La riflessione proposta guida il lettore a leggere il mondo con senso e responsabilità. L’articolo integra opere e letture per orientare identità e decisioni strategiche, unendo fonti classiche e autori moderni come Tocqueville, Barthes e Pavese.
Il mito emerge come chiave interpretativa: non solo racconto, ma linguaggio che filtra parole e media. Qui si distingue la comunicazione superficiale dalle forme profonde che creano significato.
Si delinea il perimetro dell’umanità di fronte ai cambiamenti del linguaggio, delle istituzioni e dei modelli etici. La perdita dell’aretologia e la semplificazione post-freudiana sono messe a confronto con la necessità di virtù come strategia di lungo periodo.
Il percorso in 16 tappe anticipa strumenti pratici: leggere segnali deboli, gestire complessità e trasformare analisi in azione consapevole. Il lettore è chiamato a decidere e a costruire reputazione e carattere.
Principali punti chiave
- Leggere il mondo con una visione che unisce teoria e pratica.
- Il mito come strumento per decifrare le parole che plasmano la società.
- Rivalutare la virtù come investimento strategico nel tempo.
- Usare fonti autorevoli per una riflessione aggiornata e radicata.
- Assumere il ruolo di decisore nella complessità mediatica attuale.
Editoriale: un punto di vista sul senso dell’esistenza nell’epoca delle parole che cambiano il mondo
Quando i termini perdono peso, serve un punto di vista che ricostruisca il senso dell’esistenza.
Le “parole di plastica” di Pörksen mostrano come termini tecnici svuotati invadano il discorso pubblico. Questa dinamica altera il tempo personale e collettivo.
Per Barthes il mito è un sistema che trasforma ogni elemento in segno. Walter F. Otto ricorda che il linguaggio non è solo mezzo, ma forma rivelata del mito.
Da qui nasce una riflessione operativa: l’uomo deve distinguere tra termini inflazionati e pensiero che crea valore. Vale dire, la qualità delle scelte dipende dalla precisione del linguaggio.
Linee d’azione: intercettare segnali di svuotamento semantico, reintrodurre responsabilità nelle conversazioni strategiche e coltivare una routine di lettura critica.
- Separare informazione, interpretazione e insight.
- Usare domande guida e verifica delle fonti.
- Collegare mito e progetto personale per dare forma al mondo che si vuole costruire.
L’editoriale deve funzionare come bussola: dal punto di vista all’impegno concreto, per scegliere con lucidità nel rumore del discorso quotidiano.
L’uomo virtuoso davanti allo specchio della cultura: tra derisione della virtù e “uomo senza qualità”
La crisi narrativa della virtù mette il singolo davanti a uno specchio che riflette frammenti invece di una storia.
Dal romanzo alla psicologia si osserva come il bene spesso appaia meno narrabile del male. Il male crea conflitto e forma, mentre la virtù scorre come abitudine silenziosa.
Dal romanzo alla psicologia: perché il bene sembra meno narrabile
La narrativa moderna privilegia l’«uomo senza qualità» e la psicologia freudiana interpreta la virtù come frutto di tabù interiorizzati.
Questo processo riduce la virtù a una maschera sociale. Ne deriva un’immagine pubblica dell’uomo affaticata e priva di profondità.
La “contabilità morale” e il rischio degli atti atomici nella vita etica
La contabilità morale trasforma le azioni in unità isolate: calcolo di colpe e meriti che frammentano la vita e sabotano la coerenza.
- Segnali: conteggio di virtù/colpe, perdita di orizzonte educativo, conformismi.
- Costi manageriali: decisioni incoerenti, reputazione debole, fiducia erosa.
- Rimedio pratico: journaling etico, revisione periodica e standard non negoziabili.
| Problema | Effetto | Strumento di recupero |
|---|---|---|
| Contabilità morale | Frammentazione della vita | Revisione periodica degli impegni |
| Virtù come maschera | Perdita di autorità morale | Definizione di standard non negoziabili |
| Mancanza di racconto unitario | Decisioni deboli | Journaling etico e pratica quotidiana |
“Il mito ricompone senso e tempo, offrendo una cornice che rende la vita etica narrabile.”
Conclusione: l’esperienza morale può essere pratica integrata e non sommatoria di atti. Vale dire, il pensiero coerente costruisce reputazione e fiducia nel mondo organizzativo.
