicon Valley e segna una svolta storica per la compagnia di Sam Altman.
L’intesa, siglata con Amazon Web Services (il braccio cloud del colosso di Seattle), non è soltanto una questione di cifre astronomiche. Rappresenta la strategia più audace mai tentata da OpenAI per affrancarsi dalla dipendenza che l’ha legata a Microsoft negli ultimi anni.
Fino a pochi mesi fa, infatti, il gigante di Redmond era l’unico fornitore di infrastrutture cloud per la startup californiana, una relazione che garantiva sicurezza ma anche una certa vulnerabilità strategica.
Cosa significa concretamente questo accordo? OpenAI avrà accesso a migliaia di chip Nvidia di ultima generazione attraverso i data center di AWS, la potenza di calcolo necessaria per continuare a sviluppare modelli di intelligenza artificiale sempre più sofisticati. È come passare da un monolocale a una villa: più spazio, più autonomia, più possibilità di crescita.
I mercati hanno accolto la notizia con entusiasmo.
Le azioni Amazon hanno immediatamente guadagnato il 6,1% a Wall Street, un chiaro segnale che gli investitori vedono in questa partnership un’opportunità concreta per competere nel settore dell’AI generativa, dominato finora da pochi attori.
Per OpenAI, diversificare i fornitori non è solo una mossa difensiva. È un passo verso la maturità aziendale, verso quella stabilità necessaria per competere nel lungo periodo. L’azienda, che ha rivoluzionato il modo in cui pensiamo all’intelligenza artificiale in appena due anni, aveva bisogno di liberarsi da vincoli che rischiavano di rallentarne l’evoluzione.
Resta da capire come reagirà Microsoft, che ha investito miliardi in OpenAI e che continuerà comunque a essere un partner cruciale. La partita dell’intelligenza artificiale si gioca su infrastrutture, talenti e partnership strategiche. E con questa mossa, OpenAI ha dimostrato di saper giocare le proprie carte al momento giusto.
Fonte: ANSA

