Urbino, culla del Rinascimento italiano, ospita fino al 25 gennaio 2026 una mostra imperdibile che unisce il genio barocco di Rembrandt van Rijn al maestro della pittura analitica italiana Riccardo Guarneri.
Intitolata Luce che affiora. Riccardo Guarneri in dialogo con Rembrandt, l’esposizione alla Galleria Albani dei Musei Civici celebra il potere evocativo della luce, intrecciando passato e presente in un percorso visivo di rara intensità.
Il Contesto dell’Esposizione
Promossa dal Comune di Urbino in collaborazione con la Rete Museale Marche Nord, la Gallery Rosenfeld di Londra, l’associazione culturale L’Arte in Arte e il sostegno di Next S.r.l., la mostra curata da Riccardo Freddo e Luca Baroni presenta per la prima volta a Urbino 20 incisioni originali di Rembrandt accanto a opere significative di Riccardo Guarneri, che, ricordiamo, è stato ospite di una puntata della seconda stagione del nostro Podcast (qui il link per la visione su YouTube).
Queste incisioni, prestate da una collezione privata locale, tracciano l’evoluzione del chiaroscuro rembrandtiano, dal drammatico “Inno di Simeone (Presentazione al tempio)” del 1640 all’intimo “Erudito nello studio” del 1652, passando per capolavori come “Autoritratto con cappello di piume” (1638) e “L’angelo appare ai pastori” (1634). L’ingresso è gratuito, con inaugurazione il 20 dicembre alle 16:00 e orari flessibili: tutti i giorni dal 20 dicembre al 6 gennaio (9:30-12:30 e 16:30-19:30), poi mercoledì-domenica fino al 25 gennaio.
Il Dialogo tra Due Maestri della Luce
Il fulcro narrativo nasce dall’incontro formativo di Guarneri (Firenze, 1933) con Rembrandt negli Anni ’50 nei Paesi Bassi, un episodio che ha plasmato la sua ricerca sulla luce come essenza percettiva e cromatica. Nato dall’Informale europeo e influenzato dalla musica, Guarneri dagli Anni ’60 ha sviluppato una pittura analitica fatta di trasparenze sottilissime, ritmi geometrici e variazioni minime di colore, esposta in sedi prestigiose come Biennale di Venezia, Kunsthalle di Berna e Centre Pompidou.
Contro il chiaroscuro teatrale di Rembrandt – dove la luce irrompe come rivelazione drammatica, scolpendo emozioni e atmosfere nel Seicento europeo – Guarneri propone un “quasi impercettibile”, un respiro luminoso che invita a un’osservazione lenta e interiore. Urbino, con la sua prospettiva rinascimentale inventata da maestri come Piero della Francesca, diventa lo scenario ideale per questo confronto, trasformando la visita in un invito a “rallentare” e decifrare l’invisibile.
Un Ponte tra Epoche per l’Uomo Contemporaneo
Questa mostra non è mera celebrazione artistica, ma riflessione sul maschile nel suo aspetto più introspectivo: la luce rembrandtiana illumina autoritratti che catturano vulnerabilità e forza interiore, mentre Guarneri esplora la superficie pittorica come specchio mentale, eco di una mascolinità moderna, razionale e contemplativa. Lara Ottaviani, Assessore alla Cultura di Urbino, sottolinea il “progetto di grande valore” che unisce antico e contemporaneo in un “punto di incontro fertile”.
Luca Baroni, Direttore della Rete Museale Marche Nord, celebra la vitalità del territorio, sperando in collaborazioni durature. Riccardo Freddo evoca la “soglia del quasi invisibile” di Guarneri, un rigore che invita a “vedere più lentamente”. Per l’uomo di oggi, attento a lifestyle e profondità culturale, è un’opportunità unica per confrontarsi con eredità che trascendono il tempo, tra ombre barocche e trasparenze analitiche.
In un’epoca di immagini fugaci, “Luce che affiora” richiama l’essenza dell’arte come ricerca interiore, perfetto per chi cerca esperienze autentiche oltre il quotidiano. Non perdete questa gemma nelle Marche: Urbino attende, con la sua luce eterna.