Ritorno alla virtù: aretologia, carattere e comunità di senso
La formazione del carattere non è un tema privato, ma un progetto collettivo che attraversa tempo e istituzioni. Nel medioevo l’aretologia viveva in pratiche condivise: riti, narrazioni e standard comuni rendevano la virtù riconoscibile e praticabile.
MacIntyre in Dopo la virtù sostiene che l’ideale virtuoso fiorisce solo dentro comunità di consenso — polis, conventi, corporazioni — dove i beni interni alle pratiche diventano riconoscibili.
Dal medioevo al “dopo la virtù”: la tesi di Alasdair MacIntyre
La Riforma e il pluralismo hanno spezzato la trama della tradizione. Le etiche formali hanno sostituito prassi integrate, lasciando l’individuo come esecutore di regole.
Neoaristotelici e manualistica: dove si è spezzata la trama della persona morale
La manualistica morale riduce la persona alla correttezza normativa. Ne risulta una perdita della forma integrale dell’agire e della fiducia generata dal carattere stabile.
- Virtù come investimento sul carattere: stabile e generativo di fiducia.
- Parte essenziale: riti, abiti di vita, narrazioni comuni.
- Proposta pratica: mentoring, definizione di virtù core e valutazioni qualitative.
| Elemento | Medioevo | Modernità |
|---|---|---|
| Origine della virtù | Comunità e pratiche condivise | Norme formali e manualistica |
| Forma della vita buona | Unità narrativa e riti | Azioni isolate e compliance |
| Esito | Fiducia e autorevolezza | Fragilità del volere e decisioni deboli |
“La virtù si coltiva dove il senso è condiviso: senza comunità, resta teoria sterile.”
Democrazia: storia di una parola, forme, differenze
Il percorso semantico della democrazia mette in luce tensioni tra ordine, libertà e legittimità nel tempo.
Dalle Storie di Erodoto la democrazia appare come potere del popolo. Tuttavia, dal III sec. a.C. fino all’Ottocento il termine mantiene una connotazione spesso negativa.
Dalla pólis all’Ottocento
Aristotele distingue le forme pure da quelle corrotte: la politèia è una forma sana, la democrazia una degenerazione che favorisce i poveri.
Aristotele e la differenza delle forme
Questa differenza spiega perché per secoli la concezione di democrazia restò sospettata e ostacolata dalle élite del pensiero politico.
Kant, i Federalist Papers e il pensiero repubblicano
Kant avverte il rischio di un «dispotismo» della democrazia. I Federalist Papers, invece, propongono la repubblica rappresentativa come esempio di anticorpi istituzionali.
Tocqueville, Bryce e la svolta moderna
Tocqueville evidenzia l’eguaglianza di condizioni e il pericolo della maggioranza tirannica. Bryce aggiunge l’idea di un ethos: la stima reciproca che sostiene il sistema democratico.
“Senza un’etica civica, le forme istituzionali rimangono vuote di senso.”
- Osservare indicatori di vitalità civica è oggi un punto vista operativo.
- Collegare mito e narrazione politica aiuta a comprendere l’evoluzione del mondo politico.
Libertà, uguaglianza, diritti: la forma liberaldemocratica come principio e come esperienza
La forma liberaldemocratica tiene insieme aspirazione individuale e regole collettive che rendono possibile la libertà.
Dalla filosofia politica classica fino a Tocqueville, il nesso tra libertà e uguaglianza si traduce in istituzioni che vincolano il potere. Le costituzioni non sono dettagli tecnici: sono strumenti che trasformano un principio in pratica sociale.
Dall’autonomia alla limitazione del potere: costituzioni, stato laico, tolleranza
Le costituzioni limitano l’arbitrarietà e garantiscono diritti concreti. Questo sistema di garanzie è deterrente contro la «dittatura della maggioranza».
Lo stato laico crea lo spazio per il pluralismo. La tolleranza, intesa come pratica civile, protegge la coesione senza svuotare le norme.
- Libertà come esperienza quotidiana e responsabilità personale.
- Regole chiare che migliorano performance organizzative.
