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Dipinto Coca-Cola di Mario Schifano

Piazza del Popolo ed i suoi artisti: un viaggio nella Pop Art italiana.

Piazza del Popolo è una delle piazze più famose e belle di Roma, ricca di storia, arte e architettura. Il nome deriva dai pioppi (populus in latino) che crescevano nei pressi della chiesa di Santa Maria del Popolo, dove sono conservate opere di Raffaello, Caravaggio e Bernini.

Al centro della piazza si erge l’obelisco Flaminio, portato da Augusto dall’Egitto, circondato da quattro fontane con leoni. Sul lato meridionale si trovano due chiese gemelle, Santa Maria dei Miracoli e Santa Maria in Montesanto, mentre sul lato opposto si apre la Porta del Popolo, decorata dal Bernini in onore dell’ingresso della regina Cristina di Svezia a Roma. Da piazza del Popolo si dipartono tre famose vie: via del Babuino, via del Corso e via di Ripetta, che formano il cosiddetto “tridente”.

Piazza del Popolo è anche il luogo dove, negli anni sessanta, si riunivano alcuni tra i più importanti artisti italiani della Pop Art, che diedero vita appunto alla cosiddetta Scuola di Piazza del Popolo.

Questo movimento artistico, influenzato dalla Pop Art americana e dal Nouveau Réalisme francese, si caratterizzava per l’uso di immagini e materiali tratti dalla cultura di massa, dalla pubblicità, dalla storia dell’arte e dalla vita quotidiana.

Gli artisti della Scuola di Piazza del Popolo volevano esprimere la loro visione critica e ironica della società moderna, consumistica e mediatica, ma anche recuperare il legame con la tradizione artistica italiana, in particolare con il Rinascimento e il Barocco.

Tra i principali esponenti della Scuola di Piazza del Popolo possiamo ricordare:

  • Mario Schifano, considerato il capofila del gruppo, che realizzava tele con colori vivaci e immagini tratte dalla pubblicità, dalla politica, dal cinema e dalla musica. Tra le sue opere più note ci sono le serie dedicate alla Coca-Cola, alle bandiere, ai paesaggi, alle palme ed alle stelle.
  • Tano Festa, che si ispirava alle opere di Michelangelo, Ingres, Van Eyck e altri maestri della storia dell’arte, reinterpretandole con uno stile pop e ironico. Tra le sue opere più note ci sono le serie dedicate alla Cappella Sistina, alla Grande Odalisca, ai Coniugi Arnolfini e ai ritratti di Marilyn Monroe.
Tano Festa _ Da Michelangelo (1978)
  • Franco Angeli, che usava materiali poveri e degradati, come garze, sacchi, cartoni e plastica, per creare opere che richiamavano i simboli del potere e della violenza, come aquile, croci, svastiche e armi. Tra le sue opere più note ci sono le serie dedicate alla Resistenza, alla Guerra del Vietnam e alla Contestazione.
  • Pino Pascali, che realizzava sculture e installazioni con materiali semplici e leggeri, come tela, legno, lana d’acciaio, pelo sintetico, paglia e rafia. Le sue opere evocavano il mondo della natura, degli animali, del gioco e dell’avventura. Tra le sue opere più note ci sono le serie dedicate ai Finti animali, ai Finti arnesi, ai Cannoni e alle Trappole.
  • Mimmo Rotella, che inventò la tecnica del décollage, consistente nel strappare e riassemblare i manifesti pubblicitari affissi sui muri, creando opere che riflettevano la frammentazione e la sovrapposizione di immagini e messaggi tipici della società contemporanea. Tra le sue opere più note ci sono le serie dedicate ai Divi del cinema, ai Fumetti, ai Miti e ai Monumenti.
Opera di Mimmo Rotella
  • Giosetta Fioroni, l’unica donna del gruppo, che dipingeva con colori argentei e pastello immagini femminili tratte dalla moda, dal cinema, dalla letteratura e dalla storia dell’arte. Le sue opere trasmettevano una sensazione di malinconia, nostalgia e sogno. Tra le sue opere più note ci sono le serie dedicate alle Odalische, alle Liberty, alle Stelle e alle Principesse.

La Scuola di Piazza del Popolo ha rappresentato una delle esperienze artistiche più originali e significative del panorama italiano ed europeo degli anni sessanta, contribuendo a rinnovare il linguaggio e la funzione dell’arte in rapporto alla realtà sociale e culturale del tempo.

Il nostro invito è quello di approfondire la conoscenza di questi artisti e delle loro oper; ecco i seguenti siti e riferimenti museali:



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