La prima mossa di Luca De Meo segna una svolta strategica per il gruppo francese.
Un accordo che vale 4 miliardi di euro e che rivoluziona gli equilibri nel settore del beauty di lusso. Kering e L’Oréal hanno annunciato nella serata di domenica 19 ottobre una partnership strategica che segna l’ingresso dell’ex CEO di Renault, Luca De Meo, nel grande palcoscenico del lusso globale. A poco più di un mese dalla sua nomina ai vertici del gruppo francese, De Meo imprime una decisa accelerazione con quella che gli analisti definiscono un’inversione di rotta rispetto alla precedente strategia di integrazione verticale nel beauty.
L’intesa prevede la cessione a L’Oréal di Kering Beauté, inclusa la prestigiosa Maison Creed, fondata nel 1760 e considerata una delle eccellenze mondiali nell’alta profumeria.
Ma non è solo una vendita: si tratta di una partnership di lungo periodo che include licenze esclusive di 50 anni per la creazione, lo sviluppo e la distribuzione di prodotti beauty e fragranze di Gucci, Bottega Veneta e Balenciaga.
I dettagli dell’operazione Kering-L’Oréal
Il valore complessivo dell’accordo ammonta a 4 miliardi di euro, interamente pagabili in contanti al closing, previsto nella prima metà del 2026. A questa cifra si aggiungeranno le royalties che L’Oréal corrisponderà a Kering per l’utilizzo dei marchi in licenza, garantendo al gruppo del lusso un flusso costante di ricavi nel tempo.
Per quanto riguarda Gucci, il passaggio a L’Oréal avverrà solo alla scadenza dell’attuale contratto di licenza con Coty, stimata per il 2028, nel rispetto degli obblighi contrattuali esistenti. Una mossa che testimonia l’attenzione alle relazioni consolidate e alla continuità operativa.
Ma l’accordo va oltre il perimetro tradizionale del beauty. Kering e L’Oréal hanno annunciato la creazione di una joint venture paritetica per esplorare nuove opportunità nel campo del benessere e della longevità, combinando l’innovazione scientifica di L’Oréal con la capacità di Kering di generare desiderabilità nel segmento luxury.
Una svolta strategica per Kering
La cessione della divisione beauty rappresenta un cambio di paradigma per Kering, che negli anni aveva puntato sullo sviluppo interno del comparto fragranze e cosmetica, sulla scia del successo ottenuto con Kering Eyewear nell’occhialeria. Ora De Meo privilegia un modello basato sulle licenze, più leggero dal punto di vista del capitale investito e meno esposto a livello operativo.
. La mossa consente inoltre al gruppo di concentrarsi sul proprio core business: la moda e il jewelry, dove risiedono le vere competenze distintive delle sue maison.
Questa alleanza strategica rappresenta un passo decisivo per Kering. Unendo le forze con il leader globale del beauty, potremo accelerare lo sviluppo delle linee fragranze e cosmetica delle nostre maison principali, consentendo loro di acquisire una scala adeguata e di sprigionare tutto il loro potenziale, come già avvenuto per Yves Saint Laurent Beauté sotto la guida di L’Oréal.
Luca De Meo
La reazione dei mercati
La Borsa di Parigi ha accolto l’annuncio con entusiasmo. Il titolo Kering ha registrato un balzo superiore al 5% nelle prime contrattazioni di lunedì 21 ottobre, chiudendo a 326,25 euro, mentre L’Oréal ha guadagnato circa l’1,3%, confermando la fiducia degli investitori nell’operazione. Un risultato significativo per Kering, che da giugno, quando è stato annunciato l’arrivo di De Meo, ha visto il proprio valore in Borsa crescere di oltre il 60%.
Gli analisti di Barclays evidenziano come l’accordo affronti una delle principali preoccupazioni del mercato: la sostenibilità finanziaria del gruppo. La vendita permette non solo di alleggerire il debito, ma anche di liberare risorse per investire nel rilancio di Gucci, il marchio più importante del portafoglio Kering, che negli ultimi anni ha registrato performance deludenti.
L’Oréal rafforza così la leadership nel luxury
Per L’Oréal, l’operazione rappresenta una delle acquisizioni più rilevanti di sempre, superiore ai 2,5 miliardi di dollari investiti nel 2023 per l’australiano Aesop. Con questo accordo, il colosso francese della cosmetica consolida ulteriormente la propria leadership nel beauty di lusso, aggiungendo al suo già ricco portafoglio – che include marchi come Maybelline, Prada Beauty e la licenza di Saint Laurent – le prestigiose maison del gruppo Kering.
Creed, in particolare, viene vista come un asset strategico: integrata nella divisione L’Oréal Luxe, potrà accelerare la propria espansione globale, rivolgendosi sia al pubblico femminile che a quello maschile, e beneficiando dell’infrastruttura distributiva e dell’expertise tecnologica del gruppo.
Prospettive future
L’accordo prevede la costituzione di un comitato congiunto per garantire l’allineamento strategico tra i due gruppi e monitorare i progressi della partnership. Un elemento che sottolinea la natura collaborativa dell’intesa, destinata a durare ben oltre la semplice transazione finanziaria.
Gli analisti si aspettano che De Meo fornisca maggiori dettagli sulla sua visione strategica per Kering nella primavera del 2026, dopo la chiusura dell’operazione. Nel frattempo, il gruppo pubblicherà i risultati del terzo trimestre il 22 ottobre, con gli esperti che prevedono un miglioramento sequenziale, nonostante le difficoltà persistenti di Gucci.
Quello che appare chiaro è che la partnership con L’Oréal rappresenta solo il primo capitolo di una trasformazione più ampia.
De Meo, forte dell’esperienza maturata nel rilancio di Renault, sembra determinato a riportare Kering ai vertici del lusso globale, concentrando le energie sulla forza creativa delle sue maison e sulla generazione di valore per gli azionisti.
Un’operazione che ridisegna gli equilibri del settore e che conferma come, nel lusso contemporaneo, le alleanze strategiche possano rivelarsi più efficaci dell’integrazione verticale, soprattutto quando permettono a ciascun player di concentrarsi sulle proprie eccellenze distintive.
Fonte di redazione: fashionmagazine.it