- Metriche: qualità dei diritti effettivi, prevedibilità delle decisioni, fiducia pubblica.
| Elemento | Funzione | Indicatore |
|---|---|---|
| Costituzione | Limitare il potere | Stabilità giuridica |
| Stato laico | Tutelare pluralismo | Libertà di culto e legge neutra |
| Sistema di garanzie | Prevenire derive maggioritarie | Controlli e bilanciamenti |
“Una costituzione viva è quella che rende la libertà misurabile e responsabile.”
Invito pratico: esercitare autonomia responsabile nella vita professionale, collegando il senso della libertà a rendicontazione personale e comportamenti organizzativi.
Antichi e moderni: persona, società e la trasformazione della vita politica
La tensione tra il ruolo collettivo e la dignità individuale attraversa la storia delle istituzioni politiche.
L’“animale politico” e l’idion: la priorità della città sul singolo
Per Aristotele l’animale politico è un soggetto che trova la propria realizzazione nella koinòn. L’idion indica l’impolitico: la vita privata che resta estranea al bene comune.
La differenza tra le concezioni antiche e moderne nasce qui: la città prevale sul singolo e la funzione pubblica definisce i diritti.
La rivoluzione della persona: dalla sfera privata ai diritti
Con la modernità la sfera privata si valorizza. Fustel de Coulanges mostra che il cittadino antico godeva di diritti politici ma restava asservito allo stato.
La nuova concezione tutela la persona come portatrice di diritti. La transizione dalla democrazia diretta alla rappresentativa cambia le pratiche di partecipazione.
- Implicazione per la società: convivenza tra autonomie individuali e beni comuni.
- In azienda e nella polis serve equilibrio tra responsabilità personale e cultura organizzativa.
- La storia insegna che il mito civico evolve: dal collettivo al riconoscimento della dignità individuale.
Collegare individuo e comunità resta la sfida: custodire la libertà senza dissolvere il legame sociale.
Mito oggi: “parole di plastica”, media e la costruzione dell’immaginario
I media trasformano oggetti e termini in simboli che orientano scelte collettive. Il mito non è solo antica narrazione: è un sistema di comunicazione che rende naturali concetti costruiti.
Per Barthes il mito converte cose e gesti in segni sociali. Questo processo naturalizza significati e influenza agenda e percezione pubblica.
Barthes: il mito come sistema di comunicazione
Barthes mostra che ogni elemento può diventare segno mitico. Il risultato è una cornice che semplifica e legittima. Le decisioni collettive seguono spesso queste cornici più che dati concreti.
Pörksen: quando le parole si svuotano e colonizzano il discorso pubblico
Pörksen parla di parole di plastica: termini ripetuti e privati di contenuto operativo. Vale dire, la ripetizione riduce la qualità del dibattito e della scelta.
“Le parole vuote colonizzano lo spazio pubblico e rendono difficile distinguere tra retorica e realtà.”
- Segnali utili: termini vaghi usati come prova; locuzioni che evitano definizioni operative.
- Esempi comuni: “innovazione” declinata senza metriche, “sostenibilità” senza indicatori.
- Protocollo di disambiguazione: definizioni operative, glossari condivisi, revisione semestrale del linguaggio interno.
Precisione lessicale è reputazione. Leader e team che curano il lessico migliorano decisioni e fiducia nella società.
Linguaggio, forme e verità: dal ritmo del dire al pensiero simbolico
Il linguaggio originario non descrive: istituisce mondi e stabilizza pratiche.
Walter F. Otto: il linguaggio come forma rivelata
Per Walter F. Otto il mito è esperienza originaria. Il linguaggio non è mero mezzo, ma forma che rivela una verità mitica.
Questa prospettiva mostra come la parola diventi vero proprio del racconto che struttura la comunità. La voce è ritmo, non solo informazione.
Pensiero simbolico e sopravvivenza
Il pensiero simbolico trasforma segnali in regole pratiche. Il ritmo delle parole orienta scelte e aumenta la capacità di previsione.
Così la parole rituale diventa strumento di resilienza nella vita quotidiana, traducendo esperienza in pratiche ripetibili.
Pavese: il gesto che fonda un mondo
Pavese vede il mito come norma e il gesto unico come atto fondativo. Il rito crea un “santuario” simbolico che resiste alla cronaca.
- Rituali professionali che ancorano standard.
- Codici di condotta tradotti in azioni ripetibili.
- Storytelling fondativo per dare senso alle decisioni.
“Il mito non è favola: è struttura che rende il mondo prevedibile.”
