Esplorare i confini dell’arte, oltre i quali l’opera perde la sua identità e si trasforma in qualcos’altro, è l’obiettivo della mostra collettiva “La Soglia della Pittura” presentata da Glenda Cinquegrana Art Consulting a Milano.
Dal 21 giugno al 21 settembre, questa esposizione curata dalla stessa Glenda Cinquegrana ci guida attraverso un affascinante viaggio nell’arte analitica italiana degli anni ’70, presentando una selezione di opere classiche e inaspettate.

L’arte analitica sfida i confini del concettuale, mettendo in discussione il suo stesso significato e interrogando il medium pittorico. Con uno sguardo esperto, esploreremo le opere di alcuni dei più importanti artisti del periodo, lasciandoci ispirare dalla loro intelligenza e raffinatezza, e riflettendo sulle profonde connessioni tra l’arte e la pittura.
L’esposizione si apre con i lavori di Claudio Olivieri, uno dei fondatori del movimento analitico. Con le sue opere “Alea” e “Transitivo”, Olivieri si distingue come un artista straniero nel suo stesso paese. La sua pittura leggera e spirituale sfida la razionalità calcolata delle altre opere analitiche in mostra. Attraverso velature quasi trasparenti, Olivieri esplora la consistenza cromatica e pone domande sulle sfumature dell’arte. Le sue opere ci sorprendono con una carica emotiva che ci spinge a superare i limiti del concetto di pittura.

L’Incisiva Materialità di Enzo Cacciola
L’esperienza di profondità offerta dalle opere di Olivieri viene interrotta dalla presenza di Enzo Cacciola e le sue opere “Cementi” e “Asbesti”. Le pareti sono perforate da tele che mostrano la matericità monocroma e monotona. Cacciola trasforma materiali notoriamente grezzi, duri e freddi in uno spazio di ricerca pittorica. Il suo gesto artistico di inclusione e trasformazione rivela una libertà sorprendente. Allo stesso modo, l’opera “Pittura R” di Pino Pinelli si fa strada con forza dalla parete bianca, con il suo colore rosso acceso e la consistenza materica, creando un effetto di profonda monocromia che sembra far affondare lo spazio circostante.
Giorgio Griffa, la Leggerezza dell’Essenziale
In contrasto con la pesantezza di Cementi e Asbesti, l’opera “Segni orizzontali” di Giorgio Griffa offre un’esperienza di assoluta leggerezza. Una tela senza cornice e senza vetro, appesa con noncuranza, dove macchie di colore diluito ed evanescente sono appena accennate. Solo il bordo superiore della tela viene attraversato da punti di colore disposti orizzontalmente su più file. In questa opera, Griffa espone la sua raffinatezza e la sua abilità di valorizzare la semplicità di ogni singolo elemento.

Paolo Masi: Il Gioco Ondulato tra Sagome e Colori
I “Cartoni” di Paolo Masi rivelano una finezza formale simile, con un gioco ondulato di sagome e colori. L’artista sperimenta materiali diversi, come il PVC e la gomma, illudendo il nostro occhio con la sua maestria nel riprodurre i suoi iconici “Cartoni”. Attraverso il suo interesse per l’indagine materica, Masi dimostra grande attenzione e rispetto per ogni dettaglio.
Vincenzo Cecchini ovvero, l’Incontro tra Pittura e Fotografia
Il concetto di soglia, che unisce gli artisti in mostra, trova espressione nel lavoro di Vincenzo Cecchini. Accanto all’opera “Scorcio Bizantino”, emerge “La Polvere del colore”. Cecchini, interessato al rapporto tra pittura e fotografia, cattura un momento inesorabile congelando un processo di trasformazione continua. L’artista gioca con la materia pittorica, lasciando una traccia di polvere di colore blu intenso impressa sotto un foglio di acetato. Quest’opera descrive la trasformazione costante del colore in contatto con la tela e l’acetato nel corso del tempo.
Inoltre, l’opera “n.16” di Riccardo Guarneri e un pezzo su carta di Marco Gastini instaurano un dialogo interessante, entrambi presentando un gioco leggero di linee e accostamenti cromatici. L’uso del pastello ammorbidisce lo spazio pittorico, riportandoci all’infanzia e alla semplicità di un gesto infantile come quello della linea. Questo stesso gesto si ritrova in “Eco scandita” di Claudio Verna, dove la linea diventa protagonista della superficie pittorica.

La mostra “La Soglia della Pittura” offerta da Glenda Cinquegrana Art Consulting rappresenta un’importante opportunità per immergersi nell’arte analitica italiana, riscoprendone l’intelligenza e la raffinatezza dei suoi principali autori. Attraverso l’esplorazione delle loro opere, siamo invitati a riflettere sull’essenza della pittura e sull’arte stessa. Questa esposizione ci dimostra che l’arte e la pittura sono mai state così vicine, spingendoci a superare i limiti della nostra comprensione ed ad abbracciare il potenziale infinito di espressione artistica che risiede oltre la soglia.
