Una recente indagine condotta da Zety su quasi mille lavoratori ha fatto emergere un dato allarmante: oltre un terzo dei dipendenti non denuncerebbe episodi di molestie sessuali subite sul posto di lavoro.
La percentuale sale quando si parla specificamente delle donne, dove quasi una su due rinuncerebbe a segnalare l’accaduto.
Ma cosa frena i lavoratori dal rivolgersi alle risorse umane? Secondo gli esperti, entrano in gioco diverse dinamiche: la paura di ritorsioni, la sfiducia verso i meccanismi interni di tutela e il timore di compromettere la propria immagine professionale. Questi ostacoli creano un circolo vizioso che lascia molte situazioni problematiche nell’ombra.
Paradossalmente, gli stessi dipendenti mostrano meno remore nel segnalare altri tipi di comportamenti scorretti: il 65% denuncerebbe furti in azienda, il 62% colleghi assenteisti o episodi di violenza fisica.
Persino l’abbigliamento inappropriato viene riportato più facilmente delle molestie di natura sessuale.
“C’è ancora molta strada da fare”, sottolinea Dominika Kowalska, esperta di carriera presso Zety. Nonostante quasi metà dei lavoratori descriva le proprie esperienze con l’HR in termini positivi, resta una fetta significativa di insoddisfatti o delusi.
La ricerca completa, disponibile sul sito di Zety, evidenzia come le risorse umane rappresentino comunque il primo punto di riferimento per molte questioni lavorative, dalla gestione dei conflitti al supporto durante momenti personali difficili.
Il problema è riuscire a creare quel clima di fiducia necessario perché nessuno debba più scegliere il silenzio.