Identità e condizione dell’uomo contemporaneo: tra frammentazione e ricerca di senso
La modernità espone l’identità a molteplici pressioni, creando frammenti di sé che chiedono ricomposizione.
La condizione volgente vede ruoli sociali che si sovrappongono alla vita interiore. Il tempo accelerato erode continuità e impegni di lungo periodo.
La coscienza della fragilità e della colpa distingue l’esperienza moderna e orienta la ricerca di senso verso storie personali più che verso narrazioni collettive.
Punto di vista operativo: ricomporre senso richiede tre passi chiari: allineare obiettivi, revisionare priorità, ritagliare pause di senso.
- Separare ruoli sociali da identità profonda basata su valori.
- Usare il mito come biografia guida: storie che integrano crisi e aspirazioni.
- Costruire mappe di identità: principi, competenze e relazioni chiave.
| Problema | Effetto | Pratica consigliata |
|---|---|---|
| Frammentazione dei ruoli | Perdita di coerenza | Revisione trimestrale degli obiettivi |
| Tempo accelerato | Impegni a breve termine | Pianificazione a 3 e 10 anni |
| Isolamento decisionale | Scelte solitarie e deboli | Comunità di confronto e mentoring |
“La qualità della vita si misura nella continuità dei significati, non solo nei risultati.”
Misurare la qualità della vita vissuta significa adottare indicatori che guardino al senso, al tempo profondo e alla differenza tra ruolo e identità.
Leadership, responsabilità e libertà: una visione per l’umanità che cambia
La leadership si fonda sull’esempio: chi guida educa prima che comandi. Il comportamento quotidiano diventa standard e definisce la forma della pratica morale nella comunità.
Gli abiti di vita trasformano valori astratti in segnali visibili. Routine, rituali e regole condivise rendono credibile la virtù e ne facilitano la diffusione nella società complessa.
Esempio e abiti di vita: la forza formativa delle virtù nella società complessa
La libertà non è assenza di vincoli, ma disciplina che genera responsabilità individuale e collettiva.
Una visione aretologica vede il leader come modello: coerenza, coraggio prudente e linguaggio chiaro creano fiducia e sostenibilità decisionale.
- Rituali pratici: check-in etico, valutazioni qualitative, mentoring.
- Metriche: coerenza tra parola e fatto, tassi di adesione ai codici, esiti a medio termine.
- Mito organizzativo: storie che orientano comportamento e aspettative.
L’esempio è il primo linguaggio della leadership.
Infine, l’invito è semplice: formarsi come standard vivente. Solo così il pensiero diventa azione e il senso del mondo condiviso rimane solido.
cultura uomo contemporaneo: opere e letture per orientarsi
I libri consigliati qui uniscono profondità teorica e applicazione concreta nelle decisioni di leadership. La selezione mette in relazione etica, istituzioni e linguaggio per offrire strumenti pratici. Vale dire: testi che formano carattere e capacità di giudizio.
Morale e carattere: da Aristotele a MacIntyre
Aristotele, Etica Nicomachea — obiettivo: comprendere le virtù come abiti di vita. Esito atteso: esercizi di pratica quotidiana per coerenza personale.
Alasdair MacIntyre, Dopo la virtù — obiettivo: ricostruire il ruolo della tradizione nelle pratiche morali. Esito: progetto di mentoring e standard condivisi.
Democrazia e società: da Tocqueville a Bryce
Tocqueville, La democrazia in America e Bryce, The American Commonwealth offrono letture sulla struttura istituzionale e sull’ethos civico. Esito: migliori criteri di governance e culture aziendali più resilienti.
Mito e linguaggio: da Barthes a Walter F. Otto, passando per Pavese
Barthes, Miti d’oggi, Walter F. Otto, Il mito, Pavese, Feria d’agosto: qui si trova la chiave per decifrare il linguaggio che plasma il mondo.
Calendario consigliato: alternare un classico e un testo contemporaneo ogni mese. Esempi d’uso: workshop mensili, reading group aziendali, sintesi operative per il team.
Leggere è pratica: trasformare studio in abito di vita rende ogni decisione più solida.
- Obiettivo pratico: collegare lettura e governance.
- Esempio: tre incontri per ogni libro con esercizi applicativi.
- Risultato: competenze decisive per leadership, etica e analisi del linguaggio.
