L’INPS ha aggiornato i contributi per colf, badanti e baby sitter a partire dal 1° gennaio 2026, adeguandoli all’inflazione ISTAT dell’1,4%.
Questo adeguamento incide sui costi per le famiglie e le imprese domestiche, con un aumento medio di 0,03 euro l’ora.
Impatto sui Datori di Lavoro
Le nuove tabelle INPS, pubblicate con la circolare n. 9 del 3 febbraio 2026, distinguono i contributi in base a ore settimanali e retribuzione oraria. Per rapporti sotto le 25 ore, si applicano tre fasce (fino a 9,61 euro/ora, fino a 11,70 euro/ora e oltre), mentre oltre le 25 ore il contributo è fisso. L’aliquota complessiva è del 19,9675% sulla retribuzione convenzionale, inclusi IVS (17,4275%), ASPi, INAIL e TFR, con un addizionale 1,40% per tempo determinato.
I versamenti restano trimestrali, con prima scadenza il 10 aprile 2026 per gennaio-marzo.
Conseguenze Business e Famiglie
Per famiglie e piccoli imprenditori che gestiscono servizi domestici, l’aumento si somma agli scatti del CCNL 2025-2028 (40€ lordi dal 2026, fino a 100€ totali). Il costo mensile lordo per un livello base sale a circa 1.540€ (da 1.467€), con rateo TFR a 112€. Le detrazioni fiscali restano invariate: fino a 1.549€ annui per spese e contributi.
Novità CCNL e Incentivi
Il rinnovo contrattuale amplia permessi per assistenza disabili e astensione post-maternità. INPS incentiva il posticipo pensioni: lavoratori over 62/41 anni contributi ricevono IVS in busta paga esentasse. Dal 2026, stop a modelli PagoPA cartacei per pagamenti digitali.
Consigli Pratici per Imprese
Monitorate scadenze trimestrali e usate software come quelli di Assindatcolf per calcoli precisi. Per ottimizzare costi, valutate detrazioni e welfare integrativo; il settore resta vulnerabile al lavoro nero nonostante tutele. Professionisti e famiglie imprenditoriali possono dedurre questi oneri come spese aziendali.