Letture sulla storia e filosofia politica: capire il contesto per scegliere
Studiare le transizioni politiche collega il pensiero teorico alle decisioni pratiche. Un’analisi chiara del contesto aiuta a riconoscere le regole che orientano il potere.
Un canone minimo include Marsilio da Padova, Machiavelli, Montesquieu, Locke, Constant e Mill. Questi autori mostrano come ogni periodo ridefinisca sovranità, responsabilità e libertà.
Per valutare la qualità politica osservare tre elementi: attori, regole e incentivi. Questi punti rivelano la capacità di governo e i rischi di deriva.
| Autore | Focus storico | Implicazione pratica |
|---|---|---|
| Marsilio da Padova | Sovranità e legittimità medievale | Legittimazione formale e ordine istituzionale |
| Machiavelli | Potere e pragmatismo politico | Gestione del rischio e decisione forte |
| Montesquieu / Locke | Bilanciamento dei poteri | Controlli istituzionali e diritti |
| Constant / Mill | Libertà individuale nel mondo moderno | Spazi di autonomia e responsabilità pubblica |
Collegamento con l’azienda: tradurre queste mappe concettuali in criteri di compliance, reputazione e gestione del rischio rende il pensiero politico strumentale al governo d’impresa.
“Presidiare le categorie del giudizio permette di scegliere meglio nel mondo complesso.”
Per il lettore: costruire percorsi di lettura incrociata, definire domande guida (chi comanda? quali regole? quali incentivi?) e farne parte integrante delle riunioni di vertice.
Mito, pensiero e parole: strumenti per una riflessione quotidiana
Il mito aiuta a trasformare il caos informativo in mappe utili per l’azione quotidiana.
La pratica proposta qui mette ordine: routine di lettura, scrittura e conversazione che generano chiarezza e responsabilità.
Dare forma al caos: pratiche di lettura, scrittura, conversazione
Strumenti concreti:
- Routine di lettura: selezione breve, annotazione mirata, sintesi operativa.
- Scrittura rituale: un paragrafo al giorno che, volta per volta, struttura il problema.
- Conversazioni ad alta intensità: ascolto attivo, domande forti, decisioni chiare.
Il mito, nel suo vero proprio, orienta scopo e priorità. Tradurre il pensiero in rituali — check settimanali, retrospettive, impegni pubblici — rende ogni fatto occasione di apprendimento condiviso.
“Usare parole precise allinea azioni e aspettative.”
In chiusura: crea un taccuino di parole-chiave per il trimestre. Quelle parole guideranno il senso del lavoro e del mondo operativo.
Tradizione e evoluzione: ciò che vale dire e ciò che può essere cambiato
Tradizione e responsabilità guidano la scelta tra ciò che è principio e ciò che può essere aggiornato.
Va difeso il nucleo aretologico che tutela la persona, la comunità e lo stato.
Allo stesso tempo l’evoluzione è necessaria. Occorre valutare la differenza tra innovazione utile e moda effimera.
Procedure chiare aiutano nel tempo. Revisione periodica delle norme, trial limitati e feedback strutturati rendono la trasformazione misurabile.
- Separare principi non negoziabili da pratiche aggiornabili.
- Sperimentare con criteri e metriche chiare.
- Usare il mito come memoria viva che sostiene identità e cambiamento.
| Cosa resta | Cosa può essere | Strumento |
|---|---|---|
| Principi etici e riti formativi | Procedure operative e routine | Revisione annuale e trial controllati |
| Protezione della dignità | Strumenti tecnologici e processi | Salvaguardie legali e feedback |
| Missione e identità | Stili comunicativi e linguaggi | Linee guida e formazione continua |
“Guidare è decidere con fermezza calma, comunicando scopo e confini.”
La parte pratica è semplice: pianificare, misurare e preservare l’unità. Così l’uomo leader mantiene il mondo organizzativo stabile mentre lo rinnova.
Verso una visione: libri, esperienze e pratiche per un vero e proprio rinnovamento dell’uomo
Verso una visione pratica: qui si definisce un percorso operativo che unisce libro, esperienza e comunità per rinnovare identità e pratica quotidiana.
Programma 90 giorni: un libro a settimana, sintesi applicativa e appuntamenti per tradurre lettura in fatto misurabile. Due conversazioni strategiche al mese collegano discorso e scelta.
La proposta integra vita ed esistenza con abiti di vita che allineano scopo, azione e risultati. La ragione diventa disciplina: analisi, confronto, decisione e revisione.
Misurare il progresso: sistema di fatti osservabili, indicatori di identità e passi concreti. Il mito assume valore operativo: narrazione che rende vero proprio ciò che si sceglie d’essere.
Impegno finale: ogni giorno, piccoli gesti coerenti che rinnovano la persona, la libertà e l’umanità nel mondo.
FAQ
Che cosa significa "cultura contemporanea" nel contesto delle letture proposte?
Il termine indica l’insieme di forme, visioni e discorsi che modellano il senso del presente. Qui si guarda a libri e autori che aiutano a comprendere storia, società e identità, offrendo strumenti per orientare la vita professionale e personale.
Perché la virtù è centrale nel discorso sull’identità e la responsabilità?
La virtù riguarda carattere, responsabilità e forma di vita: è il principio che connette persona e comunità. Ripensare la virtù aiuta a contrastare la frammentazione dell’esistenza e a offrire una guida etica nelle scelte quotidiane.
Quali autori sono indicati per capire la crisi della narrazione del bene?
Testi di filosofia morale e romanzo contemporaneo, insieme a studi di psicologia, mostrano perché il male risulta più narrabile. Autori come Alasdair MacIntyre offronto una chiave storica; altri saggi analizzano come i media e i miti trasformano il discorso pubblico.
Che ruolo hanno le tradizioni filosofiche (Aristotele, neoaristotelici) nella formazione del carattere?
Le tradizioni aristoteliche forniscono categorie per parlare di aretologia e pratica virtuosa. I manuali contemporanei e la riflessione neoaristotelica mostrano dove si è spezzata la trama della persona morale e come ricostruirla.
In che modo lo studio della democrazia aiuta i leader di oggi?
Conoscere l’evoluzione del concetto — dalla pólis, attraverso Aristotele, fino a Tocqueville e i Federalist Papers — consente di comprendere forme, differenze e limiti istituzionali. Questo sapere guida decisioni pubbliche e aziendali fondate su libertà e responsabilità.
Come si conciliano libertà e limiti nello stato liberaldemocratico?
La forma liberaldemocratica bilancia autonomia individuale e regole collettive: costituzioni, stato laico e tolleranza sono strumenti che limitano il potere per proteggere diritti e dignità. È una questione di equilibrio tra principio e prassi.
Perché il mito è ancora rilevante nella comunicazione contemporanea?
Il mito resta una forma potente di costruzione dell’immaginario. Studiosi come Roland Barthes mostrano come i miti funzionano come sistemi di comunicazione; altri analisti evidenziano come le parole possano svuotarsi e colonizzare il discorso pubblico.
Qual è il rapporto tra linguaggio, forme e verità?
Il linguaggio non è solo veicolo d’informazione: modella visioni e simboli che costituiscono la realtà. Pensatori come Walter F. Otto e poeti come Cesare Pavese mostrano come il gesto del dire possa rivelare mondi e sostenere pratiche di senso.
Come si costruisce un percorso di letture per orientarsi nella vita professionale?
Si combinano testi di storia politica, filosofia morale e saggi sul linguaggio: dall’etica di Aristotele a MacIntyre, dalle analisi di Tocqueville alla teoria dei miti. Questo mix offre visione, esempi concreti e pratiche per la leadership.
Quali pratiche quotidiane favoriscono la crescita del carattere e della responsabilità?
Pratiche di lettura disciplinata, scrittura riflessiva e conversazione mirata aiutano a dare forma al pensiero. L’esempio quotidiano e gli abiti di vita sono strumenti formativi che consolidano virtù e ruolo nella comunità.
In che modo la tradizione può convivere con l’evoluzione nella vita pubblica e privata?
La tradizione offre principi consolidati; l’evoluzione richiede adattamento e discernimento. Il punto è riconoscere ciò che vale mantenere e ciò che va riformato, operando con ragione e visione per una società più libera e responsabile.
Che libri suggerite per chi cerca una "visione" rinnovata dell’identità maschile oggi?
Si consigliano opere di filosofia politica, testi su etica pratica e saggi sul mito e il linguaggio. La combinazione di storia delle idee e manualistica morale aiuta a ricostruire un’identità fondata su carattere, diritti e responsabilità.
